Cresce in Italia il numero di hospice, le strutture dedicate all’assistenza dei malati terminali.

Entro la fine del 2010 saranno 299 per complessivi 2615 posti letto. Si tratta di un trend in crescita rispetto agli anni scorsi, eppure inferiore alle aspettative fissate dalle Regioni nel 2006 (quando gli Hospice sul territorio erano 114) che indicavano come obiettivo soddisfacente la garanzia di destinare a pazienti terminali (almeno oncologici) 0,6 posti letto ogni 10mila abitanti.

Se da un lato i numeri relativi alla presenza degli hospice in Italia sembrano confortanti, dall’altro, leggendo i dati raccolti dalla Seconda Rilevazione Ufficiale condotta - nell’ambito del progetto Rete degli Hospice Italiani - dalla Società Italiana di Cure Palliative sembra che la strada a terapie più adatte, cure palliative e sostegno ai familiari sia ancora lunga.

Solo il 54% delle strutture, infatti, opera all’interno di una rete formale di terapie palliative (un obbligo al quale la legge 38/2010 sul Dolore ha chiesto di uniformarsi).

Un gran numero di strutture denuncia una carenza cronica di personale e non tutti gli hospice offrono prestazioni essenziali, come l’Assistenza domiciliare o il day hospital.

Il gap tra le varie Regioni è significativo: le regioni più attente al sostegno dei malati terminali sono la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Basilicata (in queste regioni l’obiettivo dello 0,6 posti letto ogni 10mila abitanti è già stato raggiunto), quelle dove c’è ancora tanto da fare sono l’Abruzzo, la Calabria, la Campania e il Trentino Alto Adige.

Il responsabile dello studio, Furio Zucco, presidente della SICP, ha spiegato che i numeri sono promettenti e che si sta lavorando per raggiungere l’obiettivo prefissato: offrire un servizio adeguato ai 250mila cittadini che sono in fase terminale.
 

 
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