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15/02/2016

Fumare troppa marijuana provoca danni alla memoria

fumare troppa marijuana provoca danni alla memoria
Walter Giannò
Scritto da:
Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere
Fumare la marijuana causa danni irreversibili alla memoria. È questo il risultato preoccupante a cui è giunta un’equipe dell’Università di Losanna in Svizzera, pubblicato l'1 febbraio scorso sulla rivista scientifica JAMA international Medicine.


I risultati della ricerca

Entrando nel dettaglio del rapporto, i ricercatori si sono concentrati sui progressi di 3.385 utilizzatori statunitensi di marijuana nel corso di 25 anni, effettuando tre test: uno sulla memoria verbale (Rey Auditory Verbal Learning Test); uno sulla velocità di elaborazione (Digit Symbol Substitution Test); uno sulla funzione esecutiva della memoria (Stroop Interference Test). Risultati: l’84,3% ha riferito che stava usando marijuana all’inizio dello studio; l’11,6% ha raccontato che ha continuato a farlo fino alla mezza età. L’uso corrente di marijuana, quindi, è stato associato a un peggioramento della memoria verbale e alla velocità di elaborazione; l’esposizione cumulativa alla cannabis, poi, è stata associata a un peggioramento delle prestazioni nell’ambito di tutti e 3 i livelli della funzione cognitiva. Inoltre, prendendo come discrimine temporale cinque anni di fumo di cannabis, uno su due dei partecipanti ricordava una parola in meno da un elenco di quindici parole del test.
 
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I commenti e le conclusioni de ricercatori

Reto Auer dell’Università di Losanna, in relazione a questi risultati, ha affermato che “i consumatori di marijuana ricreativa la usano per beneficiare del cambiamento transitorio che produce. Ma tale effetto potrebbe avere conseguenze a lungo termine sul modo in cui il cervello elabora informazioni e potrebbe anche avere effetti tossici diretti sui neuroni”. E Waybe Hall, co-autore dello studio, ha affermato che “la cannabis è una droga e, come tutte le droghe, può danneggiare chi la usa”. In conclusione, dunque, è stato rilevato che l’uso prolungato della marijuana peggiora soprattutto la memoria verbale, mentre non sembra influenzare gli altri ambiti della funzione cognitiva. “Questo messaggio - ha commentato Giuseppe D’Agata dello Sportello dei Diritti - deve essere comunicato a tutti i consumatori di cannabis e, in particolare, a quelli cui l’uso di cannabis medica o ricreativa ora è legale negli Stati Uniti d’America”.

Per approfondire guarda anche “Cannabis: storie vere”
TAG: Tossicologia medica
Walter Giannò
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Walter Giannò
Giornalista esperto in salute e benessere