Pubalgia: diagnosi e terapie per la cura
19 Settembre 2016
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1 minuto

Pubalgia: diagnosi e terapie per la cura

La pubalgia colpisce prevalentemente gli sportivi. Nella maggior parte dei casi viene trattata con terapie antinfiammatorie e attività riabilitativa.
In questo articolo:

La pubalgia è un’infiammazione a carattere doloroso che colpisce i muscoli della zona pubica e/o inguinale. È una patologia che colpisce prevalentemente gli sportivi agonisti, ma anche le donne in gravidanza, coloro che praticano sport a livello amatoriale o, più in generale, soggetti che non presentano adeguata muscolatura addominale.
Nella maggior parte dei casi viene trattata con terapie antinfiammatorie e attività riabilitativa, a seconda di quello che lo specialista fisiatra consiglia in seguito alle analisi strumentali del caso. 

Che cos'è la pubalgia?

La pubalgia è una sindrome dolorosa generica che interessa la regione addominale e inguinale fino alla zona interna delle cosce. Le cause possono essere molto diverse e spaziano da patologie tendinee o muscolari, ossee o articolari fino a quelle di tipo infettivo, tumorale, ecc.
È una patologia da sovraccarico, dovuta a micro traumi ripetuti dei muscoli adduttori o dei muscoli retti addominali, che provoca Infiammazione, Dolore, limitazione del movimento e contrattura muscolare.

Epidemiologia

Ne sono colpiti in particolar modo gli sportivi, che utilizzano con maggior intensità gli arti inferiori (calciatori, tennisti, chi pratica equitazione), ma anche coloro che, pur non praticando sport, presentano insufficienza della muscolatura addominale con conseguente eccessivo sovraccarico dei muscoli adduttori.

La diagnosi: come viene effettuata?

La diagnosi di pubalgia avviene attraverso una visita specialistica fisiatrica o ortopedica, in seguito alla quale vengono prescritti dal medico gli esami specifici quali ecografia, risonanza magnetica o radiografia, per valutare la Terapia più appropriata.
 

Quali sono le terapie per la cura della pubalgia?

Per garantire il recupero funzionale senza dolore, il riposo è la prima accortezza da seguire. La cura può consistere in una terapia antinfiammatoria, associata a terapie fisiche strumentali (Laserix, tecarterapia, onde d’urto, CROsystem), e a un’attività riabilitativa, come gli esercizi fuori dall’acqua per decontrarre la muscolatura e potenziare la muscolatura deficitaria, oppure una terapia in acqua che favorisce il recupero articolare e muscolare.

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