È un tumore silenzioso, per le donne il più subdolo: difficile da riconoscere e con la più bassa percentuale di sopravvivenza. Per questo è importante, anzi importantissimo, conoscere il carcinoma dell’ovaio. E per questo è stata istituita la Giornata mondiale sul tumore ovarico (World Ovarian Cancer Day), in programma il prossimo mercoledì 8 maggio.

L’appuntamento è organizzato globalmente dalla World Ovarian Cancer Coalition, l’organizzazione che riunisce 130 associazioni di pazienti in 50 Paesi e che nel 2013 ha istituito la prima Giornata mondiale dedicata a questa terribile e poco conosciuta malattia con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e l’informazione attorno a essa.

Giornata mondiale sul tumore ovarico, una malattia killer dai sintomi vaghi

Di tumore alle ovaie si ammalano purtroppo oltre 295.000 donne ogni anno in tutto il mondo, stima la World Ovarian Cancer Coalition, 184.000 sono i decessi causati dalla malattia. Il carcinoma ovarico è infatti tra le prime cinque cause di morte per cancro nella popolazione femminile tra i 50 e i 69 anni a livello globale. Tra i tumori femminili, è quello col più basso tasso di sopravvivenza a cinque anni, che è del 30-45% nel mondo e del 39,5% nel nostro paese, dove convivono con una diagnosi di carcinoma dell’ovaio circa 50mila donne e dove si contano 5.200 nuovi casi l’anno.

Tra le ragioni del basso tasso di sopravvivenza ci sono certamente le diagnosi tardive: nel 75% dei casi, la malattia viene riconosciuta e diagnosticata tardi, quando è già in uno stadio avanzato. Questo tumore killer infatti è inizialmente accompagnato da sintomi generici e comuni, che possono essere facilmente confusi con un semplice malessere: dolore e gonfiore addominale persistente, mal di pancia, stipsi, difficoltà digestive o mancanza di appetito, necessità di urinare spesso. Non è il caso di allarmarsi se si hanno dei malesseri comuni naturalmente, ma se questi sintomi durano nel tempo è meglio rivolgersi al medico per un controllo.

Va anche detto che a oggi per il tumore ovarico non esistono strumenti di prevenzione e test di screening per la diagnosi precoce. Si può però conoscere meglio questa malattia e fare attenzione ai segnali. Una diagnosi tempestiva infatti può salvare la vita.

Sul sito: www.worldovariancancercoalition.org c’è la possibilità di testare le proprie conoscenze in materia (in inglese), di informarsi meglio e di partecipare alla campagna globale prevista per l’8 maggio.

Giornata mondiale sul tumore ovarico: due giorni di appuntamenti

A Bologna Loto Onlus, l’associazione no profit nata con l’intento di colmare un vuoto informativo e di consapevolezza sul carcinoma dell’ovaio, ospita due giornate di sensibilizzazione, approfondimento e confronto che coinvolgono tutti: cittadini, pazienti, e comunità scientifica.

Si comincia proprio mercoledì 8 maggio con l’iniziativa “Bologna si illumina di Loto”: alle 19 si parte dalla fontana del Nettuno, nel centro storico, per una visita della città declinata al femminile. Le guide dell’associazione “Succede solo a Bologna” conducono i partecipanti sulle orme delle donne che hanno reso grande il capoluogo emiliano: dalla scultrice rinascimentale Properzia de Rossi alle prime donne pittrici nella storia dell’arte, fino a Laura Bassi, la prima donna al mondo a ottenere una cattedra universitaria, e Irma Bandiera, giovane staffetta partigiana. La visita si conclude con un aperitivo nel cuore nascosto della città e con l’accensione, alle 21, di una luce azzurra sul centralissimo Palazzo Re Enzo, in Piazza Maggiore, per richiamare l’attenzione di tutti su questa patologia.

L’attenzione all’informazione sul tumore ovarico continua sabato 11 maggio, dalle 9, al Policlinico Sant’Orsola (Pad. 11, Aula Magna “Viola”) con il convegno scientifico “I tumori dell’ovaio nel 2019”, con l’obiettivo di fare il punto sulle nuove prospettive di cura e gli strumenti di diagnosi precoce dei tumori ovarici. Introduce Claudio Zamagni, Responsabile dell’Oncologia Medica Addarii del Policlinico Sant’Orsola e Direttore del Comitato Scientifico di Loto Onlus. Nel pomeriggio, medici, infermiere, pazienti, operatori si raccontano e presentano la propria esperienza e i diversi punti di vista nel percorso di cura oncologico; l’evento viene condotto dalla giornalista Annalisa Monfreda, direttrice di Donna Moderna e Starbene.