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10/08/2016

Sexting, 1 su 4 condivide i messaggi ricevuti anche senza autorizzazione

sexting 1 su 4 condivide i messaggi ricevuti anche senza autorizzazione
GoSalute
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La maggioranza delle persone che invia messaggi a sfondo sessuale, anche con immagini allegate (azione che prende il nome di sexting) si aspetta che questi restino privati, invece uno su quattro viene condiviso pubblicamente. Lo sostiene una ricerca statunitense pubblicata sulla rivista medica Sexual Health  che ha esaminato più di 5.800 single americani di età compresa tra i 21 e i 75 anni.

Nel dettaglio, il 21% ha dichiarato di avere inviato messaggi di testo sessuali con il proprio smartphone e il 28% ha raccontato di averli ricevuti. Il 16%, inoltre, ha inviato foto a sfondo erotico e il 23% ha dichiarato di averle recepite. Il sexting, inoltre, è più comune tra i giovani.

Il problema, però, come scritto all’inizio, sorge in relazione alla privacy: il 73% del campione intervistato si oppone alla condivisione non autorizzata dei messaggi sessuali ma il 23% ha confessato di averlo fatto lo stesso, in media con più di tre amici.

Secondo la ricerca, la condivisione desta più preoccupazione per le donne che per gli uomini e sono soprattutto quest’ultimi a violare l’intenzione di fare restare privati i messaggi.

Il leader dello studio, Justin Garcia, ricercatore presso l’Indiana University (USA), ha spiegato che i dati raccolti dimostrano che “il rischio reale del sexting è la condivisione non consensuale dei messaggi erotici”, chiedendosi se tale azione sia una semplice violazione di “cattivo gusto” o se, invece, sia un vero e proprio reato criminale.
 
Leggi anche:
Le ricerche mostrano che la gran parte delle persone, soprattutto giovani, usa gli smartphone come un’estensione della propria esistenza.


Per approfondire guarda anche: “Sexting“
TAG: Adolescenti | Igiene e medicina preventiva | Sessualità | Organi Sessuali
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