Logo Paginemediche
  • Programmi
  • Visite
  • Salute A-Z
  • Chi siamo
  • MediciMedici
  • AziendeAziende
Storia del tabacco: com'è nato il vizio del fumo

Storia del tabacco: com'è nato il vizio del fumo

Da elemento magico per comunicare con le divinità a pericolo per la salute: com'è nata e come è cambiata nel corso dei secoli l'abitudine al fumo.
In questo articolo:

Il vizio del fumo ha da sempre segnato la storia dell’uomo. La sua origine è antichissima e risale addirittura all’età del bronzo, come testimonia il ritrovamento di pipe in bronzo in alcuni scavi.

Il fumo come elemento magico

Con le prime civiltà, l’abitudine a consumare tabacco era essenzialmente legata alla magia. Il fumo veniva considerato un elemento sacro e propiziatorio, oltre che un modo per entrare in contatto e comunicare con le divinità. I sacerdoti Aztechi, durante i riti, aspiravano il fumo, sfruttando così i poteri eccitanti o Ipnotici di determinate erbe.

Le spedizioni di Colombo e la scoperta dell’America

Le prime notizie documentate si trovano in uno scritto di Bartolomeo de las Casas intitolato Storia Generale delle Indie (“Gli indiani mischiano il fiato con un'erba chiamata pentum - o tabago - e soffiano come dannati”) ma è con la scoperta dell’America che ha ufficialmente inizio la storia del tabacco e del fumo. Furono i partecipanti alle spedizioni di Colombo che ne portarono le prime notizie.
Rodrigo de Jeréz, un compagno di Cristoforo Colombo, potrebbe essere definito il primo europeo che imparò a fumare. Nella seconda spedizione di Colombo, un frate di nome Romano Pace rimase ad Haiti e qui cominciò ad osservare e descrivere gli indiani che fumavano la pianta del tabacco. E pare che sia stato proprio lui a portare la pianta in Europa.

Il fumo arriva in Europa

La svolta definitiva la si deve all'ambasciatore francese in Portogallo, Jean Nicot, che inviò ai sovrani francesi le foglie e i semi della pianta di tabacco. Per ringraziarlo, i sovrani Francesco I e Caterina de' Medici battezzarono la pianta 'erba nicotina' dal nome dell'ambasciatore.

Egli ne illustrò ai sovrani le proprietà terapeutiche eccellenti per curare l'Asma e le patologie dell'apparato respiratorio (ebbene sì!), l'ulcera e le piaghe. Altri ne decantavano le proprietà curative nei casi di morsi di serpente, di raffreddore, mal di testa, Vertigini e perfino peste.

Da allora il tabacco si espanse in Europa molto velocemente. In Italia giunse nel XVI secolo grazie al cardinale Prospero di Santa Croce. È questa l’epoca in cui il tabacco veniva utilizzato per rallegrare le feste o i balli organizzati da nobili e borghesi di ogni nazione.

Giacomo I e la legge contro l’uso di tabacco

Il primo vero nemico del tabacco fu il re Giacomo I, il quale vide nel fumo un vizio pericoloso per la salute dell'uomo, oltre che un'abitudine volgare. Promulgò una legge con cui ne proibiva l’uso e pose una tassa gravosissima sulla sua coltivazione.

Fu una svolta. In Francia i medici cominciarono a considerare il fumo un vizio dannoso, ma i governi avevano già posto monopòli e il coinvolgimento economico era troppo grande per poter eliminare il tabacco. Anche in altri stati, come Russia, Persia, Turchia, i sovrani tentarono di arginare il problema mutilando e spesso condannando a morte chi ne faceva uso.

La diffusione delle sigarette

Un'altra svolta si ebbe dopo la Guerra di Crimea, quando i reduci tornarono a casa con dei cilindretti di carta riempiti di tabacco, 'creati' dai soldati musulmani: le sigarette. Questa nuova moda si diffuse rapidamente in tutta l'Europa, strappando il primato di pipa e tabacco da masticare o annusare. Il tabacco utilizzato era sempre di provenienza turca.

Con la Guerra di Secessione Americana le sigarette cominciarono ad essere riempite con tabacco prodotto in America, più dolce e chiaro rispetto al precedente. Tutto ciò aveva generato una situazione imprevista: l'esigenza di fumare di continuo. La cosa si fece più pressante durante le due guerre mondiali, rafforzata poi dalla pubblicità che ritraeva belle donne e attori famosi con la sigaretta.

Intanto i primi studi sulla tossicità del fumo erano stati avviati dall'inizio del secolo: nel 1908 in Inghilterra vigeva già una legge che proibiva la vendita di tabacco ai minori di 16 anni; alla fine della Seconda Guerra Mondiale c'erano prove che i fumatori erano a rischio di tumore al Polmone più dei non fumatori; nel primo ventennio era già stato scoperto il rapporto tra fumo e problemi cardiovascolari.

Negli ultimi venti anni, grazie a una maggiore consapevolezza dei rischi elevati di insorgenza di patologie afferenti a diversi organi (causati anche dal fumo passivo) sono state scatenate molte battaglie ai fumatori e alle case produttrici. Così, cause miliardarie sono state mosse e vinte a danno delle Aziende produttrici di sigarette e leggi severe sono state promulgate per limitare il danno passivo nelle persone che preferiscono non fumare.

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2020
5 minuti di lettura

L’hai trovato utile?

Condividi

Iscriviti alla newsletter di Paginemediche
Unisciti ad una community di oltre 50mila persone per ricevere sconti esclusivi e consigli di salute dai nostri esperti.
Ho letto l'Informativa sulla Privacy e acconsento al trattamento dei miei dati personali