Roma, 23 lug. (AdnKronos Salute) - Gonfiore alle caviglie, dolore diffuso alle gambe, senso di pesantezza, formicolii, prurito: sintomi che non vanno sottovalutati perché potrebbero indicare la malattia venosa cronica, una patologia seria e in forte crescita nel nostro Paese, che diventa più difficile da sopportare in questi giorni di grande caldo. "Si calcola che colpisca, almeno una volta nella vita, il 60% delle italiane - afferma Demetrio Guarnaccia, presidente nazionale dell'Associazione flebologica Italia (Afi) - Si determina quando il sangue delle vene non riesce a risalire al cuore e quindi ristagna negli arti inferiori dove può provocare diversi problemi di salute. Nelle forme più gravi e avanzate porta alla formazione di ulcere venose".
"Si tratta di un disturbo invalidante molto doloroso e che comporta un netto peggioramento della qualità della vita", prosegue il presidente Afi, che fa notare come "l'età di insorgenza si sta abbassando: addirittura troviamo ragazze con meno di 25 anni che sono in uno stadio avanzato della malattia. Oggi abbiamo a disposizione terapie farmacologiche e chirurgiche molto efficaci - spiega - ma la progressione della patologia va interrotta intervenendo il prima possibile. Grazie alla ricerca italiana - riferisce - è stato messo appunto il primo cerotto a base di estratti naturali come ippocastano, meliloto, centella e Glycacid eco, un prodotto biotecnologico di origine vegetale".
Un nuovo studio, in via di pubblicazione sulla rivista 'Minerva Cardioangiologica', ha dimostrato i vantaggi per le donne che hanno visto "migliorare i segni e sintomi della malattia in maniera significativa dopo solo due mesi di trattamento", aggiunge Michele Del Guercio, vicepresidente nazionale del Collegio italiano di flebologia (Cif). "Soprattutto i risultati più interessanti li abbiamo ottenuti nel contrasto all'edema, il gonfiore causato dall'accumulo di liquidi, sulla caviglia. La riduzione della circonferenza è stata superiore al 20%". Per Guarnaccia "sono risultati molto interessanti che meritano di essere approfonditi con ulteriori ricerche. Va ricordato che intervenire il più precocemente possibile per interrompere la progressione della patologia è fondamentale e possibile, ma che anche la sua prevenzione è attuabile intervenendo sugli stili di vita e prendendo alcuni semplici accorgimenti".
Ecco dunque le regole d'oro per prevenire e contrastare l'insorgenza della malattia venosa cronica, messe a punto dai flebologi:
1) Tenere sotto controllo il peso corporeo: i chili di troppo (e soprattutto l'obesità) sono un fattore scatenante della patologia. A causa delle cellule adipose il sangue, negli arti inferiori, viene pompato molto più lentamente;
2) Praticare un po' di sport: l'attività fisica è un vero e proprio toccasana per la salute dell'intero organismo (e anche del sistema circolatorio). Particolarmente indicati sono pilates, jogging e footing, ginnastica a corpo libero e nuoto;
3) Attenzione ai tacchi alti: è preferibile utilizzare calzature comode, non troppo strette e neppure eccessivamente basse;
4) Seguire un'alimentazione sana ed equilibrata: via libera a frutta e verdura fresca di stagione (contengono preziose vitamine e antiossidanti); limitare i cibi ricchi di acidi grassi saturi, sale e zucchero bianco;
5) Non fumare: il tabagismo ha effetti negativi soprattutto sulle arterie. Ogni sigaretta contiene oltre 4 mila sostanze nocive che entrano nel sistema cardio-circolatorio.