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Giornata Mondiale contro la Fibrillazione Atriale

Giornata Mondiale contro la Fibrillazione Atriale

In occasione della Giornata contro la Fibrillazione Atriale, medici e volontari scenderanno in piazza per la prevenzione e la cura delle aritmie.
In questo articolo:

#Facciamocisentire”, “daiichisankyo”, “#safety” (ovvero, “sicurezza”). Sono gli hashtag distintivi della campagna social relativa alla Giornata Mondiale contro la Fibrillazione Atriale, in programma il prossimo 9 settembre e istituita dalla Global Atrial Fibrillation Alliance. A promuoverla, nel nostro Paese sono Feder-Aipa (Federazione delle associazioni italiane pazienti anticoagulati) e il gruppo farmaceutico Daiichi Sankyo. Entrambi, condividono il messaggio secondo cui è necessario sensibilizzare il pubblico rispetto alla prevenzione e alla cura delle patologie cardiovascolari, soprattutto nel caso di malattie subdole, spesso silenti e asintomatiche. Poiché anche i pazienti consci della loro condizione dimenticano, talvolta, di assumere i farmaci, sottovalutando i benefici delle terapie.

Celebrata con numerosi eventi nelle più importanti città del mondo, la Giornata Mondiale contro la Fibrillazione Atriale rappresenta un’ottima occasione per sensibilizzare i cittadini nei confronti di un disturbo comune e causa di numerosi problemi cardiaci (su tutti, l’ictus e l’infarto). Lo scorso anno, ad esempio, è stata data la possibilità di effettuare, in modo gratuito, la misurazione della pressione arteriosa, nonché lo screening per la fibrillazione atriale all’interno di stand aperti dalle 9 alle 18.

Tutto questo è reso possibile grazie al sostegno di medici specializzati, ma anche di volontari, che con la distribuzione di brochure informative forniscono una vera e propria panoramica su pericoli, diagnosi e trattamento della fibrillazione atriale, e prevenzione di ictus ed eventi tromboembolici grazie a specifiche terapie anticoagulanti. Per saperne di più sugli eventi in programma per questa edizione basta consultare la pagina Facebook “Giornata fibrillazione atriale”).

Che cos’è la fibrillazione atriale

Si tratta di un frequente disturbo del ritmo cardiaco che può provocare la formazione di coaguli, denominati “trombi”, all’interno del cuore. Questi trombi possono arrivare al cervello, provocando un ictus ischemico oppure, nei casi più rari, determinando embolie in altri organi.
Nell’ambito del trattamento della fibrillazione atriale – di fatto, la forma più diffusa di aritmia cardiaca – i farmaci anticoagulanti sono risultati molto più efficaci degli antiaggreganti piastrinici nel ridurre sia la formazione di questi trombi sia il rischio di ictus nei pazienti con la fibrillazione atriale.

Farmaci antitrombotici a parte, per ridurre il rischio di fibrillazione atriale è fondamentale adottare uno stile di vita sano, seguendo alcune semplici regole: optare per una dieta “amica” del cuore, mantenere il peso forma, svolgere regolare attività fisica, non fumare. La prevenzione, ad ogni modo, passa inevitabilmente per i controlli: individuare la fibrillazione atriale è semplice, iniziando dalla misurazione della pressione arteriosa attraverso strumenti elettronici ad hoc che rilevano anche il ritmo cardiaco.

I numeri della patologia in Italia e nel mondo

Secondo l’American Heart Association sono più di 30 milioni le persone nel mondo che soffrono di aritmia, circa 600mila solo in Italia. Come spiegato poco tempo fa dal presidente Feder-Aipa Nicola Merlin “sono ancora molti gli italiani – e perfino i pazienti già diagnosticati – che non conoscono sufficientemente la fibrillazione atriale e i rischi ad essa connessi. Ad esempio, non sono consapevoli che questa aritmia – che colpisce in particolar modo gli anziani – può divenire l’anticamera di un ictus se non trattata adeguatamente”.

E ancora, Merlin sottolinea che “c’è molta disinformazione anche su prevenzione e terapie, e noi come associazione pazienti abbiamo il dovere di fornire il nostro contributo per un’informazione il più possibile completa e capillare”.

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Ultimo aggiornamento: 05 Settembre 2017
4 minuti di lettura

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