Disturbi funzionali gastrointestinali

disturbi funzionali gastrointestinali

Che cosa sono i disturbi gastrointestinali

I disturbi funzionali gastrointestinali (FGID) si manifestano con una caratteristica combinazione di sintomi cronici o ricorrenti a carico dell’apparato gastrointestinale. I FGID sono estremamente comuni tanto da colpire almeno un terzo della popolazione e rappresentano almeno il 50% dei consulti specialistici gastroenterologici.
Tali disturbi funzionali causano una importante riduzione della qualità della vita determinando un enorme impatto sociale per chi ne è affetto.
 

Segni e sintomi dei disturbi gastrointestinali

I sintomi dei FGID possono essere molteplici, tra cui alterazioni della motilità intestinale con diarrea, stipsi o alvo alterno, ipersensibilità viscerale, eccessiva produzione di gas intestinale, modificazioni della flora intestinale etc.
 

Cause dei disturbi gastrointestinali

La teoria più accreditata attribuisce la Patogenesi dei FGIDs a una disfunzione primaria del sistema nervoso centrale che si manifesta clinicamente come disagio psicologico, ansia, depressione e somatizzazione. Tant’è che nella maggior parte dei pazienti si assiste a un miglioramento dei sintomi a seguito di interventi psicologici come la terapia cognitivo comportamentale e con l’utilizzo di farmaci antidepressivi, sia triciclici che inibitori della ricaptazione della serotonina.

L'asse cervello-intestino è semplicemente un termine che indica la comunicazione neuronale e l’interscambio sensoriale tra il cervello e l’apparato digerente. In particolare, è importante sottolineare che l’intestino è dotato di un proprio Sistema Nervoso Semi-Autonomo, denominato Sistema Nervoso Enterico (SNE); le comunicazioni tra il sistema nervoso centrale (SNC) ed il SNE coinvolgono sia le vie neuronali quanto meccanismi immunologici ed endocrini.
A questo proposito, è interessante evidenziare come a livello dell’apparato digerente esiste un "piccolo cervello" presente nel sistema nervoso enterico che è intimamente collegato al sistema nervoso centrale, e questo legame può essere la chiave nella patogenesi dei FGIDs.

I neuroni sensitivi viscerali, le cui terminazioni sensoriali affiorano nello spessore del versante luminale della Mucosa intestinale, rilevano gli stimoli fisici e/o chimici e convogliano le informazioni all’encefalo. Tuttavia, il SNC non è un destinatario passivo di input sensoriali.

Fattori psicologici e cognitivi modificano fortemente l’elaborazione sensoriale. Anche a livello intestinale, i neuroni sensoriali viscerali non operano in modo isolato. Cellule enteroendocrine della mucosa ed elementi cellulari del sistema immunitario mucosale presente nella parete intestinale svolgono ruoli importanti nell’avvio della percezione sensitiva e nella modulazione della trasmissione del segnale a partenza dall’intestino.

Un ruolo importante in questo senso è svolto dal microbiota intestinale, cioè dall’insieme degli elementi cellulari presenti nel lume intestinale, che, attraverso l’interazione con il sistema immunitario della mucosa intestinale, è in grado di modulare la percezione sensoriale e la propagazione centrale dello stimolo sensoriale. L’insieme di questi meccanismi mette in evidenza come il 'piccolo cervello' presente nel sistema nervoso dell’apparato digerente (SNE) sia intimamente correlato con il SNC e come questo legame possa svolgere un ruolo chiave nella patogenesi della Sindrome da intestino irritabile.

Infatti, esistono molte evidenze scientifiche che dimostrano come vie neuronali di collegamento tra il SNC ed il SNE siano responsabili di alcuni sintomi tipici di disordini funzionali gastrointestinali (i.e., Dolore addominale, pienezza post-prandiale, sazietà precoce, distensione addominale, etc.) e, allo stesso tempo, altri dati dimostrano che è dall’intestino che partono gli stimoli sensoriali della percezione dei sintomi gastro-intestinali.

Sebbene molti dati scientifici supportino il concetto di una primitiva associazione tra lo stress psicologico e i disordini funzionali gastro-intestinali, suggerendo una potenziale via cervello-intestino, la maggior parte delle ricerche scientifiche in questo campo suggeriscono una via ascendente intestino-cervello.

In conclusione, comprendere la regolazione neuronale della funzione e della sensibilità intestinale rende più facile capire l’interrelazione tra emotività, reattività sintomatologica o ipervigilanza, funzionalità gastrointestinale e dolore. L'intestino e il cervello sono fortemente integrati e si può tranquillamente asserire che l’asse cervello intestino è bidirezionale e che una "disfunzione" sia nella via cervello-intestino che nella opposta intestino-cervello può essere presente nelle sindromi disfunzionali intestinali.

Una migliore comprensione delle interazioni tra il Sistema Nervoso Centrale, il Sistema Nervoso Enterico e l’apparato immunitario intestinale potrà significativamente migliorare la nostra comprensione dei disturbi funzionali dell’apparato digerente e produrre un approccio terapeutico su base patofisiologica della Sindrome dell’intestino irritabile e delle altre patologie funzionali intestinali.

18/06/2015
27/03/2013
TAG: Gastroenterologia