Disturbo pediatrico autoimmune associato allo streptococco beta-emolitico di gruppo A, meglio conosciuto come Pandas.

Una Sindrome (non la si può definire malattia perché non è stata riconosciuta come tale da nessun Ministero della Salute) di cui si sa poco o nulla se non che fu individuata per la prima volta da Susan Swedo, pediatra e neuropsichiatra americana, che nel 1997 pubblicò sull'American Journal of Psychiatry i risultati di uno storico studio osservazionale su bambini affetti da Corea di Sydenham.

Eppure Pandas non è ancora presente nella classificazione del Dsm5 cioè il manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali, pubblicato nel 2013. Questo comporta che una parte di neuropsichiatri resti dubbioso sulla classificazione di una Sindrome che non è assimilata ad altre patologie nonostante siano ben manifesti i sintomi e la sofferenza dei bambini.

Ma come si presenta la sindrome Pandas?

L'esperienza ha dimostrato che i sintomi compaiono all'improvviso dai 3 anni fino all'età dello sviluppo, anche se alcuni segnali sono stati descritti già a partire dai 15-18 mesi. Questi segnali sono: tic, azioni compulsive e idee ossessive. I bambini affetti da Pandas non controllano il linguaggio e possono pronunciare la stessa parola anche per ore. Non vogliono rimanere da soli e hanno spesso bisogno di recarsi in bagno, per la pipì o per lavarsi anche decine di volte. Una difficoltà di vivere che si riflette nella scrittura e nel disegno. E che, nei casi più gravi, li fa vivere in un incubo fatto di pensieri definiti dagli esperti 'intrusivi', negativi.

Sicuramente Pandas è una sindrome rara per cui i medici nel mondo capaci di fare una Diagnosi sono pochissimi e le terapie dipendono dall'esperienza del medico stesso. Per quanto non esistano meccanismi scientificamente provati, Pandas si ritiene un male autoimmune.

In Italia c'è ancora molto da fare e si aspettano dagli Stati Uniti i protocolli diagnostico-terapeutici ma Pandas Italia Onlus è l'unica associazione attiva in Europa.