Diabesity: quando obesità e diabete sono strettamente connessi

diabesity quando obesita e diabete sono strettamente connessi
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L’obesità è strettamente connessa all’aumento del rischio di numerose patologie, da quelle cardiovascolari a quelle metaboliche. Ma il suo legame con il diabete di tipo 2 sarebbe ancora più stretto e potrebbe spiegare perché l’85% dei pazienti diabetici è obeso.

L’ultima scoperta fatta dal gruppo di ricerca guidato da Saverio Cinti dell’Università di Ancona e pubblicato sul Journal of Lipid Research mostra, infatti, l’esistenza di una forte connessione tra la morte delle cellule del grasso, chiamate adipociti, e l’insorgenza del diabete. L’equipe di Cinti aveva iniziato il suo lavoro già nel 2005 quando scoprì che gli adipociti nei soggetti obesi vanno incontro a morte cellulare, un processo causato dall’infiammazione che accompagna l’obesità e che è collegata allo sviluppo del diabete.

Adesso i ricercatori sono riusciti a fare piena luce sul meccanismo che provoca la morte degli adipociti obesi. Questo tipo di morte viene chiamata piroptosi, del tutto diversa dalla ben nota morte cellulare programmata (apoptosi), ed è connessa ad uno stato di infiammazione causato dall’attivazione di una reazione cellulare denominata inflammosoma che è legata a sua volta all’attivazione dell’enzima caspasi1. Proprio questo Enzima attiva la produzione di citochine infiammatorie responsabili di un gran numero di danni, compresa un’anomalia del recettore insulinico. Da qui il collegamento con il diabete.

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In altre parole, se una persona è obesa gli adipociti muoiono in maniera anomala e questa morte causa una serie di anomalie nell’insulina che fanno schizzare i livelli di zuccheri nel sangue e favoriscono lo sviluppo del Diabete di tipo2. Questo ultimo studio italiano si inserisce in quel filone di ricerca scientifica che si focalizza sul cosiddetto diabesity, cioè la relazione che esiste tra obesità e diabete e che è stata spesso oggetto di studi negli ultimi anni.

Non c’è dubbio, infatti, che sia l’insulino resistenza che le anomalie nella secrezione di Insulina si presentino molto precocemente nei pazienti obesi e che l’obesità sia uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo del diabete. Non a caso negli Stati Uniti, dove si registra da anni una vera e propria emergenza obesità, anche tra i bambini, si sta assistendo a un aumento dell’incidenza del diabete di tipo 2 proprio nella popolazione pediatrica.

Il punto di vista
Medicina interna

Il legame tra diabete ed obesità è ormai noto anche ai non addetti ai lavori e questo studio mostra un ulteriore meccanismo biologico grazie a cui l’eccesso ponderale provoca la comparsa di diabete. E allora è fondamentale ribadire, oggi più che mai, quanto sia necessario il ruolo della prevenzione del diabete quando si è in sovrappeso per non sfociare appunto nella 'diabesità', malattia che può essere battuta sul tempo.

Per fare ciò, bisogna intervenire in maniera incisiva sullo stile di vita: camminare 30 minuti al giorno a passo svelto, aumentare le fibre, ridurre i grassi, equilibrare i carboidrati, specie quelli complessi, sono semplici ed utili indicazioni.

Il rapporto diabete-obesità è ormai così importante che anche a livello terapeutico i nuovi farmaci che si studiano per la gestione del diabete non si pongono più solo l’obiettivo del controllo glicemico, ma anche una riduzione del peso e degli altri fattori metabolici.

La vera sfida oggi è quindi quella di combattere la diabesità non solo dopo che si è manifestata, ma soprattutto in una fase iniziale di sovrappeso tramite la prevenzione, ed in particolare nelle fasce di età più giovani per evitare lo sviluppo di una vera e propria 'pandemia'.

Per approfondire: www.cmso.it

17/11/2016
08/11/2013
TAG: Endocrinologia e malattie del ricambio | Diabete | Obesità | Nutrizione