Non è una novità: bere latte fa bene alla salute dei bambini, favorisce la crescita e fornisce il giusto apporto di proteine e sostanze nutritive che sostengono l’organismo.

I bambini e gli adolescenti dovrebbero inserire nella loro dieta quotidiana almeno due bicchieri di latte al giorno, preferibilmente ‘intero’. Ed invece il 60% dei giovani italiani non solo non consuma le giuste dosi giornaliere della preziosa bevanda ma non fa nemmeno un’adeguata prima colazione, indispensabile per sostenere mente e corpo per l’intera giornata.

Se il consumo di latte diminuisce tra i giovani, è invece in aumento tra le donne in menopausa e soprattutto tra gli anziani. Molti over-50 preferiscono una tazza di latte e biscotti alla classica cena, combattendo cosi la fragilità ossea: il latte contiene, infatti, Calcio e proteine importanti per rendere le ossa più forti. Ne bastano quattro bicchieri al giorno per ridurre fino al 72% il rischio di fratture ossee. E, grazie ai peptidi con azione morfinosimile, favorisce anche il relax e predispone al sonno.

L’errore che spesso fanno molte donne è di sostituire il latte ‘intero’ con quello ‘parzialmente scremato’. Pensando alla linea si trascura l’importanza che riveste l’apporto di Vitamine e proteine garantito da un bicchiere di latte o, al più, da un vasetto di yogurt.

Nutriente e salutare… ma anche dissetante. È infatti consigliabile bere un bicchiere di latte per combattere il gran caldo e apportare proteine e vitamine al nostro organismo. E se il caldo è davvero insopportabile anche un frappè può aiutare, coniugando gusto e salute.

Attualmente in media ogni italiano beve, in un anno, circa 57 litri della bevanda, ma sono molti gli italiani che amano il latte e non possono berlo per intolleranze al lattosio.

L’intolleranza è una reazione dell’Organismo provocata dall’incapacità di digerire il lattosio, principale zucchero contenuto nel latte. È molto diffusa, soprattutto tra gli adulti: negli Stati Uniti, fino al 22% degli adulti è affetto da carenza di lattosio mentre tra i Nord-Europei si registra l’incidenza più bassa (circa il 5%); nell’Europa centrale la prevalenza è circa il 30% e nell’Europa del sud sfiora il 70%.

Nel nostro Paese il latte è sinonimo di qualità. Proprio recentemente numerosi produttori nostrani si sono uniti in un consorzio sotto il simbolo della ‘mucca Itala’, protagonista di un nuovo marchio di qualità, un bovino a forma di cuore, con fascia tricolore al collo e corona sul capo, che rappresenta una sorta di ‘bollino blu’ dei latticini, promosso da UNALAT (Unione Nazionale Associazioni dei Produttori di Latte Bovino), finanziato dal MIPAAF (Ministero Politiche Agricole e Forestali) e realizzato con la collaborazione dell’INRAN (Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione).

Ma questa è solo una delle tante iniziative in programma finalizzate alla promozione e alla tutela del latte nostrano: nei prossimi mesi inizierà una campagna di sensibilizzazione che, attraverso visite alle scuole e all’uso di internet, comunicherà l’importanza di consumare latte quotidianamente.

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