Genio e follia viaggiano in tandem? In alcuni casi è stato certamente così. Basti pensare all’arte di Van Gogh o alla penna di Hemingway o di Pavese.

Ma davvero una creatività fuori dal comune si accompagna a una qualche forma di disagio psicologico? Se n’è discusso nel corso della recente conferenza mondiale The future of Science – il cui tema quest’anno è stato Mind: the essence of Humanity – che si è chiusa nei giorni scorsi a Venezia.

Alla conferenza è intervenuta Kay Redfield Jamison, docente di psichiatria presso la prestigiosa Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, che ha ricordato come da anni la scienza metta in relazione 'l’umore elevato' con la creatività e come, in qualche maniera “la depressione favorisca la riflessione”.

Un recente studio pubblicato su CLINICAL Psychological REVIEW condotto da Greg Murray e Sheri Johnson ha riesaminato numerosi studi che negli anni hanno indagato sul collegamento tra sindrome maniaco-depressiva e creatività e ha confermato che tra i professionisti della creatività si registra un 8% di Incidenza di disturbi bipolari di lieve entità contro l’1% della popolazione generale.

Ma quali sarebbero le cause di questo maggior propensione alla creatività? Gli studiosi le ricercano essenzialmente in fattori neurobiologici: la neuromediatoredopamina è una sostanza coinvolta nella creazione di uno stato d’animo positivo ma anche in espressioni maniacali.

D’altronde il legame tra disagio psicologico e grandi potenzialità non sembra esprimersi solo per quanto riguarda l’arte o il mondo della creatività. Qualche tempo fa uno studio condotto da uno psichiatra della Harvard Medical School mostrò che i disturbi mentali erano in qualche modo connessi a una maggiore capacità di esprimere una leadership.

Qualche esempio: da Martin Luther King a Gandhi fino a Abramo Lincoln, un gran numero di leader politici o sociali hanno avuto un qualche problema di natura psicologica.