Donne e trombosi

donne e trombosi

Le donne credono che la minaccia più grave per la loro salute sia il tumore della mammella, e che le malattie vascolari da trombosi siano un pericolo trascurabile o secondario. Le ricerche epidemiologiche più recenti hanno dimostrato che le donne sono maggiormente esposte al rischio di malattie vascolari da trombosi, soprattutto dopo la menopausa. L'intervista alla Dott.ssa Lidia Rota Vender - presidente di ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari.

La pressione del sangue aumenta il rischio di trombosi?

SÌ. Molti pensano che l'ipertensione sia un problema della vecchiaia: non è vero, molti giovani soffrono di ipertensione, addirittura molti bambini, ma non lo sanno. Bisogna misurare ogni tanto la pressione del sangue.

Come nasce l'ipertensione?

L'ipertensione è causata quasi sempre da un progressivo irrigidimento delle arterie che portano il sangue dal cuore alla periferia: come i rami di un albero esse portano sangue, ossigeno e nutrimento anche alle cellule più lontane. L'usura del tempo e l'insulto di sostanze nocive (nicotina, caffeina, colesterolo, stupefacenti) possono provocare una perdita di elasticità delle arterie, con conseguente aumento della pressione con cui il cuore è costretto a spingere il sangue nelle arterie.

Quanto conta il peso?

Sovrappeso e obesità sono fattori di rischio per malattie da trombosi arteriosa e venosa: il grasso distribuito a livello addominale (girovita) corrisponde al grasso interno, ed è un fattore di rischio per trombosi coronarica e ictus cerebrale. Un addome globoso rallenta il ritorno del sangue al cuore, provoca dilatazione delle vene delle gambe e, a volte, trombosi delle vene superficiali (tromboflebiti) o profonde (trombosi venosa profonda). Calcolare il BMI permette di valutare se si è sovrappeso.

Qual è il ruolo del colesterolo?

Elevati livelli di Colesterolo aumentano il rischio di trombosi arteriose: il colesterolo è fondamentale per un corretto funzionamento delle cellule, soprattutto del cervello, ma diventa pericoloso quando è troppo. Le ricerche più recenti consigliano di tenere sotto controllo soprattutto il colesterolo cattivo (LDL) che non deve superare 115 mg/dl. Parte del colesterolo viene assunta con il cibo, soprattutto carne rossa, uova, formaggi, latte e derivati, ma una quota viene prodotta da noi stessi, spesso in condizioni di stress. Il colesterolo può essere ridotto con l'attività fisica (almeno quaranta minuti di attività aerobica consecutivi e tutti i giorni: camminata a passo sostenuto, nuoto, cyclette, bicicletta, acqua gym, o altra attività equivalente). Solo in casi particolari il medico consiglierà farmaci specifici.

Sempre più spesso si parla di stress che interagisce con la nostra salute

È forse il fattore di rischio più temuto ma meno quantificabile: lo stress di per sé in piccole quantità è indispensabile. Quando è eccessivo e perdura nel tempo diventa pericoloso (la parola deriva dall'inglese e significa 'stirare'): anche la depressione viene classificata come situazione che provoca un aumento dello stress. Si combatte aumentando l'attività fisica e rallentando il ritmo della vita quotidiana.

Il diabete è pericoloso?

Il diabete è un fattore di rischio per malattie da trombosi arteriosa soprattutto nelle donne, che sono colpite più spesso degli uomini, ma se ne accorgono tardi. Alti livelli di glicemia (zuccheri circolanti nel sangue) provocano aterosclerosi e poi trombosi: gli zuccheri non arrivano a destinazione nelle cellule, che lavorano con scarsità di 'carburante', quindi soffrono e, circolando, provocano 'irritazione e infiammazione' della parete delle arterie, che rispondono con la formazione di placche aterosclerotiche più o meno grandi, che a loro volta attivano i meccanismi che portano alla formazione di trombi. Misurare la glicemia una volta ogni tanto, soprattutto se ci sono stati casi di diabete in famiglia e se si è in sovrappeso, permette di identificare e neutralizzare questo nemico prima che provochi danni.

Serve la dieta?

Serve scegliere fin da piccole una alimentazione equilibrata, ricca di verdura e di frutta, povera di grassi animali (carne, latte, uova e formaggio e derivati), ricca di fibra (verdura frutta e cereali integrali): è più facile non ingrassare che non perdere peso più avanti. Se ormai è tardi, si ricorre alla dieta: ma nessuna dieta funziona senza attività fisica.

Una donna con trombosi deve interrompere la gravidanza?

No, a meno che non sia a rischio la vita della paziente o del bambino. La trombosi anche in gravidanza può essere curata, con farmaci che non oltrepassano la barriera placentare e non raggiungono il feto.

Le vene varicose provocano trombosi?

No. Ma favoriscono il rallentamento della circolazione, e predispongono a trombosi. Trombosi ripetute e non curate possono predisporre a una malattia subdola, molto frequente, molto invalidante, detta sindrome post flebitica o post trombotica: sulla cute della gamba o della caviglia compaiono macchie rossastre o scure, a volte ulcere, anche molto estese, che guariscono con molta difficoltà, e spesso si infettano. A parte il problema estetico, a volte grave, le gambe con varici sono spesso affaticate, gonfie e dolenti, soprattutto dopo lunghi periodi trascorsi in piedi.

Per maggiori informazioni visita il sito trombosi.org e leggi Salto n. 60 Donne e Trombosi

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La trombosi è la formazione di un trombo all'interno di un vaso sanguigno che riduce oppure occlude del tutto il lume di un vaso.
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