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Il ruolo della dieta negli effluvi e defluvi

Vi è un diretto rapporto fra stato nutrizionale e sintesi delle cheratine dure dei peli e delle unghie. Diete troppo rigide e mal equilibrate hanno contribuito all'aumento delle alopecie e delle ipotrichie riscontrate negli ultimi anni, specie nelle donne. Certamente una dieta inappropriata può contribuire ad aggravare un defluvio già in atto, talvolta in modo definitivo.

Aminoacidi e proteine

Diete restrittive e/o mal equilibrate possono essere causa di debolezza strutturale e caduta dei capelli. Gli esami del sangue, se normali, non garantiscono l'assenza di carenze proteiche e di minerali a livello del capello. Una modesta trazione sul capello provoca, dopo dieta aproteica, la rottura intrafollicolare del fusto dimostrando un difetto dei sistemi di ancoraggio e una riduzione della tipica elasticità. Il capello presenta generalmente alterazioni abbastanza caratteristiche che evidenziano temporanei rallentamenti di attività delle cellule della matrice (sia per periodi brevi che più prolungati): diametro ridotto, bulbi piccoli, restringimenti medio o soprabulbari.

Fra i vari aminoacidi alcuni appaiono essere particolarmente importanti per la formazione delle cheratine dure dei peli e delle unghie: la cistina, la metionina, l'istidina, la glicina, la fenilalanina, la tirosina e gli altri aminoacidi della gelatina di collageno.

La cistina

È l'aminoacido a più alto peso molecolare e si caratterizza per l'alto contenuto in zolfo. La presenza di cistina è indispensabile per la Cheratinizzazione ed è presente in grandi quantità nello strato esterno della cuticola del pelo. Una alimentazione priva o povera di sola cistina determina sperimentalmente nell'animale una netta diminuzione di produzione di tessuto pilare.

Importanti sono i rapporti fra cistina e vitamina B6: in caso di difetto di questa vitamina il tasso di cistina in circolo diminuisce. Non esiste un definito fabbisogno giornaliero di cistina nell'uomo, ma comunque la cistina è stata proposta in terapia per le affezioni della cheratinizzazione alla dose di 1-1,5 gr. al giorno. La cistina è abbondante nelle uova e nel latte vaccino.

La metionina

È un altro aminoacido solforato proposto in terapia per le affezioni della cheratinizzazione. Appare di efficacia inferiore alla cistina e ormai sembra di poter affermare che è utile solo perché può essere facilmente convertita in cistina in presenza di vitamina B12 e/o acido folico. Cistina e metionina hanno anche una non trascurabile attività antiossidante. Sono cioè in grado di neutralizzare i radicali liberi. Cistina e metionina si sono dimostrate anche valide nell'impedire l'alopecia dopo intossicazione da tallio.

Istidina, glicina, fenilalanina, tiroxina

Sono tutti contenuti nella gelatina di collagene che, associata alla cistina, ha dimostrato di aumentare ancora il contenuto di zolfo nel pelo. L'istidina si trova abbondante nella carne di maiale, nel glutine ed in alcune farine. Viene attivamente incorporata nella cheratina a livello dello stato granuloso. La glicina è forse il più importante degli aminoacidi del collagene per il trofismo del capello.

L'effetto, talvolta sorprendente, riscontrato sulla cheratinogenesi per somministrazione di gelatina sembra possa essere in gran parte attribuito all'azione della glicina, che è anche l'aminoacido quantitativamente più importante del collagene. Fra gli alimenti è abbondante anche nel latte.

La fenilalanina e la tirosina rivestono una grande importanza per la produzione di melanina e quindi per la pigmentazione del capello. È alla loro carenza che è in gran parte attribuibile la depigmentazione dei capelli che ritroviamo nel marasma. Fenilalanina e tirosina sono abbondanti nelle farine e nel glutine.

Alcune vitamine (A, E, B5, B6, PP, H) sono sicuramente coinvolte nell'attività follicolare. La presenza di anomalie dei capelli e dei peli può in certi casi essere ricondotta a carenze vitaminiche imputabili spesso a drastici regimi dietetici perseguiti con disinvoltura. Il concetto di vitamina ha la sua origine nella constatazione che i principi alimentari fondamentali (proteine, grassi, carboidrati) non bastano a tenere in salute l'organismo.

Vitamina A (retinolo)

Si trova solo in alimenti di origine animale: la sorgente più ricca è l'olio di fegato di pesce ed il fegato dei mammiferi, anche il burro, il latte, il formaggio e le uova contribuiscono all'apporto di vitamina A.

Essa si forma però anche da una vitamina vegetale, il beta-carotene, presente nella verdura e nella frutta. La sua funzione meglio conosciuta e studiata è quella di permettere la formazione della rodopsina retinica necessaria per la visione notturna ma la vitamina A è anche una sostanza ossidante capace di neutralizzare nell'Organismo la presenza di radicali liberi che sono probabilmente una delle cause dell'invecchiamento, della degenerazione neoplastica e presumibilmente contribuiscono alla caduta dei capelli dal IV° decennio di vita in poi, quando il defluvio è certamente meno 'androgenetico'.

La vitamina A è un costituente della membrana cellulare e si può affermare che in ogni cellula deve esistere una quantità adeguata di vitamina, al di sopra o al sotto della quale la stabilità della membrana, e quindi della cellula, si altera. Ne deriva che sia condizioni di ipovitaminosi che di ipervitaminosi sono dannose. La vitamina A regolerebbe la sintesi delle cheratine attraverso una azione specifica sui radicali sulfidrilici. In carenza di vitamina A si riscontrano spesso fenomeni di ipercheratosi fino alla metaplasia squamosa delle cellule epiteliali. La vitamina A assunta in eccesso potrebbe invece inibire la sintesi finale delle cheratine.

Acidi Grassi Essenziali

Vengono chiamati anche vitamina F e sono costituenti essenziali di membrana. La loro carenza destabilizza il trasporto ionico attraverso la membrana stessa. Le fonti alimentari sono le stesse della vitamina A e, probabilmente, molti dei sintomi attribuiti a carenza di retinolo sono in gran parte attribuibili a carenza di acidi grassi essenziali. Sappiamo oggi che sono necessari per una corretta cheratinizzazione ma non si conosce quale sia il fabbisogno nell'uomo.

Una sindrome carenziale di acidi grassi è stata descritta in pazienti in alimentazione parenterale prolungata. Si presenta con eritema e desquamazione del cuoio capelluto e delle sopracciglia, poi i peli ed i capelli cadono e, quelli che rimangono, sono depigmentati, secchi, presentano alterazioni strutturali. Il riscontro nel siero di un alto livello di acido cicosatrianoico a bassa concentrazione di acido arachidonico avallerà il sospetto diagnostico.

Vitamina B6 (piridossina)

È ampiamente diffusa in tutti gli alimenti ma soprattutto nelle farine e nella carne. La sua carenza è essenzialmente caratterizzata da anemia microcitica-ipocromica con anoressia, vomito, diarrea. A carico della cute si riscontra atrofia con ipercheratosi dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee. La piridossina è necessaria per la costruzione dei coenzimi piridossal-fosfato e piridossamina-fosfato necessari per i processi di sintesi e demolizione degli aminoacidi solforati.

Vitamina B2 (riboflavina)

Nel sistema della catena respiratoria mitocondriale, dove si forma la gran parte dell'ATP necessario alla vita della cellula, ciascun enzima è costituito da una proteina e da un gruppo prostetico. La vitamina B2 è largamente contenuta nelle verdure fresche, nel tessuto adiposo e muscolare degli animali, nell'uovo, nel lievito, nelle farine.

La sua carenza si manifesta con disturbi della cute e delle mucose, particolarmente in corrispondenza degli orifizi corporei (bocca, ano etc) nei punti di transizione fra questi due tessuti (es.angoli delle labbra) con fatti infiammatori. Si hanno disturbi oculari e visivi (bruciore agli occhi, intolleranza alla luce, ulcerazioni della cornea etc).

Vitamina H (biotina)

Diffusa in tutti gli alimenti è assai abbondante nel fegato, nelle uova, nel lievito, nella crusca, nel riso. La biotina è essenziale per la sintesi degli acidi grassi. È inoltre essenziale per molte reazioni del metabolismo intermedio in particolare di carbossilazione e desaminazione.

Vitamina B5 (acido pantotenico)

Come dice il suo nome si trova in tutti i tessuti animali e vegetali. Fonti abbondanti sono il lievito ed il fegato. Sebbene nella cavia la carenza di vitamina B5 provochi ingrigimento del pelo ed ulcerazioni, nulla di simile è stato dimostrato nell'uomo.

Una sindrome carenziale si è potuta ottenere nell'uomo solo in volontari alimentati con una dieta sintetica: essa consiste in mal di testa, affaticabilità, parestesie, crampi muscolari e disturbi intestinali. Certi quadri dermatologici, come la dermatite seborroica, attribuiti classicamente a carenza di acido pantotenico, non sono stati riscontrati.

Vitamina PP (acido nicotinico)

Ne sono particolarmente ricche la carne, il pesce, il frumento. È presente praticamente in tutti gli alimenti ma spesso in forma non assimilabile; ciò si verifica, ad esempio, nel caso del mais e quindi le carenze gravi di acido nicotinico si verificano soprattutto in quelle regioni in cui il mais è l'alimento principale o esclusivo.

La pellagra è caratterizzata da un quadro di dermatite fotosensibile, da un quadro neurologico fino alla demenza, da disturbi intestinali con grave diarrea. Naturalmente nella pellagra sono frequenti gravi alterazioni degli annessi cutanei riferibili alla gravità del quadro metabolico più che alla diretta carenza di vitamina.

Vitamina C (acido ascorbico)

Ampiamente distribuita nel mondo vegetale è la più popolare delle vitamine. È opinione comune che la vitamina C acceleri la guarigione delle ferite ed il decorso delle malattie infettive. Sicuramente essa è necessaria alla sintesi di molti ormoni soprattutto surrenalici.

È una delle poche vitamine idrosolubili di cui l'organismo umano possa accumulare una piccola riserva. Ha netta capacità antiossidante e pertanto, secondo alcune vedute, è in grado di ritardare alcuni dei fenomeni dell'invecchiamento e contrastare fenomeni degenerativi ( da ciò la sua presunta azione anti cancro ).

Di fatto la vitamina C è in grado di neutralizzare gran parte dei radicali liberi che si formano nelle cellule dell'organismo comportandosi come un sistema di ossidoriduzione: si ossida e si riduce reversibilmente da acido ascorbico ad acido deidroascorbico. Non è da trascurare un probabile ruolo esercitato dalla vitamina C nei confronti del sistema poli-sebaceo. Questa vitamina è interessata anche al metabolismo della tirosina e della fenilalanina dei lipidi e del colesterolo.

La sua carenza provoca lo scorbuto; malattia che era il terrore dei marinai dei secoli scorsi. Lo scorbuto si manifestava con edema emorragico delle gengive, caduta dei denti, tumefazione e dolore delle articolazioni, astenia, anoressia, profonde alterazioni degli annessi cutanei e scadimento delle condizioni generali fino alla morte.

Minerali ed oligoelementi

Anche se è ancora poco noto il ruolo specifico svolto da tutti gli oligoelementi, riteniamo che vi siano decise correlazioni tra quantità di minerali ed elementi traccia e stato di salute dei capelli.

Il ferro

È presente nel corpo umano nella quantità di 4-5 gr. Viene introdotto nell'organismo con gli alimenti sia animali che vegetali e la vitamina C ne favorisce l'assorbimento. Il ferro è presente nella composizione chimica del capello ed è ovviamente necessario alla vita della cheratinocità perché, in carenza di ossigeno, la catena respiratoria mitocondriale rallenta e diminuisce la produzione di energia, sotto forma di ATP, necessaria alle sintesi proteiche.

Lo zinco

È indispensabile per la crescita corporea e per i processi riparativi dei tessuti. La carenza di zinco provoca disturbi gravi in tutti gli organismi viventi. L'uomo soddisfa il suo fabbisogno attraverso una alimentazione variata, infatti lo zinco è contenuto nella carne, nel pesce, nei cereali e nel latte.

L'assorbimento dello zinco si attua a livello duodenale ed intestinale con meccanismo attivo, ad opera di una proteina trasportatrice che lo veicola attraverso la parete intestinale e la cui carenza determina l'acrodermatite enteropatica, malattia che realizza in natura il quadro della carenza cronica di zinco: diarrea costante ed abbondante con steatorrea e manifestazioni tipiche cutanee distali e periorifiziali vescicolobollose o crostose impetiginizzate, perdita totale dei capelli, delle ciglia e sopracciglia, lesioni ungueali con perionissi, grave ritardo staturo-ponderale.

Il rame

È necessario come cofattore del ferro nella formazione della emoglobina e per l'attività di enzimi come la superossidodesmutasi che proteggono l'organismo dai radicali liberi. Per quanto riguarda i capelli possiamo dire soltanto che questo elemento è indispensabile per catalizzare la conversione della tirosina a diidrossifenilalanina (DOPA).

Il rame inoltre, assume notevole importanza nei processi di cheratinizzazione, catalizzando l'ossidazione della cisteina a cistina con formazione di ponti disolfuro. La carenza di rame è rara e si manifesta come stato di anemia, lieve o grave, specialmente in bambini la cui dieta è costituita essenzialmente da latte vaccino. Può coesistere Diarrea cronica. Nell'adulto carenza di rame è stata osservata in soggetti lungamente sottoposti a nutrizione parenterale o in soggetti trattati con forti dosi di sali di zinco.

Il magnesio

Il magnesio esplica un ruolo fondamentale in un gran numero di funzioni cellulari. Un gran numero di reazioni enzimatiche dipendono o sono attivate dal magnesio ma quelle che più ci interessano per i capelli sono catalizzate dalla adenilciclasi e dall'esochinasi. Non ci risulta che in carenza cronica di magnesio vi siano vistose alterazioni dell'apparato pilifero nell'uomo ma se questa viene accertata in chi perde i capelli deve essere trattata.

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