È in programma una piccola grande rivoluzione nel sistema sanitario nazionale. Come annunciato dal ministro della Salute Renato Balduzzi qualche settimana fa, gli ambulatori dei medici di famiglia dovranno restare aperti 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Obiettivo dichiarato: migliorare e ampliare i servizi per i cittadini e alleggerire il carico di lavoro dei reparti di Pronto Soccorso ospedalieri. Gli esperti si sono messi a lavoro nel febbraio scorso, quando scoppiò il caso dei reparti di emergenza dei principali ospedali italiani costretti ad ospitare, anche per giorni, pazienti sulle barelle collocate nei corridoi.

Una situazione insostenibile, resa difficile anche dall’attuale organizzazione del sistema sanitario che prevede che i medici di famiglia siano irreperibili nei fine settimane, di notte e nei giorni di festa, costringendo i cittadini a rivolgersi al pronto soccorso anche senza una reale urgenza. Da quel momento il Ministero ha aperto un tavolo di lavoro, chiamando a raccolta esperti della medicina territoriale, con lo scopo di ridisegnare l’offerta a livello locale e coinvolgere in modo diverso i principali avamposti sul territorio: gli studi dei medici di famiglia.

La grande rivoluzione prenderà le mosse da nuove strutture ambulatoriali chiamate aggregazioni funzionali territoriali (AFT): grandi studi dove confluiranno fino a 16 medici e guardie mediche che verranno organizzati su turni in modo da offrire un servizio 24 ore su 24.

Presso queste strutture il cittadino potrà essere visitato, richiedere la prescrizione di un farmaco, trovare il proprio medico di famiglia e, in sua assenza, essere ricevuto da un collega che, tramite un computer, avrà accesso ai dati clinici del paziente. Un punto di riferimento importantissimo per i pazienti che, tra qualche tempo, potranno trovare nelle AFT anche i pediatri e altri specialisti.

Strutturando in questo modo i servizi sanitari territoriali, precisano gli esperti, i cittadini si dovranno rivolgere all’ospedale soltanto in caso di vera emergenza e di ricovero. L’obiettivo del tavolo di lavoro istituito dal Ministero della Salute è quello di riorganizzare l’intero sistema e stilare un documento da inserire nel patto della salute tra Governo e Regioni.

Sarà un cambiamento semplice? Non proprio. Già nel 2009 il Ministero lanciò l’idea delle AFT e la proposta raccolse più di una perplessità dal mondo dei professionisti sanitari. Oggi sembra che le opinioni siano diverse: Giacomo Milillo, segretario della Federazione Nazionale Medici di Famiglia (Fimmg), commenta positivamente il progetto e spiega che, nell’ottica di una riorganizzazione, saranno chiamati al massimo coinvolgimento i medici più giovani, più propensi ad impegnarsi in orari diversi dal solito e nei weekend.