Ognuno di noi conoscerà qualcuno che è perennemente in ritardo. Per quanto possa provare ad organizzarsi oppure anticiparsi sembra che proprio non riesca ad essere puntuale ad un appuntamento.

Ebbene, i ritardatari cronici da oggi possono addurre a propria discolpa una motivazione che è addirittura di natura clinica. Il Daily Mail, infatti, riferisce di un uomo scozzese che dopo aver passato una vita intera sempre di corsa senza mai, ma proprio mai, essere riuscito ad arrivare puntuale ad un appuntamento si è rivolto ad uno specialista che ha diagnosticato un disturbo da ritardo cronico (chronical lateness).

Il caso di Jim Dunbar in effetti è davvero curioso: ad ogni appuntamento, anche a quello più importante, dal matrimonio al funerale, è sempre arrivato in ritardo e si è talmente abituato alla sua incapacità di gestire i propri tempi che per essere puntuale alla proiezione al cinema delle 19 deve cominciare a prepararsi ed organizzarsi ben undici ore prima.

Alla fine l’uomo ha deciso di rivolgersi ad alcuni specialisti che hanno coniato per la sua Sindrome un termine preciso: disturbo da ritardo cronico. Gli esperti del Ninewells Hospital di Dundee suppongono che questo disturbo sia strettamente connesso con la Sindrome da deficit di attenzione e con un’anomalia nella zona del cervello responsabile della corretta percezione del tempo, soprattutto quando la si deve mettere in relazione con dei gesti o delle azioni da compiere.

In altre parole, spiegano gli specialisti, chi è affetto dal disturbo da ritardo cronico è clinicamente impossibilitato ad essere puntuale perché, a causa di un deficit di attenzione e di un mix di sintomi quali letargia e confusione mentale, non riesce ad organizzare i propri impegni in maniera ottimale ed efficiente. E non sarebbe colpa sua.