Varicocele pelvico

Per varicocele pelvico si intende uno stato varicoso delle vene pelviche nella donna. Occorre dire che si tratta, tranne rare eccezioni, di una patologia acquisita che insorge dopo almeno una gravidanza, a seguito della quale le vene addominali che dipendono dalla Vena ovarica e dalle vene uterine danno origine alla 'sindrome da compressione pelvica'.
Tale Sindrome è spesso preceduta, in gravidanza, dalla comparsa di varici vulvari, molto dolorose e a rischio di emorragia durante il parto.
In seguito la sindrome è caratterizzata da dolori addominali, spesso perimestruali, da dolore post-coitale e da varici in zone atipiche degli arti inferiori (vulvari, ischiatiche, della zona inguinale).
Il Varicocele pelvico è spesso all'origine delle varici recidive degli arti inferiori.

La diagnosi si esegue, dopo accurata visita angiologia, con una ecografia pelvica transvaginale e, se necessario, con un tac.

La terapia è di recente introduzione ed è conosciuta come 'embolizzazione'; attraverso un catetere introdotto in anestesia locale in una vena dell'inguine, si raggiunge la vena ovarica e\o le vene responsabili del varicocele, e le si inietta con sostanze che ne determinano la chiusura. Si tratta di una metodica endovascolare e poco invasiva che ha risolve in molti casi la sintomatologia.
Prima dell'embolizzazione gli interventi chirurgici, oltre che invasivi, non erano risolutivi che in una piccola percentuale di casi

 
04/08/2017
06/02/2007