Infezioni intestinali

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Quando può succedere?

Il microrganismo che causa la malattia può essere stato trasmesso al bambino attraverso cibi od oggetti che si portano alla bocca contaminati dalle feci di un soggetto malato, o portatore sano del microrganismo. Nel caso delle salmonelle gli alimenti più frequentemente contaminati sono le uova e i prodotti da loro derivati. Le infezioni virali si possono diffondere anche attraverso le goccioline di saliva, tramite la tosse o gli starnuti.

Perché succede?

Nel tubo digerente i batteri e i virus causano l'infiammazione e la distruzione di parte del rivestimento della parete intestinale. L'infiammazione porta alla produzione di muco, che è simile a catarro gelatinoso, e, nei casi più importanti, di pus e di sangue che vengono eliminati con le feci.
La distruzione delle cellule della parete intestinale porta alla perdita degli enzimi che sono capaci di digerire gli alimenti. La loro mancanza impedisce l'assorbimento del cibo: sono soprattutto il latte di mucca e i latticini a non essere più assorbiti e a provocare un peggioramento della diarrea, rimanendo nell'intestino. Se anche lo stomaco è interessato c'è il vomito, anch'esso segno di infezione e di mancata Digestione del cibo.

Cosa fare?

Attraverso la Diarrea e il Vomito il bambino perde molti liquidi che contengono sali minerali necessari al funzionamento dell'organismo. Più è piccolo il bambino più può essere rapida e pericolosa la sua perdita di liquidi (disidratazione). Anche la febbre aumenta la perdita di liquidi attraverso la sudorazione, aumentando la disidratazione.

Di solito non si usano farmaci.
La cura più importante consiste nel far bere al bambino una soluzione che contiene i sali minerali.
In questo modo potrà riprendere le sostanze perse con il vomito e la diarrea evitando una disidratazione più grave. È necessario fare tutto il possibile per far bere al bambino questa soluzione:

  • cercando di non dargli altre bevande
  • non tenendo a portata di mano del bambino altri liquidi (acqua, succhi di frutta, coca cola, ecc.)
  • perché vostro figlio certamente le preferirà alla soluzione,
  • facendogli bere la soluzione a piccoli sorsi, con un cucchiaino, un cucchiaio o con la cannuccia, non troppo velocemente perché ciò potrebbe provocare il vomito.
  • cercando di non farlo bere 30 minuti prima dei pasti e durante i pasti. La soluzione è di sapore più gradevole se conservata in frigorifero.

La quantità di soluzione che il bambino dovrebbe bere dipende dalla sua perdita di peso: generalmente è intorno a 100 ml ogni chilogrammo di peso nelle 24 ore (circa 1 litro al giorno, per un bambino di 10 kg).

  • segnare con cura la quantità di ogni bevanda (soluzione reidratante, acqua, camomilla, tè, ecc.) assunta dal bambino e il numero di scariche: queste indicazioni servono al pediatra per decidere la terapia migliore per il bambino.
  • se proprio il bambino non prende la soluzione, essa può essere mescolata a piccole quantità di altri liquidi come acqua, camomilla e tè, non zuccherati e senza aggiunta di biscotti o altro.

Per quanto riguarda la dieta, vanno evitati i cibi di difficile digestione (es. latte e latticini fino a quando le feci non tornano quasi normali).
Spesso è il bambino che si rifiuta di mangiare cercando così di difendere il suo intestino dal cibo la cui digestione è difficoltosa. Insistere perché mangi può provocare una maggiore irritabilità del bambino: è meglio non forzarlo a mangiare ed evitare di dargli cibi non prescritti dal medico.
È compito del medico decidere come modificare la dieta di giorno in giorno.
Nella stragrande maggioranza dei casi non è necessario alcun antibiotico poiché la causa della diarrea o è un virus o un microbo non pericoloso.
Nel caso delle enteriti da salmonelle comuni la terapia antibiotica, oltre a non essere utile, è anche dannosa, perché aumenta il periodo durante il quale le salmonelle rimangono nell'intestino.

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La salmonellosi è una malattia infettiva dell'apparato gastrointestinale che si trasmette per ingestione di alimenti contaminati o per contatto con il soggetto malato o portatore.
20/01/2017
06/02/2007
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