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Le onde d'urto a bassa intensità per il trattamento della disfunzione erettile

le onde d urto a bassa intensita per il trattamento della disfunzione erettile
Scritto da:
Dr. Andrea Militello
Specialista in Andrologia e Urologia

Meccanismo d'azione delle onde d'urto

Le onde d'urto non sono altro che onde acustiche che si generano e propagano nell’aria producendo una differenza di pressione; sono in grado di trasferire energia nel momento in cui la propagazione attraversa un mezzo o un tessuto. Le onde possono essere focalizzate in un punto oppure essere distribuite a fasci paralleli o divergenti. Nel momento in cui l’onda d’urto viene a contatto con un tessuto, un organo, cede energia e avvia di conseguenza dei cambiamenti biologici.

Il primo utilizzo delle onde d’urto, ma in questo caso ad alta intensità, in urologia è avvenuto nel 1982 per la frantumazione dei calcoli renali, che fu poi anche estesa ai calcoli uretrali. I risultati sinora ottenuti sono molto entusiasmanti.
Per quanto riguarda invece le onde d’urto a media intensità il loro utilizzo principale si è sviluppato in campo ortopedico per il trattamento delle infiammazioni dei tendini delle ossa e dei muscoli.

Per quanto riguarda le onde d’urto a bassa intensità nel trattamento della disfunzione erettile, i primi studi - eseguiti su cavie animali - sono stati condotti da un gruppo israeliano di Vardi di nel 2010. In queste cavie fu indotto un infarto del miocardio occludendo l’arteria coronarica principale e successivamente il tessuto infartuato fu sottoposto a trattamento con onde d’urto a bassa intensità; questo trattamento indusse il processo così conosciuto di neoangiogenesi ossia la riformazione graduale di nuovi vasi sanguigni in aggiunta a quelli già esistenti, formando quindi una circolazione supplementare in grado di sostituire la coronaria ostruita. Chiaramente i risultati entusiasmanti hanno poi suggerito ai ricercatori di tentare la stessa applicazione anche in altre patologie e in altri organi.

L’onda d’urto a bassa intensità, essendo debole, interagisce con i tessuti più profondi e causa quindi una forma di micro trauma meccanico cui consegue un rilascio di fattori di crescita di tipo angio genetico i quali sono in grado di indurre una nuova vascolarizzazione nei tessuti colpiti migliorando di conseguenza il flusso di sangue.

Gli studi di anatomia patologica che hanno studiato i tessuti trattati con onde d’urto a bassa intensità hanno evidenziato:

  • un aumento di produzione di ossido nitrico legato a una aumentata attività dell’enzima nitro ossido sintetasi;
  • un aumento di fattore di crescita nucleare;
  • una rigenerazione tissutale;
  • rilascio da parte dei tessuti cavernosi del pene di fattori di crescita vascolari conosciuti con questa sigla VEGF (Vascular Endotelial Growt Factor).

Trattamento della disfunzione erettile: le onde d'urto sono efficaci?

Da qualche tempo quindi le onde d’urto a bassa intensità sono state proposte nel trattamento della disfunzione erettile e i risultati sinora ottenuti sono entusiasmanti.
L’effetto del trattamento si verifica dopo circa quattro settimane e tende a regredire gradualmente dopo due anni.
Le onde d’urto vengono applicate attraverso un manipolo creato appositamente per adattarsi all’anatomia del pene e vengono applicate in sei punti diversi del pene, la quantità di colpi e quindi di onde d’urto totali nel ciclo, che solitamente dura sei settimane con una seduta a settimana di quindici minuti, è in totale di 3000 onde con una potenza pari a 0,10 – 0,25 micro joule per millimetro quadrato

I risultati preliminari di uno studio condotto dalla Società Italiana di Andrologia attesta che il 70% dei pazienti guarisce dopo il trattamento con le onde d’urto o, per meglio dire, una percentuale molto alta di pazienti che non rispondeva più al trattamento farmacologico torna ad essere nuovamente responsivo all’uso dei farmaci mentre una percentuale, che si attesta intorno al 15%, recupera del tutto la propria funzione erettile.

Chiaramente servirà ancora del tempo per avere delle stime precise ma sicuramente questa nuova tecnica che si sta offrendo ai pazienti apre nuovi orizzonti per il trattamento di seconda linea della disfunzione erettile.

Per approfondire guarda anche: “Impotenza”

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21/06/2018
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TAG: Adulti | Andrologia | Anziani | Apparato riproduttivo | Disturbi dell'apparato uro-genitale | Giovani | Muscoli | Organi Sessuali | Salute maschile | Terapie | Urologia
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Dr. Andrea Militello
Specialista in Andrologia e Urologia