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27/11/2018

Aids: guardare oltre l'Hiv con le opere d'arte (animate) in viaggio sul bus

Adnkronos Salute
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Milano, 27 nov. (AdnKronos Salute) - Un vecchio autobus a due piani, decorato con motivi floreali dai colori accesi, è già in viaggio da ieri per le strade di Milano. Un altro attraversa Roma e sulle fiancate ha omini sospesi dentro bolle trasparenti. I passanti puntano gli smartphone e lo spettacolo comincia. E' la magia della realtà aumentata. I disegni - opera di street artist - prendono vita. Foglie e petali si muovono, sembrano staccarsi dalle finestre del bus, superano ogni avversità e i colori diventano sempre più vividi, è un'esplosione, la vegetazione è ormai luminosa e rigogliosa. Una mano - che rappresenta idealmente i progressi scientifici e l'informazione - entra invece dentro il 'quadro su quattro ruote' a spasso nella Capitale e fa scoppiare le bolle liberando gli omini bianchi dall'isolamento. Ora possono finalmente toccare terra e riprendere i loro colori, tutti i colori possibili, vivere in società al pari degli altri.
Lo stile richiama Keith Haring, artista morto di Aids nel 1990. L'autore è Knet, al secolo Carlo Oneto, street artist di Salerno. L'opera floreale porta invece la firma di un collettivo milanese, gli Orticanoodles. Due visioni, un solo messaggio: guardare oltre l'Hiv. Arte e tecnologia sono gli strumenti scelti per veicolarlo, nell'ambito della campagna in Ar (Augmented reality) del progetto #Trattamibene, promosso da Gilead Sciences con il contributo di 9 associazioni pazienti (Anlaids, Ala Milano, Arcigay, Asa, Circolo Mario Mieli, Arcobaleno Aids, Nps Italia, Nadir, Plus), e il patrocinio di Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research) e Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali). Il tour delle opere d'arte viaggianti durerà fino al 1 dicembre, Giornata mondiale dell'Aids. L'iniziativa è stata presentata nel capoluogo lombardo a margine dell'incontro dedicato a medici specialisti 'In their voices'.
Si punta tutto sull'informazione. Perché c'è un messaggio che sta a cuore sia agli specialisti sia a chi convive con l'Hiv: è riassumibile in un'equazione che dà come risultato una vita di qualità, U=U (Undetectable = Untrasmittable). "Studi su popolazioni molto numerose - spiega Antonella D'Arminio Monforte, direttore Malattie infettive dell'ospedale San Paolo di Milano - hanno dimostrato che la persona che non ha più il virus circolante nel sangue, quando cioè non è rilevabile, non è più contagiosa, non trasmette l'infezione. Oggi i nuovi cocktail di terapia antiretrovirale sono dotati di una potenza elevatissima e di minor tossicità rispetto a un tempo, se li si assume correttamente si raggiunge questo obiettivo. E' un messaggio importantissimo per la qualità di vita della persona Hiv-positiva. Lo stigma va superato". (segue)

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