14 Gennaio 2015
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La "rivincita del grasso": le cellule adipose prima barriera difensiva contro i batteri

Sorprendente scoperta di alcuni studiosi americani che rivalutano il ruolo degli adipociti.

A difendere il nostro Organismo dall’attacco di microbi e Batteri non sono soltanto le cellule del Sistema immunitario ma anche gli adipociti, le cellule adipose che si trovano sotto la pelle. Una delle funzioni principali di queste cellule, infatti, è quella di porre un’efficace difesa nei confronti dell’attacco dei batteri che tentano di penetrare nella pelle.

L’interessante scoperta, che in qualche modo rivaluta il grasso corporeo, si deve a Richard Gallo, ricercatore presso l’Università della California. Il compito di difendere l’organismo dai microbi non è ad esclusivo appannaggio dei globuli bianchi, spiega lo studioso, ma anche degli adipociti che giocano un ruolo chiave nelle difese dell’organismo.

Come illustrato sull’autorevole rivista Science, queste cellule hanno il compito di produrre antimicrobici – chiamati amp (peptidi anti-microbi) - che svolgono una funzione del tutto simile a quella dei neutrofili, cioè i globuli bianchi. E quella garantita dalle cellule adipose rappresenta la prima barriera difensiva che l’organismo pone all’assalto dei batteri. Una difesa naturale che, prima di ogni altra, tenta di opporre resistenza.
In che modo? I ricercatori hanno esposto alcuni topolini allo Stafilococco aureo ed hanno osservato che nell’arco di poco tempo si verificava un aumento del numero e delle dimensioni degli adipociti nella zona infettata e un incremento della produzione di catelicidina, un peptide antimicrobico. Una risposta fisiologica immediata all’infezione che in qualche modo dà il tempo al sistema immunitario di chiamare a raccolta i globuli bianchi.

Ma gli Amp hanno anche risvolti negativi, soprattutto in caso di una loro eccessiva o scarsa presenza. Ad esempio nelle persone che soffrono di eczema atopico bassi livelli di catelicidina possono favorire la comparsa di frequenti infezioni, mentre un’eccessiva quantità di queste molecole può portare a psoriasi, rosacea o malattie autoimmuni come il lupus eritematoso.

 

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