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Terapia insulinica

L'insulina

L'insulina è un ormone proteico secreto da specifiche 'zone' del Pancreas (isole di Langerhans) che agisce sul fegato, stimolando la formazione di glicogeno e inibendo la conversione di sostanze diverse dai carboidrati in glucosio; l'insulina promuove anche la diffusione del glucosio attraverso le membrane cellulari e stimola la sintesi e l'immagazzinamento dei grassi nelle cellule adipose.

La secrezione dell'insulina è regolata dalla concentrazione di glucosio nel sangue. In una persona non affetta da diabete, l'insulina prodotta dal pancreas viene distribuita durante la giornata secondo un criterio molto semplice: essa viene prodotta ogni qual volta il fisico lo richiede. Quando la concentrazione di glucosio è alta, come dopo un pasto, il pancreas rilascia l'insulina; quando la glicemia diminuisce, la secrezione di Insulina si riduce.

In particolare si può dire che essa viene liberata in una quantità definita 'basale' (per permettere al fegato di produrre il glucosio utile alle funzioni fisiologiche) ed in una quantità superiore in prossimità dei pasti. Nei pazienti affetti da diabete mellito si deve cercare di simulare al meglio la secrezione del pancreas, iniettando dall'esterno l'insulina necessaria al fisico.

Tipi di insulina

Vi sono diversi tipi di insuline: rapida, intermedia e protratta.

Insulina rapida
L'insulina rapida viene di solito utilizzata immediatamente prima dei pasti principali, in quanto agisce entro 15-30 minuti dall'iniezione. La sua azione può essere vista graficamente come una curva in rapida salita (entro 15-30 minuti appunto) che raggiunge l'apice entro le 3 ore successive e si esaurisce entro le 6-8 ore.

Insulina intermedia
L'insulina ad azione intermedia ha invece la caratteristica di durare molto più a lungo, iniziando la sua azione dopo circa 90 minuti dal momento dell'iniezione, raggiungendo il picco massimo dopo 4-6 ore ed esaurendosi 12-20 ore dopo. Viene usata per combattere l'iperglicemia del mattino, provocata dalla liberazione di zuccheri da parte del fegato subito dopo il risveglio; inoltre costituisce una buono base di insulinizzazione per tutta il resto della giornata.

Insulina protratta
La sua azione è molto ritardata (inizia circa dopo 180 minuti dalla somministrazione), raggiunge l'apice circa 6 ore dopo, e si esaurisce dopo circa 24-30 ore. Le insuline possono essere mescolate tra loro e successivamente iniettate. Bisogna però avere l'accortezza di iniettarle subito, in quanto col passare del tempo, le loro peculiarità possono modificarsi dopo la miscelazione.

Questo è dovuto alla loro particolare composizione chimica: per esempio l'insulina rapida, fissandosi con lo zinco dell'insulina protratta, potrebbe rallentare notevolmente il suo effetto. A tal proposito va sottolineato che esistono alcuni tipi di insulina messe in commercio già miscelate, in modo da ridurre le possibilità di errore nei dosaggi ed eliminare le possibilità di contaminazione dell'insulina, causate dall'uso dello stesso ago durante la fase di miscelazione.

Somministrazione dell'insulina

Vi sono diversi apparecchi per la somministrazione dell'insulina: siringa; penna; micronfusore; iniettore. Dal punto di vista dell'efficacia, delle dosi, e dei tempi di risposta, non esistono differenze significative tra i diversi tipi. La differenza sostanziale sta nella facilità e comodità d'uso.

Siringa
Si usano siringhe da insulina (40 UI/ml) graduate direttamente in UI.

Le siringhe possono essere usate più di una volta, purché si usino le seguenti precauzioni:

  • ricoprire l'ago dopo ogni uso con l'apposito cappuccio;
  • riporre la siringa in luogo fresco (+4°C);
  • non usarla più di tre volte;
  • non usarla oltre 12 ore dalla precedente iniezione;
  • non toccare mai l'ago con le dita o altri oggetti non sterili.

Bisogna tener presente che l'ago della siringa, proprio perché molto sottile, si usura con l'uso. Quindi è bene sostituirlo spesso, non solo per una questione di sicurezza, ma anche perché più lo si usa e più la puntura rischia di essere dolorosa. Non usare mai siringhe utilizzate da altri, nemmeno se amici o parenti in quanto i rischi di infezione (AIDS, epatite) sono altissimi.

Si consiglia l'uso di siringhe usa e getta, che garantiscono un'elevata sicurezza igienica e – poiché di materiale plastico - sono resistenti agli urti e facilmente usabili in ogni condizione. Le siringhe attualmente in commercio, presentano numerosi vantaggi rispetto alle precedenti: non hanno spazio morto, riducendo la possibilità di formazione di bolle d'aria; hanno ago fisso e particolarmente sottile e acuminato; il pistone è perfettamente aderente alle pareti della siringa.

L'iniezione dell'insulina, va eseguita possibilmente in zone del corpo sempre diverse, soprattutto quando si usano terapie di tipo intensivo (3-4 iniezioni giornaliere), in modo da non sensibilizzare eccessivamente la zona dell'iniezione o creare lipo-ipertrofie.

Penna
La penna, o stiloiniettore, è un sistema molto semplice e comodo da usare e trasportare. Per questi motivi è adatto in particolar modo ai bambini. È fatto come una penna la cui ricarica è la fiala di insulina (flacone formato penfil), e la punta è l'ago della siringa.

I vantaggi che offre sono molti:

  • non ha bisogno di stare in frigorifero;
  • la quantità di insulina viene impostata con estrema semplictà: (si imposta su un selettore numerico);
  • si può usare l'ago più volte (meglio non più di tre);
  • è di dimensioni ridotte;
  • è estremamente robusta;
  • ne esistono modelli di diverse forme e colorazioni.

Un unico svantaggio: le unità predisposte non sono frazionabili.

Gli aghi vengono forniti sigillati e sterilizzati, in modo da prevenire qualsiasi contaminazione. Se si usano più tipi di insulina, è bene avere una penna per ogni tipo usato. Prima di ogni iniezione, è consigliabile buttare fuori una o due unità, in modo da rendere più precisa la dose iniettata.

Microinfusore
È un apparecchio di dimensioni ridotte, costituito da una pompa di precisione che, su comando di circuiti elettronici miniaturizzati, inietta sottocute 24 ore su 24 le dosi d' insulina programmata. Normalmente viene portato alla cinta ed è alimentato da una piccola batteria. L'ago è costantemente inserito. Viene utilizzato prevalentemente quando il controllo metabolico non è realizzabile tramite le solite 3-4 iniezioni giornaliere, in particolare in gravidanza ed in occasione di interventi chirurgici. Normalmente viene quindi utilizzato in ambiente ospedaliero.

Iniettore
È un apparecchio in grado di somministrare farmaci sottocute, senza l'ausilio di aghi. Producono un getto sottilissimo ad alta pressione, in grado di oltrepassare lo spessore della pelle. Normalmente sono usati per le vaccinazioni, anche se da poco si pensa di usarli anche per le iniezioni d'insulina. Il vantaggio offerto da questo apparecchio è la riduzione del dolore rispetto alle somministrazioni effettuate in modo tradizionale.

Vi sono però alcuni elementi contrari all'utilizzo di tale metodo: l'insulina può subire modificazioni; possibile formazione di piccoli ematomi nelle sedi di iniezione; l'apparecchio è molto più scomodo e ingombrante rispetto ai sistemi tradizionali; è molto costoso.

Conservazione dell'insulina

L'insulina è un preparato particolare, che richiede alcune attenzioni nella sua conservazione per evitare che essa perda le sue caratteristiche naturali.

Se si è a casa, le fiale di insulina già in uso, possono essere conservate anche fuori dal frigorifero. Anzi, si consiglia la somministrazione del farmaco a temperatura ambiente, in quanto a temperature basse, l'iniezione può risultare dolorosa. Invece le confezioni di riserva, vanno tenute in frigorifero tra i +4° C e i +8° C. L'insulina non deve mai essere portata al congelamento.

Nel caso si debba intraprendere un viaggio piuttosto lungo, si consiglia di trasportare, se possibile, le insuline di riserva in borse frigo e di non lasciare mai l'insulina al sole o a temperature sotto lo zero. Portare con sé almeno una fiala di glucagone.

Effetti collaterali

L'uso di insulina iniettata dall'esterno, anche se si tratta di quella di tipo umano, provoca inevitabilmente la formazione nel proprio organismo di anticorpi anti-insulina. Tali Anticorpi possono provocare un allungamento dei normali tempi d'azione dell'insulina. Questo fatto, di per sé non grave, provoca una condizione favorevole ed una sfavorevole.

La prima, protegge contro eventuali chetoacidosi nei casi in cui la somministrazione venisse ritardata per qualche ragione. La seconda, aumenta il rischio di ipoglicemie. Sembra invece che gli anticorpi anti-insulina non influiscano sulla quantità di insulina di cui l'organismo ha bisogno.

 

 

A cura di Progetto Diabete

progetto diabete

19/03/2015
29/06/2011
TAG: Endocrinologia e malattie del ricambio | Diabete | Ghiandole e ormoni