Search

I medici più attivi

Ultimi articoli

17/02/2015

Fan di 50 sfumature di grigio? Attenti alla Sindrome di Mr. Grey

'50 sfumature di grigio' ha incassato due milioni di euro solo nella prima giornata di programmazione nei cinema italiani e continua ad alimentare il dibattito nato anni fa con la pubblicazione del libro di E. L. James. Un contributo alla discussione arriva da Michele Cucchi, psichiatra e direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, che suggerisce che il film potrebbe generare tensione e Stress nel pubblico femminile.

 

Secondo l’esperto in agguato ci sarebbe la 'Sindrome di Mr Grey', dal nome dell’affascinante protagonista maschile del film. Un uomo capace di coglierenel segno numerosi aspetti che le donne ricercano costantemente nella loro quotidianità come la capacità di rendere speciale ogni piccolo gesto nella costante attenzione al corpo della donna. Le spettatrici si sentono così costantemente al centro della mente dell'uomo, scoprono sensazioni, parti del proprio essere femminile che non conoscevano e vivono costantemente la tensione della suspense".

Insomma, appassionandosi alla storia di Christian Grey e Anastasia Steele si rischierebbe di fare un facile paragone con il grigiore della propria vita sessuale e nelle persone più sensibili potrebbe provocare un’eccessiva tensione e un forte senso di inadeguatezza.

Ma è davvero possibile che la visione di un film sia in grado di mettere le donne sotto Stress e di rafforzare il senso di inadeguatezza e magari di noia nella routine quotidiana? Se fosse così allora dovremmo fare attenzione ad ogni altro film (o libro) che racconta di grandi passioni. E la storia del cinema è davvero piena di simili opere.

D’altro canto dal film si possono anche trarre benefici, suggerisce Cucchi. Ad esempio: "molte donne vivono in un limbo, fatto di scarsa conoscenza del proprio corpo e di sentieri inesplorati. Nel film, invece, trovano una strana piacevolezza nell'ambivalenza con cui si nutrono del rapporto di dominanza e sottomissione, in cui la protagonista sottomessa è tutto per Mr. Grey, che rappresenta il suo padrone. Questa modalità relazionale, che definirei una ‘prigione relazionale’, le fa sentire perennemente in una condizione di sottile eccitazione, che stimola la naturale propensione a prendersi cura dell'uomo, a servirlo, a pensare a lui, a cosa gli dà piacere, ai gesti del quotidiano che lo gratificheranno".

Insomma dalla passione tra i due protagonisti di 50 sfumature di grigio si potrebbe imparare a non dare nulla per scontato e ad assaporare il piacere che si nasconde nel vivere ogni singolo attimo della vita con gusto e consapevolezza. E magari si potrebbe uscire dal cinema con il desiderio di rimettersi in gioco, sperimentando “qualcosa che si era dimenticato, consapevoli che la quotidianità ci risucchia tutti, ma lo spazio mentale per certe attenzioni e l'intensità della passione non andrebbero mai persi e sempre preservati".

TAG: Psicologia | Salute mentale