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Riabilitazione per Sclerosi Multipla

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Recenti studi epidemiologici sulla Sclerosi Multipla stimano un'incidenza della malattia di circa 18.000 nuovi casi per anno. La nostra nazione è considerata un'area geografica a medio rischio per lo sviluppo della Patologia in essere, in prevalenza viene colpito il sesso femminile e l'età media è compresa tra i 15 ed i 50 anni.

La Sclerosi Multipla è una malattia grave del sistema nervoso centrale, cronica e spesso progressivamente invalidante, che colpisce il sistema nervoso producendo un danno al rivestimento mielinico dei neuroni con conseguente progressiva alterazione della trasmissione neuronale. Nonostante i molti passi avanti fatti dalla ricerca scientifica nel corso degli ultimi trenta anni, le nuove tecnologie nella diagnostica, gli approcci farmacologici e le terapie riabilitative in corso, la causa e la terapia definitiva sono ancora sconosciute.

Proprio per le caratteristiche della malattia e per il suo singolare decorso spesso non possiamo permetterci di dettagliare quella che potrà essere l'evoluzione funzionale, la presenza di deficit nel tempo, la regressione, la stabilizzazione o il peggioramento di alcune disabilità.

Le manifestazioni cliniche più comuni per mezzo delle quali si estrinseca la malattia possono essere di natura motoria (ipostenia, spasticità, atassia), di natura somatosensoriale (ipoestesia tattile, dolorifica, termica; deficit di sensibilità vibratoria e di posizione), di natura visiva (neurite ottica o retrobulbare, diplopia). Ulteriori sintomi di frequente riscontro sono: perdita del gusto, dell'udito, difficoltà nella deglutizione e nella fonazione, accessi vertiginosi, disturbi cognitivi e psichiatrici, disfunzioni vescicali, intestinali e sessuali.

L'evoluzione della malattia di base può essere, tra l'altro, complicata da alcuni sintomi paratossici: episodi di epilessia, distonie, spasmi muscolari localizzati al collo o al volto, singhiozzo, sindromi dolorose.

La Sclerosi multipla è un'entità nosologica effettivamente complessa ed eterogenea, pertanto diventa difficile stilare un programma riabilitativo di massima, o addirittura impossibile proporre un protocollo a regole fisse per la riabilitazione del paziente affetto da questa patologia. Sicuramente una corretta valutazione del paziente nella globalità delle sue difficoltà, rappresenta oggi il punto di partenza per poter procedere organicamente ad un intervento riabilitativo specifico (con il termine 'globalità' si intendono, oltre agli aspetti clinici della patologia, anche gli aspetti familiari, socio-lavorativi, psicologici ed ambientali che sono parte integrante del nostro quotidiano e della qualità della vita in genere).

Un intervento riabilitativo condotto da un'équipe multidisciplinare (fisiatra, neurologo, fisioterapista, terapista occupazionale, logopedista, infermiere, psicologo, assistente sociale, urologo, sessuologo, neuropsicologo, oculista), dunque, che proponga un progetto mirato oltre che alle disabilità, soprattutto alle abilità residue e recuperabili dell'individuo, vede partecipi anche il paziente stesso e la sua famiglia che ricoprono un ruolo centrale come parte attiva del processo decisionale.

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TAG: Neurologia | Malattie neurologiche
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