Matrimonio: garanzia di buona salute

Matrimonio: garanzia di buona salute

Non è un'istituzione obsoleta. Il matrimonio è un vero toccasana per la salute: allunga la vita agli uomini e rafforza l'autostima delle donne.

Sono numerosi gli studi che negli ultimi anni hanno posto l’attenzione sugli effetti positivi del matrimonio sulla salute. Analizzando i dati raccolti per il Longevity Project, un progetto di studio di qualche anno fa davvero interessante perché ha seguito un gruppo di 1500 americani sin dal 1920 e ha sfatato un mucchio di luoghi comuni riguardo alla longevità, i ricercatori Howards S. Friedman e Leslie R. Martin hanno concluso che il matrimonio allunga la vita degli uomini, mentre per le donne è ininfluente perché in media vivono più a lungo degli uomini. Anche il sesso e l’amore in generale aiutano a vivere più a lungo: le donne che hanno una vita sessuale appagante hanno maggiori probabilità di vivere di più, ed essere circondati d’amore, amare e ricevere amore, aiuta a vivere di più.

Inoltre, stando a uno studio pubblicato sul British Medical Journal, il matrimonio aiuta i coniugi a mantenersi in buona salute. Un vantaggio evidente soprattutto sugli uomini: secondo quanto spiegato da alcuni studiosi dell’Università di Cardiff, l’Influenza della moglie fa sì il marito abbandoni gli stravizi e si prenda cura della propria salute.

Anche per le donne i vantaggi di un matrimonio felice sono indubbi: essere amate rafforza l’autostima e la sensazione di sicurezza, la realizzazione di sé e la serenità (purché si tratti di un matrimonio felice, altrimenti sono in agguato disturbi cardiovascolari e depressione). Insomma, non sembra proprio che il matrimonio sia la tomba dell’amore. E nemmeno del sesso a quanto pare.

Un sondaggio condotto su 1200 donne italiane, sposate o conviventi, dimostrò che l’80% delle donne dichiarava che la propria vita sessuale era nettamente migliorata dopo il matrimonio. Questi dati potrebbero dare nuovo vigore a un’istituzione ritenuta obsoleta e conservatrice. Secondo l’Istat, infatti, il numero di matrimoni celebrati oggi sono molti di meno rispetto a quelli che avvenivano negli anni Settanta: nel 1972 si celebravano 420mila matrimoni mentre nel 2008 le unioni celebrate non sono state più di 246.600. Merito, certamente, di una maggiore libertà e dell’opportunità, oggi globalmente accettata, di poter convivere invece che sposarsi.

Commento del medico
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La buona riuscita di un matrimonio non è questione di fortuna ma rappresenta il risultato di un faticoso e profondo processo di conoscenza e di crescita che i due coniugi devono perseguire.

Nella fase iniziale dell’innamoramento sono le affinità e le cose in comune che emergono principalmente e fanno sì che due persone si scelgano tra tante. Tuttavia, con il tempo e come è naturale che sia, le differenze individuali e di genere si fanno sempre più presenti.

A questo punto inizia il vero o proprio processo di costituzione della coppia: comprendere, accettare ed adeguarsi all’altro e contemporaneamente mantenere la propria identità rappresentano la maturazione del rapporto e la base per costruire un matrimonio felice.

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