27/09/2016

Le iniziative nelle città italiane per combattere la dislessia

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Dal 4 al 10 ottobre si celebra la Settimana Nazionale della Dislessia, promossa dall’Associazione Italiana Dislessia (AID), che da 20 anni si occupa di accrescere la consapevolezza e la sensibilità nei confronti dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Scopo della Settimana è informare e sensibilizzare la popolazione su un disturbo che, nel nostro Paese, riguarda circa 1.900.000 persone.

La settimana scelta dall’AID non è casuale: è stata, infatti, indetta in concomitanza con l’European Dyslexia Awareness Week e il sesto anniversario della Legge 170 dell’8 ottobre 2010, che sancì in Italia il diritto alle pari opportunità nell’istruzione per i ragazzi con dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.

Attesa la partecipazione di oltre 75.000 persone per le tante iniziative organizzate dall’AID in 92 città italiane, tra cui Milano, Roma e Napoli: stand informativi nelle piazze, corsi di formazione per docenti e genitori, spettacoli teatrali, laboratori didattici interattivi per i ragazzi. Saranno coinvolti oltre 1.500 volontari dell’AID dislocati su tutto il territorio nazionale.

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Il commento del presidente di AID

Franco Botticelli, presidente di AID, parlando della campagna, ha affermato: “Abbiamo fortemente voluto l’istituzione in Italia della Settimana Nazionale della Dislessia, perché reputiamo necessario sensibilizzare il pubblico su un disturbo che è ancora per molti un tabù. La strada da percorrere è ancora lunga, bisogna accorciare i tempi di diagnosi, fare formazione agli insegnanti, incentivare la realizzazione e il rispetto dei Piani Didattici Personalizzati (PDP), concorrere per la concreta realizzazione di tutti i diritti sanciti dalla legge 170/2010, affinché migliaia di bambini e ragazzi in età scolare - oltre il 2% degli studenti della scuola italiana - possano accedere a una didattica più inclusiva, e avere maggiori opportunità di relazione, di crescita personale e professionale, così come per gli studenti universitari e chi si accinge ad entrare nel mondo del lavoro”.

Per approfondire guarda anche: “Lo sviluppo del bambino e l'apprendimento del linguaggio“

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