08/03/2016

James e la disprassia, storia di volontà e speranza

james e la disprassia storia di volonta e speranza
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere
Fino a qualche anno fa per lui anche compiere le azioni più semplici, come tenere in mano una matita, era quasi impossibile. Oggi però James corre veloce, velocissimo, contro ogni aspettativa dei genitori e dei medici. Lo chiamano un 'minor miracle', ma - bisogna ammetterlo - la vicenda del giovane, raccontata di recente su Repubblica è davvero straordinaria. 

James Guthrie-Croft ha 15 anni e frequenta il liceo Timaru della Nuova Zelanda. La malattia gli fu diagnosticata a 5 anni dai dottori dello Starship Hospital di Auckland. Ciò che riesce a fare oggi prima era impensabile. Se da piccolo, infatti, non riusciva ad allacciarsi neanche le scarpe da solo, oggi James corre i 100 metri in 11"06. A salvarlo è stata l'atletica ma ‘galeotta’ fu una palla da basket; la vera svolta fu una gara a piedi nudi organizzata dal St. Peter's College dove vinse come se non avesse fatto altro in vita sua.
 

Cos'è la disprassia

Colpisce 6 bambini su 100 con una maggiore frequenza sui maschi, rendendo difficoltose anche le più normali azioni quotidiane e provocando un ritardo motorio e soprattutto del linguaggio. Crescendo può comportare goffaggine, problemi nell'organizzazione del lavoro e nel seguire ed eseguire delle istruzioni precise. La disprassia è una patologia che può, dunque, riguardare sia le capacità motorie generali che governare i muscoli più grandi che interferiscono in azioni giornaliere e spesso involontarie come alzare una mano o un piede, riprodurre parole, lanciare oggetti e molto altro. A differenza di quanto si possa pensare, la disprassia non è un deficit di natura cognitiva anche se i bambini che ne sono affetti possono subire ritardi nell’imparare gesti abituali. Ad oggi, purtroppo, non è stata ancora individuata la reale causa.
 

Giornata mondiale della disprassia

Proprio alla malattia è dedicata la Giornata mondiale che si è celebrata domenica 6 marzo, per focalizzare l'attenzione e discutere sui temi della comunicazione e della mobilità legati alla disprassia.
 

Iniziativa ‘Parole in movimento’

In occasione della celebrazione mondiale, la Federazione Logopedisti Italiani (Fli) ha dato vita all'iniziativa ‘Parole in movimento’. Esperti logopedisti, saranno online dalle 10:00 alle 12:00 fino al 10 marzo per aiutare i genitori a capire perché i neuroni addetti a tale funzione non riescano ad essere efficaci per trasmettere le giuste indicazioni per svolgere quei movimenti finalizzati al raggiungimento di un determinato obiettivo, piccolo o grande che sia. Il numero da chiamare per avere tutte le risposte del caso è lo 049.8647936.
 

Come accorgersi che un bambino soffre di disprassia?

Esistono dei piccoli campanelli d'allarme, quali ad esempio le difficoltà che un bambino può avere nell'apprendere azioni di base che per gli altri risultano piuttosto semplici e intuitive. Per un bambino affetto da disprassia, infatti, anche vestirsi, cibarsi, masticare, usare il vasino, può diventare seriamente difficoltoso. Inoltre, i bambini disprassici possono inciampare con più facilità, soffrire di ansia, difficoltà di parola o ritardo nello sviluppo del linguaggio. Sul bambino verranno fatti dei test mirati, ma non servono esami del sangue o similia, a meno che i medici non vogliano escludere l'esistenza di altri problemi contingenti.  

Come agire

Per alleviare i disturbi provocati dalla malattia, è possibile agire soprattutto da molto piccoli attraverso sedute di logopedia e riabilitazione motoria.

Per approfondire guarda anche "Quali sono le aree cerebrali coinvolte dall'afasia?“
TAG: Eventi salute | Malattie infantili | Medicina fisica e riabilitativa | Pediatria | Bambini
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere