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29 ottobre 2009: V edizione della Giornata contro l'ictus cerebrale

29 ottobre 2009: V edizione della Giornata contro l'ictus cerebrale

L'ictus cerebrale rappresenta la prima causa di disabilità e solo in Italia colpisce 200.000 persone, senza risparmiare i giovani.

Stroke - What can I do?”, ovvero “Ictus, cosa posso fare io?”. È questo il messaggio della V Giornata Mondiale contro l’Ictus cerebrale, che si svolgerà in tutto il mondo il 29 ottobre.

La parola d’ordine “Stroke - What can I do?” è stata scelta, a livello mondiale, per sollecitare le singole persone, i gruppi e i governi a mettere in atto azioni che contrastino l’ictus sia individualmente, sia collettivamente: dal medico all’impiegato, dalla casalinga al manager, dall’associazione no profit al governo, ciascuno di noi, nel proprio ambito di attività, può fare qualcosa di utile per contrastare l’ictus.

I dati che riguardano questa grave patologia sono preoccupanti: ogni anno nel mondo, sono 6 milioni le persone che muoiono di ictus; in Europa, l’ictus rappresenta la prima causa di disabilità a lungo termine ed è la terza causa di morte. Ogni 20 secondi una persona è colpita da ictus cerebrale ed ogni anno a causa di questa patologia, muoiono circa 650.000 persone.

Dal canto suo, Alice Italia Onlus, in collaborazione con il Censis e l’Università degli Studi di Firenze – ha dichiarato Maria Luisa Sacchetti, neurologa vascolare presso l’ Azienda Policlinico Umberto I di Roma e Presidente della Federazione Alice Italia Onlus – annuncia oggi l’avvio di un’importante indagine dal titolo I costi sociali ed i bisogni assistenziali dei malati di Ictus cerebrale che ha l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni e l’opinione pubblica rispetto all’enorme costo dell’assistenza al malato di ictus che, in Italia, si aggira intorno ai 3,7 miliardi di Euro l’anno, pari allo 0.25 del prodotto interno lordo”.

L’assistenza ai malati colpiti da Ictus cerebrale, richiede alle famiglie un coinvolgimento continuo e costante nelle attività di sostegno al malato, sia sotto il profilo emotivo, sia sotto il profilo economico: per questo motivo, abbiamo deciso di intraprendere un percorso di ricerca che ha quale obiettivo proprio quello di fornire una fotografia dettagliata e puntuale dell’universo dei malati di Ictus e dei loro nuclei familiari".

"Un’indagine che si concentri sulle conseguenze familiari della Patologia e che miri alla quantificazione del relativo costo sociale”  ha dichiarato la dott.ssa Concetta Vaccaro, Responsabile Welfare Fondazione Censis Roma.

La diagnosi precoce e l’intervento terapeutico adeguato potrebbero significare una diminuzione di questo grave carico sociale ed economico, del 20-30%. Invece che alla implementazione delle reti per l’assistenza all’ictus, e ad adeguati programmi di informazione su come l’ictus si possa curare in emergenza, oggi stiamo assistendo a gravi negligenze e tagli, ovunque in Italia, ma soprattutto al Centro SUD” Sottolinea  Maria Luisa Sacchetti.

Il Prof. Domenico Inzitari, Professore in Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatrice dell’Università di Firenze, tiene a sottolineare: “le parole chiave dell’azione cui ciascuno (persone comuni, professionisti, dirigenti, amministratori, politici)  è chiamato a contribuire sono: accrescere la consapevolezza, rispettare i diritti del malato, ed annullare le disparità. Data la enorme frequenza della malattia, il grave handicap personale ed i costi così elevati per la società, il problema ictus meriterebbe di essere affrontato con un disegno di legge ad hoc, ipotesi che era già circolata tra alcuni dei membri della Commissione Igiene e Sanità del Senato.
 
"Per Alice Italia Onlus si preannuncia quindi un’intensa attività di sensibilizzazione ed informazione su più fronti: cittadini e singoli da un lato, Istituzioni dall’altra. I messaggi della campagna raggiungeranno il grande pubblico attraverso un originale ed incisivo spot in animazione, realizzato con la firma del noto vignettista Vauro che ha voluto offrire la sua creatività all’Associazione in maniera del tutto gratuita".

"Lo spot verrà trasmesso sulle principali emittenti radio e televisive che, sensibilizzate, avranno messo a disposizione i loro spazi, contestualmente alla celebrazione della Giornata Mondiale".

Ancora oggi, in Italia sono 200.000 le persone colpite da ictus ogni anno: di queste, 40.000 muoiono entro breve termine e altre 40.000 perdono completamente l’autosufficienza, cambiando radicalmente la loro vita e quella delle loro famiglie. “Ora sappiamo, e le più recenti terapie lo confermano, che l’ictus è una patologia curabile e soprattutto prevenibile - ha concluso Maria Luisa Sacchetti – ed il nostro più grande desiderio è che questo vitale messaggio e soprattutto questa consapevolezza raggiunga sempre più persone nel mondo”.

Non dobbiamo dimenticare –  ha infine aggiunto il dott. Roberto Sterzi, Direttore SC Neurologia dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca' Granda - che l'ictus può colpire anche persone giovani e che vi sono differenze di genere che rendono il peso dell'ictus diverso nelle donne, sia come pazienti sia come figure di accudimento, diverso da quello degli uomini.  Ma dobbiamo anche affermare che per l'ictus molto si può fare sia nella fase di prevenzione, che nel momento della malattia e della continuità assistenziale". 

"La diffusione della trombolisi – ha concluso il dott. Sterzi -  e dei centri dedicati agli ictus ("stroke unit") negli ospedali può ridurre di molto la mortalità e la disabilità: possiamo  davvero dire che "time is brain" (il tempo è "cervello": ogni minuto si perdono 2 milioni di neuroni e 14 km di fibre nervose, ogni ora 120 milioni di cellule e 714 km di fibre!) ma anche che 'team is brain' (anche il gruppo specializzato che si occupa del paziente fa risparmiare cervello)".

A.L.I.Ce. Italia-Onlus è una federazione di 18 associazioni regionali di volontariato che ha, tra i propri obiettivi statutari, quello di diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia; facilitare la informazione per un tempestivo riconoscimento dei primi sintomi così come delle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi ed omogenei.

Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2017
6 minuti di lettura
Commento del medico
Prof. Vincenzo Di Lazzaro
Prof. Vincenzo Di Lazzaro
Specialista in Neurologia

Dalla ricerca italiana un nuovo test capace di predire le potenzialità di recupero motorio nei pazienti colpiti da ictus.

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