'Gli uomini veri non piangono', un luogo comune che si tramanda di generazione in generazione. Ma è proprio così? Quali sono i meccanismi psicologici che stimolano la commozione nelle donne e negli uomini?

Se lo sono chiesti alcuni ricercatori della Yale ed Harvard University che hanno arruolato 173 donne e 86 uomini ai quali è stato chiesto di compilare dei questionari dopo aver visto cinque film e piece teatrali molto commoventi.

Thalia Goldstein ed Ellen Winner hanno così scoperto che se un uomo non si commuove di fronte ad una scena altamente emozionante non è perché non prova sentimenti, ma semplicemente perché ha un diverso livello di empatia.

Insomma, le donne hanno una maggiore capacità innata di provare empatia, indipendentemente da quanto riescano a immedesimarsi nel personaggio del film o nella persona che hanno di fronte, al contrario degli uomini che hanno una scarsa capacità di empatia. Come spiegato sulla rivista EMPIRICAL Studies of the Arts l’empatia più autentica nasce dalla capacità di immedesimarsi nel prossimo, prescindendo dal proprio vissuto. Una caratteristica che appartiene di più all’universo femminile che a quello maschile.

Le studiose hanno classificato l’empatia in tre livelli: il primo è un tipo di empatia cognitiva che aiuta a comprendere le emozioni dell’interlocutore; il secondo livello è di natura emozionale e permette di sentire propri i sentimenti provati dal prossimo; il terzo livello invece è più uno stato di disagio personale e quindi fa sentire ciò che prova l’interlocutore solo perché si riesce ad immedesimarsi nel suo stesso disagio o vissuto.

I risultati dello studio confermano che gli uomini difficilmente provano l’empatia nei primi due livelli, mentre riescono ad essere empatici solo se possono immedesimarsi nell’altro, in questo caso nel personaggio del film o della rappresentazione teatrale. A quel punto riescono a commuoversi, perché rivedono nella scena sullo schermo un frammento del proprio vissuto o di un proprio, personale, Dolore.