Anestesia regionale

La paura di sottoporsi ad una anestesia generale, di addormentarsi e rimanere in uno stato d'incoscienza, non è la sola ragione per ricorrere all'anestesia loco-regionale. Lo sviluppo di tecniche sicure e raffinate, di farmaci anestetici locali più maneggevoli e la conoscenza approfondita della fisiologia dell'anestesia loco-regionale, ha accresciuto l'interesse dei medici anestesisti per questa tecnica, ampliandone l'utilizzo clinico e la disponibilità per i pazienti.

L'anestesia regionale è utilizzata per rendere insensibile al dolore quella parte del corpo oggetto di trattamento chirurgico, per esempio una gamba, un braccio, un piede, una spalla. Questo tipo di Anestesia le permette di rimanere cosciente per tutta la durata dell'intervento chirurgico, senza avere alcuna percezione del dolore.
Durante la procedura chirurgica lei potrebbe avvertire la sensazione di essere toccato nella zona resa insensibile dall'anestesia ed alcune volte la sensazione di pressione e di movimento indistinto. Ricordi che tutto questo non si associa assolutamente alla percezione del dolore.

Cosa accade prima dell'anestesia regionale?

Prima di esse sottoposto ad un trattamento anestesiologico lei sarà visitato dall'anestesista che, nella maggior parte dei casi, sarà lo stesso professionista che si prenderà cura di lei in sala operatoria. In caso contrario sarà un altro anestesista delegato che comunque sarà a conoscenza delle sue problematiche cliniche e delle sue condizioni di salute. Ricordi che lei ha la facoltà e la libertà di poter scegliere, compatibilmente con esigenze organizzative, il suo anestesista.

Prima di incontrare l'anestesista, lei potrebbe essere invitato a compilare un questionario che contiene semplici domande relative alle sue condizioni di salute ed alle sue abitudini di vita che potrebbero avere un qualche riflesso nel suo trattamento anestesiologico.

Al momento della visita, oltre ad identificare e valutare condizioni cliniche che potrebbero avere una certa rilevanza nella scelta del trattamento anestesiologico, l'anestesista valuterà l'opportunità o meno di ulteriori indagini mediche necessarie a completare la sua valutazione preoperatoria, chiederà della eventuale assunzione di farmaci, indagherà sui suoi precedenti anestesiologici e dei suoi famigliari, si informerà su eventuali allergie ed intolleranza a farmaci, metalli, gomma (lattice) ed altro, prenderà visione dei suoi esami del sangue, del suo elettrocardiogramma ed eventualmente della sua lastra del torace e le chiederà se ha assunto bevande o alimenti nelle ore precedenti il ricovero. Ricordi che è di fondamentale importanza il rispetto delle indicazioni circa l'assunzione di alimenti o bevande prima di un trattamento anestesiologico.

Sulla scorta di questi dati clinico-strumentali sarà elaborata una valutazione del rischio anestesiologico e cardiologico anche in funzione del tipo di chirurgia a cui sarà sottoposto. Inoltre, le sarà proposto il tipo di trattamento anestesiologico più idoneo al suo caso e sarà informato in modo esauriente a riguardo. Questo fase si concluderà obbligatoriamente con la firma da parte sua e del suo anestesista del consenso informato.

Una volta elaborato il programma anestesiologico il suo anestesista darà disposizioni per la "premedicazione o preanestesia" cioè prescriverà dei farmaci che lei assumerà circa un'ora prima di entrare in sala operatoria. Lo scopo è di controllare lo stato di ansia e l'eventuale Dolore se questo fosse presente già prima dell'intervento.

Cosa accade durante l'anestesia regionale?

I nervi di una particolare zona del corpo sono bloccati con l'iniezione di un Anestetico locale. Si potrebbe usare un'anestesia spinale o peridurale (quando l'iniezione è fatta sulla schiena). Quando la procedura è correttamente effettuata e la giusta quantità di farmaco è somministrata nella zona interessata, l'anestesia loco-regionale garantisce la totale copertura dal dolore.

La maggior parte delle anestesie loco-regionali richiedono dai 5 ai 30 minuti per poter essere efficaci. Se prima di iniziare l'intervento si dovesse manifestare una qualunque difficoltà nel realizzarsi dell'anestesia di quella parte del corpo interessata, l'anestesita provvederà a mettere in atto una serie di opzioni per evitare che lei possa percepire dolore. Esistono varie possibilità che possono essere prese in considerazione in caso di insuccesso della procedura:

  • aumentare la dose di anestetico, anche ripetendo il blocco, quando possibile, o aggiungendo ulteriore soluzione anestetica nell'area oggetto di trattamento chirurgico;
  • somministrare farmaci antidolorifici e/o sedativi per abolire la quota residua di dolore e per rendere più confortevole la procedura;
  • passare all'anestesia generale;
  • rimandare l'intervento in altra occasione.

Esistono diversi tipi di anestesia loco-regionale:

Anestesia spinale
Detta anche anestesia subaracnoidea, è un tipo di anestesia regionale che viene eseguita iniettando una dose di anestetico dentro lo spazio dove c'è il liquido che circonda il midollo spinale e le origini delle strutture nervose. Con questa metodica gli impulsi dolorosi provenienti dai nervi vengono bloccati prima di raggiungere il cervello, permettendo così l'intervento chirurgico. Questo tipo di anestesia loco-regionale ha un'azione immediata ed una durata che può arrivare anche ad alcune ore. Sarà cura del suo anestesista scegliere la dose e la concentrazione giusta di farmaco anestetico, per quel determinato tipo di chirurgia, al fine di evitare che l'effetto dell'anestetico si esaurisca prima che sia terminato l'intervento chirurgico o che si prolunghi in modo eccessivo. È indicata per operazioni specialmente sul basso addome (vescica, utero, prostata ecc.) e sugli arti inferiori.

Anestesia peridurale o epidurale
È un tipo di anestesia simile all'anestesia spinale tranne per il fatto che l'anestetico viene iniettato fuori dallo spazio subaracnoideo. Questa tecnica permette la somministrazione frazionata e prolungata di soluzioni anestetiche mediante un sottile tubicino (cateterino peridurale) che viene posizionato al momento della puntura sulla schiena. Si chiama anestesia peridurale continua perché la somministrazione di anestetici non viene interrotta e garantisce una copertura programmabile del dolore intraoperatorio e postoperatorio. Infatti il cateterino peridurale, dopo l'intervento, permette di somministrare con apparecchiature dedicate, farmaci per controllare il dolore dovuto alla ferita e per garantire il massimo comfort per il paziente.

Anestesia dei plessi nervosi
È un tipo di anestesia loco-regionale usato comunemente per gli interventi chirurgici dell'arto superiore o inferiore. L'anestetico locale viene iniettato direttamente intorno e vicino al fascio nervoso che porta la sensibilità alla zona da operare. Ecco alcuni esempi, tratti dal sito www.nysora.com, di blocchi dei plessi nervosi:

  • Blocco ascellare. Questo blocco è in genere usato per procedure chirurgiche da effettuare sulla mano, sull'avambraccio o sul gomito. Si effettua una iniezione di anestetico, sotto sedazione, a livello della radice dell'arto superiore. Questa tecnica può essere usata insieme all'anestesia generale.

  • Blocco infraclaveare. Questo blocco è in genere usato per procedure chirurgiche da effettuare sulla mano, sull'avambraccio o sul gomito. Si effettua una iniezione di anestetico, sotto sedazione, subito al di sotto della clavicola. Questa tecnica può essere usata insieme all'anestesia generale.

  • Blocco interscalenico. Questo blocco è usato per interventi sulla spalla o sul braccio. L'iniezione è praticata vicino ad un gruppo di strutture nervose nella regione laterale del collo. Anche questa tecnica può essere associata all'anestesia generale.
  • Blocco sciatico per via posteriore. Questo blocco, in associazione ad altri blocchi, è usato per interventi sull'arto inferiore. Viene praticata una unica puntura nella regione glutea dell'arto inferiore interessato dalla procedura chirurgica.
  • Blocco femorale. Questo blocco da solo o in associazione ad altri blocchi, è usato per interventi sull'arto inferiore. Viene praticata una unica puntura alla radice della coscia subito al di sotto dell'inguine.

  • Blocco popliteo. Questo blocco è usato per interventi sul piede ed avampiede. Viene praticata una puntura sulla faccia laterale della coscia subito al di sopra del ginocchio.

Cosa accade dopo l'anestesia regionale?

Nella anestesia spinale e peridurale lei potrebbe accusare dolore alla schiena ed avere difficoltà ad urinare. Potrebbe, in alcuni casi, accusare prurito. Questi fenomeni durano fino a quando si esaurisce l'effetto dell'anestesia. La difficoltà ad urinare potrebbe richiedere, eccezionalmente il posizionamento di un catetere in vescica per permetterne lo svuotamento.

Dopo una anestesia loco-regionale, la parte del corpo anestetizzata recupererà progressivamente la sensibilità e la sua funzione motoria, passando attraverso degli stadi successivi e progressivi di recupero della funzione. Questa fase non è affatto spiacevole, e la sensazione è paragonabile a quella che si percepisce quando si fa una anestesia per un trattamento ai denti, ovviamente tutto proporzionato all'area interessata dal trattamento anestesiologico. Se per qualunque ragione persistesse una impotenza funzionale, anche parziale, dell'area interessata, non esiti ad informare il suo anestesista.

Quali sono i rischi di un'anestesia regionale?

Recenti revisioni della letteratura internazionale hanno confermato chiaramente la sicurezza delle tecniche di anestesia locoregionale. Dopo un'anestesia spinale o peridurale (iniezione fatta sulla schiena) lei potrebbe accusare cefalea con una probabilità di 1/100, sintomi neurologici transitori con una probabilità di 1/5.000 o eccezionalmente danni permanenti con una probabilità di 1/100.000-150.000. Il rischio di insorgenza di ematoma peridurale con compressione delle strutture nervose è del tutto eccezionale (1/150.000 per la anaestesia epidurale ed 1/220.000 per l'anestesia spinale).


Incidenza di complicanze gravi in anestesia spinale e peridurale
(eventi/10.000 casi; in parentesi il numero totale)

Anesthesiology 87:479-486, 1997

TIPO ANESTESIA COMPLICANZE OSSERVATE
 
Arresto Cardiaco
Morte
Convul-
sioni
Danno Neurologico
Radiculopatia
Sindrome Cauda Equina
Para-
plegia
Spinale
(n=40.640)
6,4
(26)
1,5
(6)
0
(0)
5,9
(24)
4,7
(19)
1,2
(5)
0
(0)
Epidurale
(n=30.413)
1,0
(3)
0
(0)
1,3
(4)
2,0
(6)
1,6
(5)
0
(0)
0,3
(1)



Incidenza di complicanze gravi in anestesia regionale dell'arto superiore
(eventi/10.000 casi; in parentesi il numero totale)

Anesthesiology 97:1274-1280, 2002

TIPO ANESTESIA COMPLICANZE OSSERVATE
 
Arresto cardiaco
Insufficienza Respiratoria
Convulsioni
Neuropatia Periferica
Morte
Blocco Interscalenico
(n = 3.459)
0
(0)
0
(0)
0
(0)
2,9
(1)
0
(0)
Blocco Sopraclaveare
(n = 1.899)
0
(0)
0
(0)
5,3
(1)
0
(0)
0
(0)
Blocco Ascellare
(n = 11.024)
0
(0)
0
(0)
0,9
(1)
1,8
(2)
0
(0)



Incidenza di complicanze gravi in anestesia regionale dell'arto inferiore
(eventi/10.000 casi; in parentesi il numero totale)

Anesthesiology 97:1274-1280, 2002

TIPO ANESTESIA COMPLICANZE OSSERVATE
 
Arresto Cardiaco
Insufficienza Respiratoria
Convulsioni
Neuropatia Periferica
Morte
Blocco Plesso Lombare
(394)
25,4
(1)
50,8
(2)
25,4
(1)
0
(0)
25,4
(1)
Blocco Femorale
(10.309)
0
(0)
0
(0)
0
(0)
2,9
(3)
0
(0)
Blocco Sciatico
(8.507)
0
(0)
0
(0)
2,4
(2)
2,4
(2)
0
(0)
Blocco Popliteo
(952)
0
(0)
0
(0)
0
(0)
31,5
(3)
0
(0)



Le probabilità di insuccesso di una anestesia locoregionale - il che richiede la messa in atto di altre procedure - dipende da molti fattori tra i quali pesa soprattutto l'esperienza dell'anestesista. La probabilità di insuccesso si aggira intorno al 1-15%. Comunque bisogna essere consapevoli del fatto che le complicanze potenziali dell'anestesia loco-regionale, anche se minori e rare, possono essere altrettanto gravi come quelle dell'anestesia generale.

 

12/03/2015
23/01/2013