Si celebra domani, sabato 28 settembre, la Giornata Mondiale contro la Rabbia, probabilmente la malattia più antica di cui si ha notizia.

E forse proprio per questo considerata quasi sparita. In realtà, il virus della rabbia, che colpisce gli animali selvatici e domestici e si può trasmettere anche all’uomo, è tutt’altro che debellato e uccide ogni anno 59.000 persone nel mondo, colpendo soprattutto i bambini e i ragazzi sotto i 15 anni di età.

Per questo la Global Alliance for Rabies Control promuove ogni anno il World Rabies Day. Quello del 2019, alle tredicesima edizione, si concentra sul tema “Vaccinate to Eliminate” per far capire quanto la vaccinazione (per i propri animali e per se stessi) sia centrale nel controllo della rabbia.

Giornata Mondiale contro la Rabbia: il vaccino prima di tutto

Per eliminare il rischio di contrarre la rabbia bisogna lavorare su tre livelli, è quanto specificano gli organizzatori con la campagna di sensibilizzazione 2019: è importante far vaccinare i propri animali domestici; è essenziale anche poter accedere facilmente alla profilassi post esposizione (pep) nel caso di morsi o graffi da parte di animali infetti o potenzialmente tali; è fondamentale anche che le istituzioni dei vari Stati si adoperino per raggiungere gli obiettivi internazionali che promuovono l’eliminazione della rabbia entro il 2030.

La rabbia è una malattia mortale, ma un’azione tempestiva con una profilassi post-esposizione iniziata immediatamente o con pochissimo ritardo, è efficace al 100% e scongiura il peggio. La pep avviene mediante detersione della ferita e pronta somministrazione di una dose di vaccino da solo o in combinazione a immunoglobuline umane (HRIG).

Cos’è la rabbia

Spiega l’Istituto superiore di Sanità che la rabbia è una zoonosi, causata da un virus appartenente alla famiglia dei rabdovirus, genere Lyssavirus. Colpisce animali selvatici e domestici e si può trasmettere all’uomo e ad altri animali attraverso il contatto con saliva di animali malati, quindi attraverso morsi, ferite, graffi, soluzioni di continuo della cute o contatto con mucose anche integre.

Il cane, per il ciclo urbano, e la volpe, per il ciclo silvestre, sono attualmente gli animali maggiormente interessati sotto il profilo epidemiologico. La malattia sviluppa una encefalite: una volta che i sintomi si manifestano (disturbi psicomotori oppure paralisi progressiva), la rabbia ha ormai già un percorso fatale sia per gli animali che per l’uomo.

Oltre 14 milioni di persone nel mondo ricevono la profilassi post-esposizione a seguito di morsicature animali. La maggior parte dei decessi è causata dal mantenimento dell’infezione nella popolazione canina.

In Europa la cosiddetta “rabbia silvestre”, ovvero mantenuta da animali selvatici, ha come serbatoio essenzialmente la volpe rossa ed è presente anche un rischio legato alla circolazione di virus rabbia-correlati nei pipistrelli insettivori. Le numerose campagne di vaccinazione orale delle volpi hanno portato alla possibilità di eradicare la malattia dal territorio dell’Unione Europea presumibilmente nel 2020. Permangono tuttavia rischi di introduzione dai Paesi extra-Ue, ancora endemici.

Giornata Mondiale contro la Rabbia: il workshop a Roma

in occasione della Giornata Mondiale della Rabbia, il Ministero della Salute ha organizzato un evento formativo-informativo dal titolo “La situazione epidemiologica e le iniziative dell’Italia” in programma lunedì 30 settembre a Roma, nella sede del Ministero della Salute, Sala Turina, viale Giorgio Ribotta 5. L’obiettivo del workshop è di accrescere le conoscenze in tema di prevenzione, sorveglianza e controllo della rabbia sia in ambito umano che animale e presentare esperienze di cooperazione internazionale che contribuiscono all’applicazione della strategia globale Zero by 30 contro la rabbia.

Il piano strategico globale Zero by 30 è il protocollo che prevede di eliminare i decessi umani dovuti a rabbia canina entro il 2030 e vede la collaborazione di Organizzazione Mondiale della Sanità, Organizzazione mondiale per la Salute Animale (Oie), Fao e Global Alliance for Rabies Control (GARC). Il workshop di lunedì prossimo si svolge nell’ambito di questi obiettivi e con lo scopo di creare consapevolezza negli attori della sanità animale e umana in Italia.