03-07-2006

Toxoplasma e citomegalovirus

Sono alla 30 settimana di gravidanza... ho fatto le analisi dei virus è il risultato è: Ab. Anti-Toxoplasma G. IgG Assenti IgM 10.8. Anti-Citomegalovirus IgG Assenti IgM 6.6. Può spiegarmi questi risultati? posso stare tranquilla?
Dr. Fegato.com
Risposta di:
Dr. Fegato.com
Risposta
Il quesito che rivolge è di pertinenza del ginecologo e dell’infettivologo più che dell’epatologo, che normalmente non tratta questo tipo di patologie infettive. Tuttavia, il test anti-toxoplasma rileva la presenza di anticorpi contro la toxoplasmosi. La presenza di anticorpi di tipo IgG, con IgM negative, indica che la donna è immune. L' immunità per la toxoplasmosi permane tutta la vita. In tal caso non c'è più bisogno di ripetere l'esame e seguire le norme di prevenzione. Se invece il test è negativo, bisogna ripeterlo ogni 4-6 settimane fino al termine della gravidanza, poiché con le settimane aumenta la probabilità d'infezione fetale, seppure diminuisce la gravità della malattia. Se si ha una sieroconversione in gravidanza, cioè compaiono anticorpi specifici di tipo IgM in una donna precedentemente negativa, si deve praticare una terapia antibiotica per limitare la possibilità di interessamento fetale. Per quanto riguarda invece il test Anti-citomegalovirus esso rileva la presenza nel sangue di anticorpi contro il citomegalovirus. La presenza di anticorpi specifici di tipo IgG con IgM assenti indica uno stato di immunità, mentre l'assenza di entrambi gli anticorpi indica che non c'è mai stato contatto con il virus. Se la donna presenta IgG positive e IgM negative all'inizio della gravidanza, il test non si ripete più, mentre si ripete ogni 4-6 settimane se non c'è immunità (assenza di anticorpi in quantità protettiva). Diversamente dalla rosolia e toxoplasmosi, per la malattia da citomegalovirus l'immunità non è permanente, infatti è possibile una reinfezione nell'uno per cento delle donne. Molti medici non ritengono opportuno eseguire il test, perché non vi sono misure preventive (vaccinazione) o terapeutiche per evitare il passaggio del virus al feto. Se si ha una sieroconversione in gravidanza, cioè compaiono anticorpi specifici di tipo IgM in una donna precedentemente negativa, si devono fare altri esami per escludere il passaggio del virus al feto. La sua condizione va attentamente monitorata da parte del ginecologo eventualmente sentendo il parere dell’infettivololgo.
TAG: Epatologia | Fegato | Gastroenterologia | Medicina interna
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