Single, attenti alla tavola!

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Dura la vita da single: anche a tavola. Indagini recenti indicano che una persona sola spende in media per la spesa circa 80 euro ogni 15 giorni ma il problema è come li spende.

Facile cadere nello spreco perché le porzioni 'per singola persona' almeno in Italia stentano a decollare oppure ci si affida alla gola e a quel che 'è più comodo e veloce da realizzare' senza badare a ciò che è salutare o meno e senza tanta attenzione verso una dieta varia ed equilibrata. Anzi è facile perdersi in pasti irregolari ed esagerare nelle porzioni.

In una delle ricerche più interessanti e recenti sulle abitudini alimentari dei single - condotta negli Usa e pubblicata su Public Health and Nutrition - i ricercatori dell’Università del Minnesota hanno preso in considerazioni gli usi alimentari di più di 2 mila persone, rilevati sia durante l’adolescenza che e a distanza di 10 anni.

Ebbene hanno osservato che i giovani adulti, maschi e femmine, che condividevano spesso i pasti con altre persone mangiavano più frutta e, nel caso delle donne, anche più verdura, latte e derivati e assumevano più Calcio, ferro, potassio e fibre.

Inoltre, la probabilità di condividere i pasti da adulti era più elevata tra chi da adolescente mangiava spesso in famiglia. Abitudine, che in molti studi, è risultata associata ad una dieta più sana.

Ad altre latitudini, in Spagna, un altro studio pubblicato su PLOSone, ha preso in esame le abitudini alimentari di più di 7300 anziani ad alto rischio Cardiovascolare: in questo caso si è osservato che la condizione di single (considerata con la stessa importanza dell’essere diabetico o fumatore) non si associava alla Dieta Mediterranea che è, invece, il regime alimentare più adatto per quanti soffrono di patologie cardiache.

Il punto di vista
Nutrizione e Scienze dell'alimentazione Biologa Nutrizionista

Single o in coppia? Tempi che cambiano, situazioni diverse, sempre più in aumento i single per scelta o necessità; il vecchio modello familiare è ad una svolta, la società moderna richiede nuove soluzioni. Si diffonde un nuovo modello familiare con l’affermazione della famiglia mono-nucleata ma soprattutto una forte presenza di single e ciò provoca un cambiamento anche nelle abitudini alimentari che s’indirizzano verso un maggiore consumo di alimenti fuori casa e opzioni di cibi pronti ricettati e in monodose.

Molti gli autori che concordano nell’affermare che vivere da soli determina migliori condizioni di vita, sia dal punto di vista economico (maggiore disponibilità di denaro), sia sociale (maggiore possibilità di conoscere persone), sia personale (maggiore cura del proprio corpo, più attenzione alla forma fisica, condizioni migliori di sonno); ma studi diversi hanno, invece, evidenziato una migliore qualità della vita di coppia, per la regolarità degli orari ed una maggiore stabilità della vita affettiva. Molto interessanti risultano gli studi riguardanti le conseguenze dell’alimentazione nello status di single.

Vivere soli comporta una serie di errori alimentari, non solo in relazione a ciò che si mangia ma a ciò che è quasi assente dall'alimentazione, con consequenziali effetti:

  • si mangia in modo disordinato saltando i pasti;
  • non si tiene conto delle più basilari norme nutrizionali;
  • non si tengono in nessun conto i giusti apporti calorici;
  • non si dà nessuna importanza alla regolarità degli orari;
  • si dedica pochissima attenzione a ciò che si acquista e si mette in tavola.

Il single, non essendo obbligato a rientrare per pranzo, preferisce farlo fuori casa, il più delle volte rivolgendosi ai fast food, dove si possono si trovano specialmente alimenti con alto contenuto di grassi e sali (es. pizze, piadine, kebab, salumi, formaggi...) che possono creare seri danni renali, di ipertensione, nonché aumento del colesterolo e trigliceridi con incremento del rischio cardio-vascolare.

Ciò, senza per altro considerare che il pasto resta insoddisfacente in relazione al valore nutrizionale e, spesso in eccesso rispetto alle calorie. Mangiando in questo modo vengono a mancare nutrienti indispensabili quali fibre, vitamine e sali minerali per la mancanza di frutta e verdura, l’apporto proteico è spesso eccessivo o inferiore al quantitativo di carboidrati che invece risulta in eccesso. Le calorie dei pasti in queste condizioni sono sicuramente superiori a quelle necessarie per il fabbisogno individuale.

Se poi si mangia in casa, il pasto solitario porta sicuramente il single o a mangiare in maniera abbondante, o a mangiare poco e niente, per una sorta di 'frustrazione momentanea', o una sorta di 'negligenza' nel mettersi ai fornelli, preferendo impiegare il tempo a sua disposizione per riposare, chattare, parlare al telefono.

Ma anche quando il single decide di cucinare lo fa utilizzando quasi sempre cibi pre-confezionati, piatti freddi o surgelati, tutti di veloce utilizzazione. Infatti, il 'frozen food' ha alte percentuali di gradimento proprio tra i single che lo utilizzano in misura maggiore della media per entrambi i pasti principali.

Tra gli effetti di questo errato comportamento alimentare: malessere, continue variazioni di peso, maggiore esposizione a malattie, come sintomi influenzali, proprio per l’abbassamento delle difese immunitarie legate ad una vita e ad un’alimentazione sregolata.

A questi inconvenienti di tipo fisico si aggiungono problematiche sul versante psicologico, per la continua lotta con l’alimentazione, per cui i single sono molto più a rischio 'disturbi alimentari', maggiore propensione a sbalzi d’umore, ansia e addirittura depressione. Ciò emerge da una studio promosso dall’Osservatorio Feder – Salus tramite interviste a nutrizionisti, dietologi ed esperti di alimentazione per l’individuazione di abitudini ed errori dei single nei confronti della corretta alimentazione.

Bisogna però far presente, inoltre, che con l’attuale crisi cambia la spesa alimentare degli italiani e, contro ogni aspettativa, sono soprattutto i single (insieme ai giovani e alle coppie senza figli) a farne le spese.

Ora scelgono prodotti a prezzo più conveniente, badando, come sempre accade nei periodi difficili, più alla funzione consolatoria del cibo che non a quella esclusivamente nutrizionale. Per la maggior parte dei single la corretta alimentazione si basa su ciò che consente di rimanere in forma senza considerare l’importanza dei diversi elementi nutritivi.

10/06/2015
08/08/2014
TAG: Scienza dell'alimentazione | Nutrizione