05/09/2016

Bambini cardiopatici nei Paesi in via Sviluppo: una speranza dall'Italia

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Una malattia al cuore è già problematica per gli adulti, figuriamoci quando colpisce i bambini. Per di più, nel caso dei più piccoli, ci sono diversi tipi di problemi cardiaci che possono riguardarli: difetti congeniti al cuore, infezioni virali, patologie acquisite durante l’infanzia a causa di malattie o sindromi genetiche.
Fortunatamente, però, la medicina e la tecnologia hanno fatto e continuano a fare passi da gigante e molti bambini che soffrono di una malattia al cuore hanno una vita piena e attiva.
 

L’associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo

Come si può facilmente immaginare, c’è un profondo gap tra le società più ricche e quelle in via di sviluppo. L’associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo da anni opera nei Paesi in difficoltà ed è impegnata in prima linea per dare una speranza di vita ai piccoli malati di cuore. Il Presidente è il prof. Alessandro Frigiola, primario di cardiochirurgia I presso il Policlinico San Donato di Milano, il quale - nell’editoriale presente sul sito dell’associazione - ricorda che se da un lato negli ultimi anni la soglia di mortalità è scesa al di sotto del 5%, nei Paesi in Via di Sviluppo, per la manca di centri e medici specializzati, si avvicina al 90%.

Scopo dell’associazione, quindi, è attuare programmi e progetti di prevenzione e cura delle cardiopatie congenite pediatriche. Sei i progetti in corso in Africa (Camerun, Egitto, Etiopia, Marocco, Senegal e Tunisia), due in Europa (Kossovo e Romania), tre in Medio Oriente (Kurdistan, Siria e Yemen), tre in Sud America (Amazzonia, America Latina e Perù).
 

Come opera l'associazione

Ogni missione nei Paesi in cui è necessario un aiuto concreto si svolge con la partecipazione volontaria di una equipe specializzata composta da cardiologi, chirurgi, anestesisti, infermieri e tecnici. Insieme ai volontari dell’associazione, inoltre, parte spesso anche un container con tutte le attrezzature necessarie alle diagnosi, alle operazioni e alla cura dei bambini. Dopo averli visitati, vengono identificati i casi più gravi, da operare d’urgenza. Nei 5 giorni della missione vengono sottoposti ad analisi e diagnosi circa 250 bambini, mentre ne vengono operati una decina.

L’associazione, però, non si limita solo a curare ma anche a creare le condizioni necessarie per uno sviluppo sanitario sostenibile dei Paesi in cui opera, attraverso la costruzione di strutture sanitarie, la donazione di materiale tecnico e chirurgico, la formazione sul campo dei medici locali.
Ogni intervento viene condiviso con il governo e le organizzazioni presenti sul territorio, così da rispondere pienamente alle esigenze della popolazione.
 

Come contribuire al progetto e i costi delle cure

Naturalmente chi vuole può contribuire con un sostegno economico all’attività dell’associazione. Ecco le somme che servono per garantire le cure:
  • 15€ per la cura di un bambino per un mese dopo l’operazione (in genere è necessario somministrargli alcuni farmaci che vengono sospesi, però, dopo tre mesi);
  • 35€ per la diagnosi;
  • 65€ per la cura intera di 3 mesi a un bambino operato;
  • 100€ per gli esami cardiaci approfonditi a 10 bambini cardiopatici, così da identificare la cura giusta;
  • 300€ per l’acquisto del filo di sutura per un’operazione così da ricucire un cuore malato.


Per approfondire guarda anche: “Malattie congenite del cuore“
 
Leggi anche:
Con lo scompenso cardiaco il cuore non pompa il sangue necessario alle esigenze dell'organismo. La difficoltà di respiro è il primo sintomo.
TAG: Pediatria | Bambini | Cardiochirurgia | Malattie dell'apparato cardiovascolare | Cuore | Chirurgia pediatrica | Chirurgia
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