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Dieta contro la Candida: consigli, miti e verità

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L’alimentazione da seguire in caso di Candida, l’infezione micotica più diffusa, richiede impegno e attenzione. L’intervista al Dott. Manuel Salvadori, esperto in nutrizione sportiva e nutrizione oncologica.

Che cos'è la Candida e dove ha origine il disturbo?

Volessimo cercarne un punto di partenza, a parer mio, si dovrebbe partire proprio da dove la Candida è collocata all'origine e non da dove si manifesta. Per questo, abbiamo bisogno di fare un po' di ordine nelle nostre conoscenze.
Intanto la Candida costituisce l'infezione micotica intestinale più frequente tra tutte, oltre che una delle più subdole e generatrice di altri processi patologici importanti. Ne esistono moltissime specie diverse - albicans, krusei, glabrata, lusitaniae, tropicalis, paraplisosis, kefyr etc. - tutte con potenzialità dannose nei confronti dell'ospite, cioè il nostro intestino e quindi noi. Si diffonde sotto forma di blastospora e di miceti e le specie sono distinte in base ad antisieri policlonali e polimorfismi del DNA, assieme ad altre tecniche.
Ma la Candida non nasce come elemento patogeno, in realtà è normalmente presente nel nostro intestino come saprofita, quindi utile per la digestione di carboidrati, ed è tenuta a bada da diversi altri batteri buoni (lactobacillus acidophilus in primis, ma anche l. reuteri) che ne prevengono l'iperproliferazione e la conseguente dannosità.
Quando, però, a seguito di un trauma intestinale che può essere una Terapia antibiotica prolungata oppure un periodo di stress molto prolungato, si verifica una condizione di disbiosi intestinale, cioè di diminuzione dei batteri benefici, si crea il terreno favorevole per la proliferazione di questo fungo che non ha più gli antagonisti a "tenerlo sotto controllo".  Altri fattori di rischio possono essere riconosciuti nella menopausa, nella prolungata ed abbondante assunzione di additivi alimentari e nell'uso frequente di estrogeni.
Riesce ad esercitare la sua azione patogenica attraverso le adesine (peptidomannani o mannoproteine), i suoi recettori (laminina e fibronectina) oppure tramite dimorfismo (produzione di ife).

Quali sono i più frequenti segni e sintomi della Candida?

I sintomi causati all'inizio sono molto vaghi e riconducibili a tutt'altre condizioni - nausea, gonfiore, stanchezza - perciò è altamente probabile che non si procederà subito ad un trattamento incisivo.
Ci sono alcuni segni per riconoscerla, ma sono soggettivi e quasi mai razionalmente quantificabili. Esistono molte manifestazioni cliniche diverse di una Candidosi. Essa può essere:

  • Cutanea.
  • Sistemica (molto grave).
  • Mucocutanea cronica (Candidiasi granulomatosa).
  • Mucosale (vulvovaginite, balanite, esofagite).

Spesso la Canidosi mucosale è quella contro cui molte donne e uomini si trovano a lottare senza riuscire ad uscirne vittoriosi, poiché non è abbastanza grave da essere catalogata come ricovero d'emergenza e quindi d'essere trattata con antimicotici ad alto potenziale, però allo stesso tempo i farmaci non sono sempre efficaci, a causa di fenomeni di resistenza.
Alcuni dei sintomi che si notano sono:

  • Sindrome di Rohmeld
  • Prurito anale, arrossamenti, eczema, ragadi
  • Gonfiore dopo l'ingestione di zuccheri
  • Mioartralgie diffuse idiopatiche
  • Suscettibilità alle infezioni
  • Emicrania recidivante
  • Intolleranza all'alcol con possibile innalzamento delle transaminasi e sintomi di steatosi
  • Deficit di zinco e ferro
  • Alterazione nelle feci rispetto alla norma
  • Stanchezza persistente anche dopo molto riposo
  • Irritabilità ingiustificata quando non si riescono a consumare zuccheri.

Quindi, una volta che la Candida ha preso il sopravvento, si è manifestata e siamo arrivati a sapere della sua esistenza, di solito si procede con la terapia antibiotica, innescando un circolo vizioso che ho sentito molte volte, nel quale gli antibiotici vengono presi ogni volta che l'infezione si fa più insistente, ma mai per eradicarla del tutto. Questo, a parer mio, significa che l'approccio di fondo è errato.
Perché si dovrebbe soffrire di qualcosa di cronico e trattarlo in maniera sintomatica? È ovvio che i sintomi continueranno a manifestarsi. Quando si parla di Candida vaginale o genitale in generale - quindi molto spesso anche di candida intestinale - si dovrebbe andare alla base, dove tutto è nato. 

Quindi la candida andrebbe affrontata "all'origine", ma in che modo? Come si cura la candida? Quale alimentazione è necessario seguire?

Come ho detto, di singoli rimedi se ne sente parlare moltissimo per la candida intestinale. Sicuramente le raccomandazioni generiche che si sentono spesso sono senza dubbio valide, anche se a volte si tende a non rispettare la terapia poiché l'alimentazione da seguire è veramente dura. Quando si inizia un percorso di eradicazione serio e duraturo, si deve tenere presente che la durata sarà consistente e che senza dubbio l'inizio della terapia sarà molto difficoltoso a livello di abitudini quotidiane. Tuttavia è una condizione che rischia di aggravarsi nei periodi nei quali siamo più immunodepressi e pertanto andrebbe trattata con serietà e rigore, al pari di qualsiasi altra.

Vediamo quindi di spiegare quale può essere un approccio, oltre alla dieta - che dovrebbe essere comunque seguita da un nutrizionista esperto, visto che essendo tra le più restrittive in assoluto può spesso causare carenze nutrizionali e conseguenti stati di debolezza molto accentuata. Valutare col proprio medico/nutrizionista la possibilità di agire su più fronti.

  • Antimicotico, in grado di fornire un'efficace azione iniziale per la diminuzione delle colonie patogene.
  • Antimicotico fitoterapico, per eliminare le colonie naturalmente resistenti all'antimicotico artificiale.
  • Arginare l'acidificazione intestinale.
  • Ripristinare le difese del sistema immunitario intestinale con l'uso di probiotici adeguati, valutati di volta in volta a seconda dei precedenti usi di antibiotici e/o del periodo emotivo.
  • Alternare terapie volte a ricostituire la mucosa intestinale e il suo funzionamento.
  • Nei casi più gravi, si può ricorrere a delle pratiche di pulizia intestinale attraverso l'uso di lassativi osmotici o di idrocolonterapia, che dev'essere attentamente valutato col vostro medico curante dati gli effetti nefasti che può causare, se usato a sproposito.
  • Stimolare il sistema immunitario ad avere una risposta efficace verso il patogeno.

Le linee generali per un approccio dietetico verso la Candidosi consistono in diverse norme da seguire:

  • Evitare pasti di grandi dimensioni.
  • Evitare l'assunzione di dolci di qualsiasi tipo (da forno o da pasticceria).
  • Prevedere l'assunzione di grassi a catena corta.
  • Ridurre il lattosio nella dieta.
  • Non sostituire lo zucchero con dolcificanti, cercare di eliminarlo il più possibile.
  • Ridurre il fruttosio in tutte le sue forme.
  • Evitare alimenti contenenti lieviti.
  • Aumentare l'assunzione di alimenti fermentati con L.acidophilus, S.termophilus, L.bulgaricus, L.reuterii.
  • Limitare l'assunzione di cereali.
  • Sperimentare approcci chetogenici, qualora tollerati.
  • Bilanciare l'introito di cibi acidificanti il tratto intestinale.
  • Limitare i legumi.
  • Evitare di applicare tutte queste riduzioni in maniera autonoma, poiché possono portare facilmente a malnutrizione.

Quindi, in definitiva, avremo una dieta che sarà composta per la maggior parte di carboidrati provenienti da frutta, verdura ed in minore parte da cereali; proteine provenienti da carne, pesce, tofu, legumi; grassi provenienti da frutta oleosa (mandorle, noci, anacardi, noci di macadamia), da condimenti e da alimenti più particolari come l'olio di cocco. Esistono diversi altri accorgimenti specifici che possono essere, però, solo applicati caso per caso poiché potrebbero risultare dannosi per alcuni quadri clinici.

Un approccio di questo genere è sicuramente molto complesso da seguire, ma se riuscirete ad essere costanti per qualche mese, riuscirete a riguadagnare quello stato di forma che vi manca da molto tempo, oltretutto riuscendo a chiudere una volta per tutte questo circolo vizioso. Come ho detto, è molto importante farsi seguire da un nutrizionista e dal proprio medico curante, per verificare che nessun integratore/farmaco possa interferire con la vostra situazione generica e per evitare eventuali controindicazioni. Nessuna di queste pratiche andrebbe eseguita in totale autonomia, è un concetto che non posso evitare di sottolineare.

18/07/2018
15/01/2015
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