Disfunzione erettile: quali sono le cause?

disfunzione erettile quali sono le cause
Scritto da:
Dr. Andrea Militello
Specialista in Andrologia e Urologia

La Disfunzione Erettile, spesso indicata impropriamente col termine di “impotenza”, consiste nell’incapacità di raggiungere e mantenere un’erezione sufficientemente valida da consentire un rapporto sessuale soddisfacente. Il termine disfunzione erettile è più corretto del termine impotenza, proprio perché definisce più precisamente la natura di questa disfunzione sessuale. Una normale Erezione implica una corretta funzione integrata dei sistemi nervoso, circolatorio ed endocrino. Pertanto una disfunzione erettile può originare oltre che da condizioni psicologiche, da fattori organici di natura vascolare, neurologica o ormonale.

I disturbi erettili sono molto diffusi, secondo alcune stime sono 152 milioni gli uomini che ne sono colpiti nel mondo. In Italia, la disfunzione erettile è una condizione diffusa: interessa, infatti, il 13% della popolazione maschile, questo significa che oltre 3 milioni e mezzo di Italiani presentano un deficit dell’erezione, ovvero 1 maschio adulto su 8.

Sebbene possa presentarsi a qualsiasi età, la disfunzione erettile è più frequente negli uomini di età superiore ai 45-50 anni. Proprio l’età, dunque, è uno dei principali fattori di rischio. E questo perché l'invecchiamento si associa ad un'aumentata frequenza di patologie croniche (aterosclerosi, diabete, ipogonadismo, etc.). Il meccanismo dell’erezione, dunque, può essere alterato da molteplici fattori, in alcuni casi anche concomitanti e comunque non esclusivamente legati alla sfera psicologica, come invece si diceva in passato. La disfunzione erettile può, infatti, essere dovuta a cause organiche tipiche del nostro tempo quali diabete, ipertensione, aterosclerosi, depressione. Ma giocano un ruolo importante anche il fumo di sigaretta, la sedentarietà e il sovrappeso che sono in definitiva i fattori di rischio delle malattie cardio-vascolari. Sicuramente, inoltre, la disfunzione erettile interessa anche i soggetti più ansiosi e sensibili allo stress quotidiano.

Tra i pazienti diabetici si parla addirittura di un maschio su tre con problemi di erezione. Mentre, contrariamente a quanto comunemente si crede, il carcinoma della prostata non è di per sé causa dell’impotenza maschile. Lo sono invece le terapie comunemente praticate per il trattamento del tumore, come la prostatectomia radicale, la radioterapia e le terapie ormonali.

Le cause della disfunzione erettile

Le diverse cause che possono determinare l’insorgenza di una disfunzione erettile si distinguono in psicogene (ansia e depressione), endocrine (ipogonadismo o riduzione del testosterone), neurogene (Sclerosi multipla, morbo di Parkinson, traumi), vascolari (diabete, ipertensione, aterosclerosi), farmacologiche (antiipertensivi, psicofarmaci, terapie ormonali, etc), chirurgiche e radioterapiche. È importante sottolineare che delle diverse cause possibili, alcune sono “non modificabili”, mentre altre sono invece “modificabili” perché legate a fattori comportamentali.

Cause psicogene
Per anni quella psicogena è sembrata essere la più comune causa di disfunzione erettile; oggi i dati epidemiologici indicano che spesso è determinata o accompagnata anche da alterazioni di natura organica.
I meccanismi attraverso i quali i fattori psicologici possono favorire l’insorgenza di una disfunzione erettile non sono ancora completamente conosciuti. Un ruolo fondamentale è sicuramente svolto dall’iperattività del sistema nervoso simpatico, che si verifica ad esempio in condizioni di stress. Una condizione particolare è rappresentata dalla cosiddetta “ansia da prestazione”, che determina un effetto inibitorio sull’erezione ed è frequente tra i giovani alle prime esperienze sessuali, nell’affrontare una nuova partner o dopo il verificarsi di un primo insuccesso nei rapporti sessuali.

Cause endocrine (ormonali)
Le malattie endocrine più strettamente correlate all’insorgenza della disfunzione erettile sono l’ipogonadismo e l’iperprolattinemia.
Nell’ipogonadismo si verifica una riduzione dei livelli di testosterone, che si accompagna a un calo del desiderio sessuale e a una riduzione dell’attività erettile. Negli uomini con iperprolattinemia si ha invece un aumento della prolattina, che determina un deficit erettile associato a riduzione della libido e infertilità.

Cause neurogene
Tra le patologie neurologiche a carico del sistema nervoso centrale che possono essere correlate alla disfunzione erettile occupano un ruolo di primo piano la Sclerosi multipla, la malattia di Alzheimer e il morbo di Parkinson. Le lesioni del midollo spinale e del bacino si associano molto spesso a disfunzione erettile di grado correlato al livello e all’entità della lesione. Anche i nervi periferici che mediano l’erezione possono essere danneggiati in varie situazioni patologiche, soprattutto in caso di diabete.

Cause vascolari
A livello locale, le patologie vascolari responsabili di disfunzione erettile possono essere di natura sia arteriosa che venosa. Nel primo caso il deficit erettile è determinato da un ridotto afflusso di sangue al pene, mentre le patologie venose impediscono che il sangue rimanga 'intrappolato' all’interno del tessuto cavernoso del pene. L’aterosclerosi rappresenta certamente la causa più comune di disfunzione erettile di origine arteriosa. Altre cause iatrogene di danno vascolare sono alcuni tipi di interventi chirurgici e la radioterapia della pelvi in caso di malattia oncologica.
Sul piano sistemico, le patologie cardiovascolari rappresentano una delle principali condizioni predisponenti per la disfunzione erettile. Un soggetto con una patologia cardiovascolare di qualsiasi tipo presenta un rischio più che raddoppiato di sviluppare un deficit erettile rispetto ad un maschio sano. L’ipertensione arteriosa è una patologia particolarmente frequente e determina una disfunzione erettile in circa il 40% degli uomini ipertesi. L’infarto del miocardio si associa a deficit erettile in oltre il 45% dei pazienti e una più alta frequenza di disfunzione erettile si riscontra nei soggetti con ictus o altri incidenti cerebrovascolari (circa l’85%).

Cause legate a patologie croniche
Tra le malattie croniche che possono indurre disfunzione erettile, diabete e insufficienza renale cronica sono quelle che fanno registrare una più elevata incidenza. In una percentuale variabile dal 35% al 75% dei maschi affetti da diabete si osserva la comparsa di un disturbo dell’erezione. Nei pazienti diabetici, con diabete controllato, la disfunzione erettile è meno frequente rispetto ai pazienti non trattati. Anche le patologie epatiche croniche si associano frequentemente all’insorgenza di una disfunzione erettile, in particolare se si tratta di epatopatie di origine alcolica. Nel caso delle malattie neoplastiche, il deficit erettile può essere determinato da cause sia organiche che di tipo psicologiche.

Cause farmacologiche
Circa il 25% delle disfunzioni erettili è causato da una terapia farmacologica. Tra le categorie farmacologiche maggiormente implicate vanno menzionati: gli psicofarmaci, le terapie ormonali, gli antipertensivi. Sono soprattutto questi ultimi, considerata l’elevata incidenza dell’ipertensione arteriosa, a rappresentare una delle principali cause iatrogene di disfunzione erettile.
Tra i beta-bloccanti, il propanololo determina un deficit erettile in circa il 15% degli uomini trattati; i diuretici presentano un rischio di indurre disfunzione erettile più di due volte superiore rispetto al placebo. I tranquillanti maggiori e i sedativi ipnotici inducono deficit erettile e riducono la libido. Alcuni farmaci con azione ormonale possono indurre una disfunzione erettile attraverso una riduzione dei livelli di testosterone o mediante un’azione antagonista nei confronti di quest’ormone.

Cause chirurgiche e radioterapiche
La radioterapia e gli interventi chirurgici o endoscopici a livello della pelvi possono determinare una disfunzione erettile a seguito di lesioni nervose o vascolari. La prostatectomia radicale per carcinoma della prostata e la cistectomia radicale per carcinoma della vescica rappresentano, tra gli interventi urologici, le principali cause di disfunzione erettile postchirurgica. Anche seguito a trattamento radioterapico per carcinoma prostatico, infatti, è stato registrato un deficit erettile in una percentuale variabile dal 30 all’85% dei pazienti trattati.
Tra i numerosi fattori che sembrano condizionare l'insorgenza di deficit erettile postoperatorio, l’età del paziente e la tecnica operatoria rappresentano le determinanti di maggiore importanza.

Condizioni predisponenti
L’abitudine al fumo è una causa assai diffusa di disfunzione erettile. Il numero di sigarette fumate al giorno e la durata dell’abitudine al fumo sono direttamente correlate all’insorgenza di una disfunzione erettile. Rispetto ai non fumatori, i soggetti fumatori o ex fumatori presentano dunque un rischio significativamente più elevato di sviluppare una disfunzione erettile. Va anche segnalato che l’associazione del fumo ad altri fattori di rischio determina effetti moltiplicatori sul rischio di sviluppare un deficit erettile; per esempio, nei diabetici fumatori il rischio è maggiore che nei diabetici non fumatori. Altre condizioni predisponenti sono rappresentate da obesità, alcolismo cronico e uso di droghe.

Le diagnostica della disfunzione erettile

In ambito diagnostico si pone innanzitutto la necessità di una valida anamnesi farmacologica. Bisogna innanzitutto indagare che non vi siano assunzioni di farmaci che possano interferire con il sistema dell’erezione, come descritto nei capitoli precedenti. È indispensabile anche far eseguire al paziente una visita cardiologica con test da sforzo, specialmente se pazienti di media età, fumatori ipertesi od obesi, perché sappiamo che talvolta la disfunzione erettile è un segnale di una malattia metabolica o vascolare di nuova insorgenza.

Tra gli esami da eseguire quindi sicuramente anche esami ematici di routine, tra i quali ricordiamo importantissima la glicemia, ed esami ormonali per indagare sull’equilibrio dell’asse ormonale del soggetto. Tra gli ormoni da ricercare ricordiamo: testosterone, testosterone libero (ci sono dei limiti di laboratorio nella sua giusta determinazione), prolattina (che se in eccesso può interferire con il metabolismo del testosterone), cortisolo (noto ormone da stress il quale se in eccesso può interferire con il metabolismo del testosterone), FSH, LH, estrogeni (ormoni tipicamente femminili, presenti anche nell’uomo in piccola quantità, ma se in eccesso contrastanti con l’azione del testosterone).

Spesso si pone la necessità anche di uno studio vascolare dedicato elettivamente alla vascolarizzazione del pene e dei corpi cavernosi.

Per far questo abbiamo a disposizione due test:

  • il Rigiscan test notturno, un test che permette mediante l’uso di un’apparecchiatura chiamata appunto Rigiscan, di misurare le erezioni notturne che avvengono fisiologicamente durante il sonno profondo (momento nel quale sappiamo essere assente la coscienza e quindi privo di interferenze psicogene); vengono studiate solitamente le erezioni per tre notti consecutive. Un Rigiscan test notturno che ci dia una risposta normale orienta su una componente non vascolare della disfunzione erettile, questo spesso avviene nel soggetto giovane in cui la componente ansiosa e psicogena è la causa determinante della disfunzione erettile.
  • Ecocolordoppler basale e dinamico dei corpi cavernosi attraverso una iniezione indolore; con micro ago di prostaglandine nei corpi cavernosi si induce una vasodilatazione artificiale che permette all’ecografista, meglio se andrologo perfezionato in ecografia andrologica, di eseguire il test, inizialmente in fase basale quando il farmaco non ha ancora fatto effetto e poi nella fase chiamata dinamica, in cui la molecola induce una erezione artificiale permettendo all’ecografista di studiare il flusso arterioso (cioè il sangue che arriva ai corpi cavernosi) e il deflusso venoso (cioè il sangue che va via dei corpi cavernosi e che nella piena erezione dovrebbe essere totalmente trattenuto). Questo test può evidenziare quindi problematiche arteriose o problematiche venose identificate con il termine tecnico di fuga venosa. Obiettivamente dobbiamo riconoscere che in questo test la componente comunque emotiva ed ansiosa del soggetto può interferire con la normale riuscita.

È importante che anche la componente psicogena venga affrontata, chiaramente in base alla tipologia del paziente, per cui spesso specialmente nel giovane anche la consulenza con il sessuologo clinico è un valido aiuto in un giusto percorso diagnostico e terapeutico.

Per approfondire guarda anche: “Impotenza”

Leggi anche:
I risultati sinora ottenuti sono entusiasmanti. Secondo la Società Italiana di Andrologia, il 70% dei pazienti guarisce dopo il trattamento con le onde d’urto.
11/09/2018
11/09/2018
TAG: Adulti | Andrologia | Apparato circolatorio | Esami | Farmacologia | Ghiandole e ormoni | Giovani | Malattie della circolazione | Malattie neurologiche | Organi Sessuali | Psicologia | Salute maschile | Salute mentale | Sessualità | Sessuologia | Sistema nervoso | Urologia
Scritto da:
Dr. Andrea Militello
Specialista in Andrologia e Urologia