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Donazione del cordone ombelicale

donazione del cordone ombelicale

140 donazioni nel 2008, ovvero 74 in più rispetto al 2004.

Sono questi i numeri della donazione del cordone ombelicale, una pratica in aumento ma ancora poco diffusa nel Belpaese.

Secondo il Ministero della Salute la principale causa è la scarsa informazione, ed è per questo motivo che lo scorso 02/07/2009 è partita la prima campagna di sensibilizzazione in favore della donazione del cordone ombelicale.

In Veneto è già stato avviato un progetto pilota, ma nei prossimi mesi brochure, incontri, manifesti ed opuscoli informativi permetteranno a molte neo mamme di sapere quanto può essere utile un semplice gesto come quello della donazione.

Questo perché il sangue del cordone ombelicale contiene un numero elevatissimo di cellule staminali, utili per aiutare a migliorare – ed in alcuni casi salvare – la vita di migliaia di persone.

Due sono i tipi di cellule contenute nel Sangue del cordone ombelicale: multipotenti – ovvero in grado di ‘generare’ cellule particolari una volta impiantate nel Tessuto da ricostruire – e pluripotenti – ovvero capaci di trasformarsi in qualsiasi tessuto.

Ecco perché è importante migliorare il livello di informazione della popolazione italiana: donare il cordone ombelicale è un gesto semplice ma che può aiutare a salvare la vita, poiché le cellule staminali sono tra gli strumenti più efficaci per combattere patologie serie come le leucemie.

Madri e padri devono essere informati, ma la campagna nasce anche per formare ed istruire gli operatori sanitari e per finanziare con dieci milioni di euro un adeguamento delle procedure da parte degli ospedali.

Ma quali sono gli obiettivi della campagna di informazione?

Principalmente aumentare il numero di donazioni, poiché attualmente avviene in meno del 10% dei parti e solo il 30% di queste risulta accettabili.

Senza contare che in molti casi le donne italiane scelgono di tenere il Sangue del cordone per sé e conservarlo a pagamento in biobanche straniere (in Italia è attualmente vietata la conservazione autologa delle cellule del cordone), anche a causa delle condizioni – spesso carenti – degli istituti ospedalieri: capita frequentemente che pur volendo donare il cordone ci si trovi nell’impossibilità di farlo perché l’ospedale non  ha la formazione e la possibilità di raccoglierlo. 

Un vero spreco se si pensa che mentre centinaia di migliaia di cordoni ombelicali vengono buttati via, solo 20.000 unità di sangue cordonale sono attualmente disponibili, un numero che secondo il Ministero dovrebbe essere almeno triplicato.

Per raggiungere l’obiettivo, dunque, al via informazione, sensibilizzazione, ma anche formazione e adeguamento da parte delle strutture ospedaliere.

Leggi anche:
Le cellule staminali sono cellule giovani in grado di autorigenerarsi e differenziarsi, utilizzate per la riparazione di un danno a tessuti e organi.
Il punto di vista
Geriatria

Il sangue del cordone ombelicale, ricco di cellule staminali, è capace di curare malattie come leucemia, linfomi e anemia mediterranea.

10/07/2017
17/08/2009
TAG: Bambini | Neonati | Pediatria