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02/03/2018

Dove finisce il grasso che perdiamo dopo una dieta?

dove finisce il grasso che perdiamo dopo una dieta
Mara Pitari
Scritto da:
Mara Pitari
Giornalista & web content editor

Dove va a finire la massa grassa in eccesso quando si dimagrisce? Nonostante l’ossessione delle società moderne per la perdita del peso corporeo, uno studio australiano ritiene che, a sorpresa, la maggior parte dei professionisti della salute non sappia spiegare realmente cosa accade al grasso smaltito.

Il processo di smaltimento della massa grassa

La ricerca condotta da un team dell’Università australiana del Nuovo Galles del Sud (UNSW) di Sydney nel 2014 calcola in termini scientifici il processo di smaltimento della massa adiposa quando perdiamo i chili di troppo suggerendo che le spiegazioni che vengono offerte normalmente sono imprecise: noi non convertiamo in energia la massa grassa che perdiamo. Bensì la espelliamo con il respiro.

Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, rivela che 10 chili di grasso corporeo si trasformano in 8,4 chili di anidride carbonica che viene espulsa quando respiriamo, e 1,6 chili di acqua, eliminata sotto forma di urine, lacrime, sudore e altri liquidi corporei.

«La spiegazione corretta al quesito è che la gran parte della massa adiposa è espulsa con il respiro sotto forma di anidride carbonica. Va, insomma, a finire nell’aria», ha detto Ruben Meerman, fisico e presentatore tv, primo autore della ricerca.

Meerman cominciò a interessarsi alla questione dal punto di vista biochimico quando perse 15 chili. Ma quando chiedeva ai medici dove fosse andato a finire il suo peso, fu sorpreso dal fatto che nessuno glielo sapesse dire in maniera convincente. Dopo aver interrogato 150 medici, dietologi e personal trainer, si rese conto che più della metà di loro pensava che il grasso era stato convertito in energia. Ma in quanto fisico, Meerman sapeva che questo avrebbe voluto dire violare la legge di conservazione della massa.

Il "viaggio" dei chili in eccesso: lo studio dell'Università australiana

Per risolvere l’arcano una volta per tutte, Meerman coinvolse Andrew Brown, a capo della UNSW School of Biotechnology and Biomolecular Sciences, e il team iniziò a calcolare le reazioni biomolecolari che risultavano dalla perdita del peso.

Noi aumentiamo di peso quando l’eccesso di carboidrati e proteine che abbiamo ingerito viene convertito in trigliceridi (composti di carbonio, idrogeno e ossigeno) e viene accumulato sotto forma di gocce lipidiche all’interno delle cellule del tessuto adiposo. Importante, anche tenere a bada il valore dei trigliceridi, per evitare di incorrere in un aumento pericoloso del colesteroloPer perdere peso, abbiamo bisogno di “dissociare” i trigliceridi e accedere al carbonio in essi contenuto.

I risultati mostravano che per smaltire 10 kg di grasso, abbiamo bisogno di utilizzare 29 chili di ossigeno (e bruciare 94mila calorie). Questa reazione produce 28 chili di anidride carbonica e 11 chili di acqua.

«I nostri calcoli dimostrano che i polmoni sono i principali organi escretori per il grasso», si legge nel paper. Dopo mesi di studio, Brown scovò in una pubblicazione del 1949 una formula che mostrava che gli atomi di ossigeno vengono spartiti tra carbonio e idrogeno nei tessuti adiposi in una proporzione di 2 a 1 (formando anidride carbonica e acqua). Questo portò alla cifra finale di 84% di molecole di grasso che vengono emessi sotto forma di anidride carbonica, e il restante 16% che diventa acqua.

Sfortunatamente questo non vuol dire che basta respirare profondamente per dimagrire. C’è piuttosto bisogno di molta attività fisica. Tenersi in forma con un allenamento funzionale, una corsa al parco o anche passeggiare a passo svelto può aiutare a perdere peso. «In una giornata “a riposo”, respiriamo circa 12 volte al minuto, 17,280 volte al giorno e per ognuna di queste volte utilizziamo più o meno 10 milligrammi di carbonio», spiega Meerman. «C’è perciò un limite – avverte lo scienziato - alla quantità di grasso che puoi perdere senza fare nessun tipo di esercizio fisico».

Per approfondire guarda anche: “Dieta e nutrizione: Acqua”

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Mara Pitari
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