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Sleep texting: inviare email ed sms mentre si dorme

sleep texting inviare email ed sms mentre si dorme
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Li chiamano sonnambuli dell’sms perché mentre stanno dormendo inviano sms dal loro telefono cellulare a quello di parenti e amici e al risveglio non ricordano di averlo fatto. Un fenomeno in crescita, soprattutto tra i giovanissimi, abituati a scrivere messaggi sul cellulare in ogni circostanza e per i quali i tasti del telefono sono praticamente un’estensione delle proprie dita.

Ad occuparsi dello sleep texting, come è stato battezzato questo fenomeno, sono alcuni studiosi dei disturbi del sonno, convinti che tra qualche anno il numero di sonnambuli che scrivono sms mentre dormono sarà aumentato in modo tale da dover inserire lo sleep texting tra i disturbi del Sonno ufficialmente riconosciuti.
Nel 2008 i primi sonnambuli tecnologici: gli studiosi dell’Università di Toledo seguirono il caso di una donna che inviava email durante la notte, solo che in realtà dormiva e non aveva alcuna coscienza delle sue azioni.

Da allora questi sonnambuli che scrivono email sono aumentati, spiega David Cunnington, specialista dei disturbi del sonno presso un centro di Melbourne, e attualmente sono più numerosi dei sonnambuli dell’sms. Lo studioso ha in cura numerosi pazienti colpiti da sleep texting e il quotidiano britannico Daily Mail racconta la storia di Jessica, 24 anni del Texas, che mentre dormiva ha mandato un sms al suo fidanzato.

Ma quali sono le cause di questi disturbi del sonno del tutto nuovi? Non ci sono dubbi, spiega Cunnington, che lo Stress quotidiano e l’Ansia di non riuscire a fare tutto ciò che ci si prefigge durante la giornata aumentino il rischio di soffrire di questi problemi del sonno del nuovo millennio; inoltre essere sommersi per tutto il giorno di notifiche di email ed sms fa sì che la mente non riesca a smaltire il carico e non riesca a liberarsene nemmeno quando si dorme.

A commentare il fenomeno sul Telegraph anche Ron Kramer, dell’American Academy of Sleep Medicine, che dichiara "i giovani ormai messaggiano continuamente, come in una sorta di automatismo" e rischiano di non riuscire a smettere nemmeno quando dormono. Il consiglio dell’esperto? Non lasciare il telefonino sul comodino o vicino al letto e assicurarsi di averlo spento prima di andare a dormire.

Il punto di vista
Neurologia

Una delle acquisizioni più importanti della neuropsicopatologia moderna rispetto ai suoi albori sta nella distinzione tra l'analisi delle forme e quella dei contenuti, osservando i comportamenti apparentemente abnormi degli individui. Da ciò deriva il fatto che qualsiasi attività umana può essere individuata come patologica soltanto se determinati contenuti espressivi del suo comportamento sono inquadrabili all'interno di un'alterazione della sua modalità d'espressione.

Per fare un esempio, l'affermazione “mia moglie mi tradisce” potrebbe essere indifferentemente la constatazione lucida di una realtà più o meno evidente, così come il contenuto delirante di un paranoico. La capacità di distinzione, da parte del clinico, non consiste affatto nello stabilire in realtà quale sia il grado di fedeltà del coniuge sospetto (perché altrimenti gli psichiatri dovrebbero costantemente avvalersi di agenzie investigative), bensì nella ricerca di segni comportamentali generali esibiti dal supposto paziente che portino ad inquadrare l'affermazione “mia moglie mi tradisce” all'interno di un contenuto delirante.

Questa metafora è un classico dell'insegnamento della psicopatologia generale nelle università, che solitamente si conclude, tra le risate della platea degli studenti, nella costatazione che il povero paziente potrebbe alla fine comunque venirsi a trovare nella duplice posizione di matto e cornuto. Il sonnambulismo, inquadrato tra i disturbi comportamentali parossistici del sonno (parossistico vuol dire che il fenomeno ha una comparsa improvvisa e brusca così come altrettanto bruscamente scompare) è considerato un disordine benigno dell'età evolutiva, in genere esordisce attorno ai 5-8 anni e si protrae al massimo nel passaggio all'adolescenza.

È considerato benigno perché non si associa ad alcun'altra manifestazione patologica, perché di regola scompare con lo sviluppo e perché non si sono dimostrate associazioni tra il sonnambulismo e lo sviluppo di fatti degenerativi dell'encefalo successivi. La caratteristica che ha reso il sonnambulismo tanto famoso nella cultura popolare sta nel fatto che siamo tutti portati a pensare che lo stato di sonno sia connesso con l'immobilità motoria, col rilassamento muscolare e con la perdita di coscienza.

Il fatto di constatare che una persona dormiente si alzi dal letto e se ne vada in giro è sicuramente un'esperienza impressionante, che ha chiaramente acceso molteplici fantasie millenarie sulle sue cause, fantasie come al solito mortificate dall'avvento della medicina scientifica occidentale che le ha prosasticamente ricondotte a questioni di biochimica e segnali elettroencefalografici. Sembra che poi i sonnambuli non facciano tutte queste peregrinazioni: si limitano in genere a produrre degli automatismi motori seduti sul letto.

Per concludere rapidamente questo noiosissimo aspetto del problema, rimando i lettori alle divulgazioni giornalistiche sul sonno REM, su cui avrei poco di interessante da aggiungere. Invece ho letto anche io, su PUBMED (la fonte scientifica su cui andiamo a scartabellare noi forzati della medicina moderna), di persone fatte oggetto di interesse perchè sorpresi a mandare e-mail in stato di sonno.

Ho cercato tracce di un'evoluzione del fenomeno dalla produzione sonnambulica di sms a quella di e-mail, ma non ho trovato grandi perturbazioni nel mondo scientifico circa questo viraggio di vettore informatico. Sarà che lo sforzo di accendere un telefonino, accedere alla modalità 'invia sms' e digitare il messaggio non sia poi così dissimile da quello di accendere un pc, andare sulla posta elettronica e cliccare su 'invia messaggio'.

Sinceramente, mi sembra che la sequenzialità di azioni sia paragonabile a quella di – scendere in garage, accendere la macchina, mirare sulla suocera che sta  annaffiando i ciclamini e metterla sotto con un ghigno sulla bocca. Allora, torno sull'introduzione del problema: tenere separati senza cercare di integrare due aspetti distinti del comportamento umano, cioè quello attinente alle forme e quello attinente ai contenuti, rischia di provocare grossi problemi di interpretazione.

Se il contenuto dell'sms (o e-mail) è: “cara vediamoci stasera tanto tuo marito sta dormendo”, direi che chi 'pensa male' tenderà a spostare di parecchio il significato generale dell'evento, anche ammesso che chi invia il messaggio sia apparentemente in fase di sonno REM. I cari colleghi ricercatori di cui ho trovato l'articolo attinente non fanno cenno ai contenuti dei messaggi mandati dai sonnambuli.

Hanno dato molta importanza al fatto formale che ha caratterizzato l'evento: erano pazienti sonnanbuli, il fenomeno è avvenuto durante il sonno REM. Direi che l'unico modo di dirimere il quesito sia un saggio di saggezza popolare: una famosa canzone napoletana narra di un sotterfugio erotico messo in atto per ingannare un sorvegliante geloso. La bella amante si finge sonnambula, alla fine della canzone si eleva un inno vittorioso:

E 'a sunnambula,
ch'è na bambola,
fa 'a sunnambula
'mbracci'a me!

15/05/2015
25/06/2012
TAG: Disturbi del sonno | Neurologia | Malattie neurologiche | SLEEP - Disturbi del sonno