13/03/2015

Misofonia: quando i rumori diventano insopportabili

A tutti danno fastidio i rumori forti ed insistenti, ma qualcuno non riesce a sopportare nemmeno un piccolo rumore, qualcosa che alla maggior parte delle persone non dà alcun fastidio. Questa percentuale di individui (pare sia il 20% della popolazione) è affetta da un disturbo chiamato misofonia: un suono che ai più risulta essere indifferente a chi soffre di misofonia può risultare irritante ai limiti dell’insopportabilità.

Definito come una specie di 'Allergia al suono' questo disturbo è stato analizzato e classificato recentemente, circa venti anni fa: il termine misofonia (odio del suono) venne coniato nel 2002 da Margaret e Pawel Jastreboff della Emory University e a volte viene indicato come 'sensibilità selettiva al suono'.

Sono ancora pochi gli studi in materia. Tra questi una ricerca condotta dalle Università di Amsterdam un paio di anni fa scoprì che nel 91% dei casi la misofonia comincia a manifestarsi nell'infanzia e nell'adolescenza e che ha certamente tratti ereditari. E proprio questo studio, guidato da Arjan Schröder, ha provato a stilare una classifica dei rumori più irritanti: gesso sulla lavagna, Rumore di chi mangia una zuppa, chi mastica un chewing-gum, tagliarsi le unghie, scatti della penna, tirar su con il naso, scrocchiare le dita, sbadigli ad alta voce.

Le persone che soffrono di misofonia possono avere reazioni davvero imponenti quando vengono esposte a questi rumori, un'ampia gamma di risposte che vanno dal disgusto fino alla rabbia e all'aggressività verbale o fisica.

Il dottor Barron Lerner, che soffre di misofonia, spiega sul New York Times che solo negli ultimi anni i ricercatori stanno indagando sulle cause biologiche della misofonia e sembra che giochi un ruolo-chiave una iperconnettività tra il sistema uditivo e il sistema limbico, la parte del cervello dove hanno origine le emozioni. E alcuni studi hanno trovato associazioni tra la misofonia e altri disturbi psichiatrici come il disturbo da stress post-traumatico o il disturbo ossessivo-compulsivo.

Come risolvere il problema? Sembra che la Terapia cognitivo-comportamentale dia qualche risultato: il paziente impara a distrarsi quando è costretto ad ascoltare rumori per lui molesti o a sostituirli con un rumore bianco o con altri rumori non fastidiosi.

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