30-01-2006

Studio per diventare infermiera e sto facendo una

Studio per diventare Infermiera e sto facendo una tesina sui rischi di contagio di Epatite C. Nell'ospedale della mia città non sono riuscita ad avere la disponibilità e le informazioni che speravo quindi mi rivolgo a Voi speranzosa. Volevo se possibile le risposte a queste domande: 1. sapere quali sono le percentuali di rischio aggiornate su contagio per ferita da ago cavo e contagio mucoso (schizzi di sangue nell'occhio); 2. influisce come per l'Hiv la risposta immunitaria? ad esempio a parità di carica virale inoculata un organismo debilitato (senza patologie da immunodeficienza) reagisce meno? un paziente sottoposto a cura antivirale è meno contagioso? Mi chiedo questo perchè so che il Virus dell'HCV tende a "mascherarsi" e quindi mi sorge il dubbio che sia inifluente la debilitazione o la quantità di virus inoculata. 3. L'esame dell' HCV-RNA (con PCR) indica immediatamente se c'è stato un contatto col virus? Esempio: se dopo un periodo di diciamo 4 settimane, se positivo sicuramente il contagio è avvenuto, se negativo va ripetuto perchè non c'è ancora certezza di reale negatività (anche con valori epatici - AST, ALT, GGT, Bilir. - nella norma)? E' corretto? 4. Pensavo che la guarigione completa non fosse possibile, invece leggendo qua e là ho letto di negativizzazione degli esami (anticorpi e RNA) dopo terapie tra cui quella con Interferone. Si può dunque tornare "sani"? Scusate se le domande sono molte ma questi sono i dubbi a cui non ho trovato risposta. Grazie infinite. Chiara.
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
Le percentuali di contagio da ago infetto (needle stick) in campo medico sono poco note, essendovi relativamente pochi studi in merito; comunque non superano il 30% dei casi. Pertanto non rappresentano un rischio elevato, in caso di una singola puntura. Il contagio attraverso schizzi di sangue nell’occhio, poi, è addirittura aneddotico, cioè è stato segnalato un evento sporadico di tal genere, ma non esistono studi estesi. La risposta immunitaria influisce in ogni malattia infettiva e chiaramente un organismo immunodepresso reagisce certamente di meno ripsetto ad un soggetto sano. Un soggetto sottoposto a cura antivirale, se ha risposto favorevolmente alla terapia stessa, con scomparsa/riduzione del virus nel sangue, è meno infettante di un soggetto infetto che non è in terapia antivirale. Il test HCV-RNA è quello che con maggiore precisione, attualmente, ci può dire se il virus HCV sia presente o meno nel sangue di un soggetto. Se positivo dopo 4 settimane dal contagio allora non vi è dubbio che vi sia infezione. Se negativo può essere esclusa l’infezione. La guarigione dopo ciclo di terapia antivirale è possibile.
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