Roma, 30 lug. (Adnkronos Salute) - A maggio 2021 i medici e i dirigenti sanitari "hanno accumulato il numero impressionante di oltre 5 milioni di giornate di ferie arretrate e oltre 10 milioni sono le ore di lavoro straordinario effettuate per garantire l’erogazione dei servizi nonostante la cronica carenza di personale". Questi i risultati del sondaggio del sindacato dei medici dirigenti del Ssn, Anaao Assomed, cui hanno risposto 2.290 tra medici della sanità pubblica.
"Due gli obiettivi dell’indagine - ricorda l'Anaao - la corretta applicazione della nuova normativa sull’orario di lavoro, numero di guardie e pronta disponibilità, recupero ed eventuale retribuzione (parziale/completa) delle ore straordinarie nell’ultimo biennio (2019-2020), rispetto dei giorni di ferie continuativi durante il periodo estivo (con festività aggiunte ai 15 giorni canonici), numero di giorni di ferie arretrate. E poi - prosegue il sindacato - la percezione del livello di stress psico-fisico dei medici e dirigenti sanitari rispetto al carico di lavoro realmente sostenuto, l’influenza del numero di ore lavorate sulla vita personale, l’impatto della recente pandemia da Covid-19 sul numero di ore lavorate e sulle ferie.
L’analisi finale della ricerca offre lo spaccato "di una situazione lavorativa e di un disagio già noto, ma che impatta sempre di più nella sfera sociale e privata del professionista", avvertono i medici. A ciò si aggiunge "la perdita di potere di acquisto dello stipendio, sempre più eroso dalle tasse, e un livello di burocrazia che brucia energie fisiche e mentali", evidenzia il sondaggio. La pandemia Covid-19, poi, "ha contribuito a slatentizzare i mali e le criticità del Ssn che in alcuni momenti hanno sfiorato il punto di non ritorno e solo - avverte l'indagine - un estremo e straordinario sacrificio del personale del Ssn ha permesso di evitare una caporetto della sanità".
"A fronte di un durissimo impegno quotidiano", secondo il sindacato "si rischiano conseguenze fisiche e psicologiche a lungo termine, acuite ulteriormente dalla persistente mancanza di riposo. Conciliare vita privata e lavoro spesso è impossibile - denuncia l'Anaao - a volte è difficile anche solo allontanarsi dall’ospedale a causa di turni sempre più lunghi e di reperibilità attive frequenti e di lunga durata. Anche le ferie vengono concesse più raramente e in periodi obbligati che non sempre permettono di goderle con la famiglia o con gli amici. Persino la pausa pranzo può diventare un’utopia così come fare sport o avere un hobby. Siamo sempre più stanchi, insoddisfatti e prigionieri di un lavoro che ci rende infelici".
L’Anaao chiede a Governo e istituzioni "l’impegno concreto per garantire alla sanità pubblica la forza lavoro di cui ha bisogno e per scongiurare il rischio di un’altra pericolosa epidemia: la fuga dagli ospedali. Gli strumenti - suggerisce il sindacato dei medici - ci sono: 1) Il contratto di lavoro dei medici e dirigenti sanitari per costruire le regole condivise e i confini dell’organizzazione del lavoro; 2) assunzioni stabili, rimuovendo il limite al tetto di spesa per il personale del Ssn (-1,4% rispetto a quello del 2004) e i limiti della legge Madia per la stabilizzazione dei precari e la formazione dei fondi per la retribuzione accessoria; 3) Interventi economici per eliminare o almeno ridurre il differenziale dello stipendio tra i medici e dirigenti sanitari italiani ed europei che oggi arriva a 40 mila euro".