01/03/2016

Connessione tra virus Zika e sindrome di Guillain-Barré?

connessione tra virus zika e sindrome di guillain barre
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere
Potrebbe esistere una connessione tra il virus Zika e la sindrome di Guillain-Barré, una grave malattia autoimmune che può condurre alla paralisi e persino alla morte. La conferma arriva dalla rivista Lancet che ha pubblicato uno studio franco-scozzese sull'epidemia del virus nella Polinesia francese tra il 2013 e il 2014. Una ricerca dell'Istituto Pasteur, guidato da Arnaud Fontanet, che ha stimato il rischio in 2,4 ogni 10 mila persone che hanno contratto il virus portato dalle zanzare.

Le preoccupazioni dell'OMS Ancor prima dello studio pubblicato su The Lancet, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato l'emergenza internazionale per il virus Zika, manifestando preoccupazione per l'aumento dei casi di sindrome di GBS nei Paesi più colpiti dal virus.

 

Lo studio dell'Institut Pasteur

La ricerca è stata, invece, condotta su 42 pazienti - tutti sopravvissuti - affetti dalla sindrome e su ognuno di essi era stata riscontrata la presenza di Zika. Di questi, il 93 per cento era stato infettato dal virus da poco tempo, ovvero entro i tre mesi prima dell'insorgere della Guillain-Barré. Ma non è tutto.

Altri sette paesi - Brasile, El Salvador, Martinica, Colombia, Suriname, Venezuela e Honduras - avrebbero registrato un aumento di casi della malattia in concomitanza con l’epidemia di Zika. Sulla base di ciò, per i ricercatori dell’Institut Pasteur e dell’Università di Glasgow, su 100 mila contagiati, 24 avrebbero poi sviluppato la malattia neurologica.

 

La sindrome di Guillain-Barré

Il termine si riferisce a un gruppo di neuropatie post-infettive rare che trovano manifestazione spesso in pazienti in buona salute. Una malattia molto rara che colpisce, senza cura, 1-2 persone ogni 100 mila e che causa paralisi progressiva degli arti e può avere complicazioni letali (5 per cento dei casi).
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Alla base vi sarebbe la ricerca del materiale genetico di Zika nel liquido amniotico, nel fluido spinale e nelle urine.

Si tratta di una malattia piuttosto eterogenea che comprende la poliradicoloneuropatia demielinizzante infiammatoria acuta (AIDP), la neuropatia assonale motoria acuta (AMAN), la neuropatia assonale sensitivo-motoria acuta (AMSAN), la sindrome di Miller-Fisher e altre varianti regionali. La prognosi è variabile. Alcuni pazienti si ristabiliscono del tutto, mentre altri non sono in grado di camminare 6 mesi dopo l'esordio della malattia. Per alcuni, invece, non c'è nulla da fare.

 

Il parere dell'esperto

"La maggior parte delle persone con la Gbs - spiega Fontanet - hanno riferito di aver avuto i sintomi dell’infezione da virus Zika (febbre, rash cutaneo, congiuntivite, dolori muscolari e articolari, debolezza, ndr) più o meno sei giorni prima dell’inizio dei disturbi neurologici e tutti costoro avevano nel sangue gli anticorpi legati a Zika». "Questo lavoro - continua Fontanet - è importante perché permette di confermare il legame tra l'infezione da Zika e lo sviluppo delle serie complicazioni neurologiche che costituiscono la sindrome di Guillain-Barré. Le aree interessate dall'epidemia di Zika vedranno probabilmente un significativo aumento nel numero di pazienti con gravi complicanze neurologiche e, se possibile, dovranno potenziale le strutture sanitarie per quanto riguarda la terapia intensiva".
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere