C’è preoccupazione nel mondo per gli sviluppi di una epidemia portata da un misterioso virus – sigla 2019-nCoV - sviluppatosi in Cina, il quale provoca una grave forma di polmonite, e che ha causato già 9 vittime. Le ultime tre vittime del coronavirus, dello stesso ceppo della SARS, vengono dalla zona della città di Wuhan, sede di partenza del focolaio endemico.

Coronavirus: la diffusione del contagio

Secondo i dati delle autorità cinesi, i casi confermati di contagio, in Cina sarebbero circa 300, mentre si sospetta un caso in Australia. Alcuni operatori sanitari cinesi sarebbero stati contagiati, mentre in Tailandia, su un turista inglese, che versa in condizioni critiche, si accresce il sospetto che sia stato contagiato. Intanto l’allarme cresce. Primo caso, da accertare, negli Stati Uniti. Altri casi sospetti sono attentamente monitorati nelle Filippine, dove un bambino proveniente dalla Cina sarebbe in isolamento, in Tailandia, in Corea del Sud, e appunto in Australia, dove il virus sarebbe stato isolato.

La notizia che ha accresciuto le preoccupazioni della comunità mondiale è stata data dalle autorità cinesi: il virus si trasmette da uomo a uomo; questo aumenta in maniera esponenziale le possibilità di contagio ed è, come già detto, simile a quello della SARS che, tra gli anni 2002 e 2003, provocò circa 800 vittime in tutto il mondo.

I sintomi iniziali sono identici a quelli di una banale influenza: tosse, raffreddore, temperatura corporea alta, e mal di gola. Essendo sintomi molto comuni, non è detto che tutti coloro che li accusano siano affetti da questa particolare patologia.

Le misure attivate per gestire l’allerta

Intanto i Paesi corrono ai ripari: tutti gli aeroporti sono in stato di allerta; sono stati imposti screening sui passeggeri dei voli provenienti dalla Cina; le compagnie aeree sono state inviate ad effettuare controlli ed eventuali segnalazioni. L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha convocato a Ginevra un comitato speciale per valutare se il nuovo coronavirus, con i casi e i decessi registrati nei giorni scorsi in Cina, costituisca «un’emergenza pubblica». All’incontro parteciperà anche la Cina. Nelle ultime ore il Centro europeo di controllo delle malattie (Ecdc) ha ritoccato al rialzo la classificazione del rischio di contagio anche in Europa, portandolo da «basso» a «moderato». Tutto questo, in concomitanza con i festeggiamenti del Capodanno cinese, che porteranno ad un aumento esponenziale del traffico passeggeri da e per la Cina.

Lo stesso Ministero della Salute, attraverso una nota, ha sconsigliato viaggi in Cina, in particolare nella zona della città di Wuhan se non strettamente necessari. Anche negli aeroporti cinesi, responsabilmente, sono stati aumentati i controlli sui passeggeri. Sono monitorati i trasporti di animali (è confermato che il virus è dello stesso ceppo di un altro ritrovato nei pipistrelli), mentre nelle stazioni, il personale è dotato di termometro a raggi infrarossi.