Italiani connessi alla rete anche in vacanza

italiani connessi alla rete anche in vacanza
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C’è chi svolge un lavoro talmente monotono oppure talmente stressante da rischiare di andare incontro alla Sindrome da Burnout, un disturbo causato dallo stress che letteralmente vuol dire 'essere esauriti, bruciati' e i cui sintomi sono stanchezza, apatia, nervosismo, tachicardia e mal di testa frequenti, rabbia e bassa soddisfazione personale, Depressione e c’è chi non riesce a staccare la spina nemmeno in vacanza.

L’esercito dei vacanzieri che come prima cosa in valigia mettono cellulare e computer portatile si allarga anno dopo anno. Una indagine condotta da Intel e Redshift Research su un campione di mille persone reclutate in 17 Paesi dell’area EMEA – Europa, Africa e Medio Oriente – fotografa un dato inquietante che però non sorprende del tutto chi viaggia spesso e si trova ad osservare le persone in vacanza: 4 italiani su 10 non si spostano se non hanno con sé il telefono cellulare o un pc portatile e il 93% degli intervistati dichiara che il telefono cellulare è irrinunciabile.

Non sono dati sorprendenti, dicevamo. A chiunque sarà capitato di dover convivere con vacanzieri sempre intenti a scrivere messaggi o email anche mentre si trovano su una spiaggia esotica, perennemente compenetrati nella loro vita virtuale per aggiornare il proprio status sui social network o per rispondere a una email di lavoro.

Tuttavia non è necessario tenersi lontani dalla Rete per forza:  basta rimanere connessi per puro piacere o per utilità. Può essere molto utile navigare in cerca di informazioni turistiche sui luoghi che si stanno visitando, per contattare alberghi e ristoranti, per cercare e scaricare mappe stradali e itinerari oppure per condividere in tempo reale con i propri amici foto ed emozioni del viaggio.

Inoltre Internet può rivelarsi estremamente utile soprattutto per ricercare informazioni mediche e in particolare quando ci si trova in vacanza all’estero. L’importante è resistere alla tentazione di connettersi per scrivere email di lavoro o per studiare previsioni di vendita sul notebook. Insomma, connessi sì ma non per lavorare.

A confermare la difficoltà dei vacanzieri a riuscire a staccare del tutto la spina è anche uno studio condotto qualche mese fa da Confesercenti-Swg, secondo il quale il 17% degli italiani considera assolutamente indispensabile avere accesso ad internet durante la vacanza.

E non pensate che si tratti solo di top manager e amministratori delegati: il popolo degli stakanovisti in vacanza è composto per larga parte anche da liberi professionisti e commercianti, che in tempo di crisi non se la sentono di non scaricare la posta elettronica almeno una volta al giorno per timore di perdere qualche incarico importante.

Eppure così, chiariscono gli esperti, non è vacanza e si rischia di tornare con un carico di Stress che non si è riuscito a smaltire. Invece bisognerebbe forzarsi a staccare la spina, almeno per due settimane consecutive, facendo cose che abitualmente non si fanno a causa della vita frenetica: svegliarsi con calma prendendosi il giusto tempo (magari leggendo qualche pagina di un libro o facendo colazione a letto), togliere l’orologio dal polso e assecondare i ritmi naturali, resistere alla tentazione di collegarsi alla Rete per il tempo delle ferie, riappropriarsi di tempi lenti. 

Il punto di vista
Psicologia e Psicoterapia

Il lavoro ad oggi rappresenta uno strumento necessario non solo per raggiungere una indipendenza economica ma anche per essere integrati ed apprezzati a livello sociale. Il peso che l’identità lavorativa ha assunto nel tempo rispetto alla valutazione della propria identità personale risulta sempre maggiore.

La Sindrome da Dipendenza dal Lavoro (Workaholic) è un fenomeno moderno figlio della corsa all’affermazione sociale. Le persone che ne soffrono mettono qualsiasi altro aspetto della loro vita in secondo piano rispetto al lavoro, trascurando o addirittura escludendo tutte le altre attività personali, relazionali e sociali.

Tale funzionamento rientra nei comportamenti patologici e necessita di un’attenzione specialistica. Se l’attaccamento al lavoro non raggiunge livelli di rilevanza clinica come nei casi di Workaholic, allora basterà 'lavorare su se stessi'… almeno per una settimana di vacanza.

22/05/2015
01/08/2011
TAG: Psicologia | Salute sul lavoro | Estate | Salute mentale