Roma, 27 dic. (AdnKronos Salute) - Una tradizione celtica ormai 'sdoganata' anche da noi: il benaugurale bacio sotto il vischio, che però è insidiato dallo stato di salute della nostra bocca. Secondo una ricerca realizzata da Gfk per Gsk Consumer Healthcare sul rapporto tra gli italiani e la loro salute orale, per il 60% degli italiani l'alito cattivo è causa di imbarazzo sociale e influenza negativamente le relazioni con le altre persone. Nel mirino dell'indagine l'alitosi, che coinvolge circa 30 milioni di italiani almeno una volta nella vita ed è considerata come il terzo problema più rilevante fra i disturbi del cavo orale, dopo la formazione di placca e tartaro e i denti sensibili.
Oltre 5 pazienti su 10 che decidono di rivolgersi al dentista sono spinti infatti dalla percezione di soffrire di alitosi. "Soffrire di alitosi è un problema invalidante a livello sociale, che frequentemente influisce sulle relazioni interpersonali - spiega Alessandro Crea, docente di Parodontologia all'Università Cattolica di Roma - L'alito cattivo talvolta non viene collegato alle effettive cause e viene per questo sovente sottovalutato. Si stima che l'80-90% delle volte la causa sia da ricercare nella bocca e sia dovuta ai batteri presenti attorno ai denti e sul dorso della lingua. Teniamo presente che chi soffre di malattie gengivali è molto più soggetto ad alitosi".
Le persone che realizzano di soffrire di alitosi tendono a limitare i contatti ravvicinati con gli altri: spesso finiscono per evitare di parlare e rinunciare alle espressioni affettuose nei confronti di partner, amici o figli. Recenti studi rivelano come l'alitosi può essere la conseguenza di una cattiva igiene orale, dei primi segnali di parodontite o della presenza di carie. Nella bocca i batteri anaerobi, ovvero che vivono in assenza di ossigeno, si annidano infatti nelle tasche parodontali, nelle lesioni cariose o più spesso sulla superficie della lingua, producendo un odore sgradevole e di diversa intensità a seconda del livello di gravità. Questi batteri, inoltre, possono causare l'infiammazione delle gengive che, se non curata, può aggravarsi in parodontite.
Ecco dunque 10 semplici regole suggerite da Alessandro Crea:
1) Lavarsi accuratamente i denti 2 o massimo 3 volte al giorno dopo i pasti principali;
2) Utilizzare gli strumenti salva-igiene: spazzolare bene i denti per almeno 3-4 minuti, pulendo anche gli spazi tra i denti e le gengive utilizzando uno spazzolino adatto alla sensibilità dei propri denti;
3) Detergere regolarmente la lingua con lo spazzolino, meglio ancora con gli appositi nettalingua;
4) L'impiego di un collutorio, sempre dietro suggerimento del dentista o dell'igienista dentale, può aiutare;
5) Ridurre, o ancora meglio eliminare, il consumo di sigari, sigarette e pipe;
6) Non abusare di caffè e vino, perché rallentano la produzione della saliva che ha il compito principale di lavare via i batteri e tenere la bocca pulita;
7) Minimizzare il consumo di formaggio e salumi, dal momento che i loro amminoacidi favoriscono la formazione di composti volatili molto pestiferi perché contenenti zolfo;
8) Evitare di mangiare cibi alleati dell'alito cattivo come aglio e cipolla;
9) Per una prima veloce autodiagnosi, utilizzare i metodi suggeriti dal dentista per capire se si è colpiti o si ha un principio di alitosi. Il più semplice è leccare l'interno del polso con la parte posteriore della lingua e attendere qualche istante che la saliva si asciughi: se, annusando il polso, l'odore residuo risulta sgradevole probabilmente è presente alitosi.
10) Prenotare periodicamente una visita di controllo dal dentista per poter intercettare in tempo eventuali disturbi e, quando necessario, una seduta di igiene dentale.