“Proteggere i giovani dalle tattiche dei produttori e prevenire l'uso di tabacco e nicotina". È questo il focus della giornata mondiale senza Tabacco 2020, l’iniziativa promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in programma domenica 31 maggio.

Giornata mondiale senza Tabacco

Tutto il mondo è pronto a dedicare un’intera giornata alla lotta contro la diffusione dell’abitudine del fumo di tabacco, un fenomeno che coinvolge globalmente 1,3 miliardi di persone e i cui effetti negativi sono davvero preoccupanti.

Infatti, il tabacco uccide fino alla metà dei suoi utilizzatori, ogni anno raggiungono oltre 8 milioni di casi. Più di 7 milioni di questi decessi sono il risultato dell'uso diretto del tabacco, mentre circa 1,2 milioni sono il risultato di non fumatori esposti al fumo passivo. Oltre l'80% degli 1,3 miliardi di consumatori di tabacco nel mondo vive in paesi a basso e medio reddito.

Quest’anno, in particolare, la giornata senza tabacco parla principalmente ai giovani e oltre sottolineare i pericoli dell'uso del tabacco, li sollecita a impegnarsi nella lotta contro il tabagiasmo in risposta alle diverse tattiche commerciali che sistematicamente vengono promosse dalle industrie operanti nel settore del fumo. Questa campagna mondiale vuole sfatare i falsi miti e far emergere il concetto di manipolazione, in particolare attraverso la pubblicità dei nuovi aromi e prodotti.

Mantenere elevata l’attenzione sui danni del fumo è un atto di dovere scaturito dalla convenzione quadro dell’OMS del 2003 contro il tabagismo, un trattato internazionale a tutela della salute delle generazioni presenti e future sulle devastanti conseguenze sanitarie, sociali, ambientali ed economiche causate dal consumo di tabacco e dall’esposizione al fumo di tabacco.

Il punto della situazione sul fumo in Italia

L’Istituto Superiore di Sanità - Osservatorio fumo, alcol e droga – dichiara che i fumatori in Italia sono 11,6 milioni e che il 22% della popolazione ha un’età superiore ai 15 anni. Gli uomini che fumano sono oltre 7 milioni, le donne 4,5 milioni e l’abitudine è più diffusa nel centro-sud. Mediamente ogni giorno un fumatore accende 12 sigarette e il 25% ne consuma più di 20.

Ma il vero dato preoccupante è che il consumo di tabacco inizia generalmente durante l'adolescenza, spesso anche prima. Già fra i 13 e i 15 anni un ragazzo su cinque fuma quotidianamente sigarette tradizionali, mentre il 18% utilizza sigarette elettroniche. Nel 2018 quasi 100 mila ragazzi hanno provato a fumare prima dei 12 anni.

Per questo la campagna della Giornata mondiale senza tabacco si rivolge principalmente alle giovani generazioni, con l’obiettivo di:

  • sfatare i falsi miti e far emergere il concetto di manipolazione delle case produttrici;
  • non farsi ingannare dalle pubblicità dei nuovi aromi dai sapori che spingono sottovalutare i rischi per la salute;
  • fornire informazioni sulle tecniche usate dalle aziende per agganciarli e predisporli verso il consumo (come ad esempio gadget di tendenza);
  • spingere gli influencer a parlare ai giovani sulla necessità di modificare i propri comportamenti verso stili di vita sani e consapevoli.

I danni del Tabacco

In occasione della Giornata mondiale senza il Tabacco, la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, mette in guardia proprio i giovani sui rischi del vizio del fumo di tabacco. “Dico sempre che se non ci fosse il fumo curerei una patologia rara” – afferma Marina Chiara Garassino, ricercatrice AIRC e responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toraco-Polmonare della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Solo il 10% dei pazienti affetti da tumore del polmone non ha mai fumato. Chi inizia a fumare da ragazzo è molto probabile che prosegua da adulto. Non possiamo quindi accettare – continua Garassino – che i ragazzi fumino perché rischiano di diventare dipendenti dal fumo oggi e futuri pazienti domani. Un dato che preoccupa ancora di più se parliamo di giovani donne che si avvicinano al fumo in una percentuale superiore del 24% rispetto al passato”.

I Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti hanno identificato almeno 27 malattie correlate al fumo. Fra queste, diversi tipi di cancro. Le sostanze cancerogene contenute nel fumo favoriscono lo sviluppo di tumori al polmone, che in 9 casi su 10 possono essere ricondotti a questa abitudine, ma aumentano il rischio anche dei tumori del cavo orale e della gola, di quelli del pancreas, del colon, della vescica, del rene, dell’esofago, del seno, soprattutto tra le donne più giovani, e di alcune leucemie. È stato calcolato che mediamente ogni 15 sigarette fumate si verifica almeno una mutazione genetica.

Nel nostro Paese il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte per cancro nei maschi e la terza causa nelle donne. Nel 2019 in Italia si sono registrate oltre 42.500 nuove diagnosi, la sopravvivenza a 5 anni è pari al 16%, condizionata negativamente dalla grande proporzione di pazienti diagnosticati in stadio avanzato.

Un aiuto per smettere di fumare

Gli studi dimostrano che poche persone comprendono i rischi per la salute specifici dell'uso del tabacco. Tuttavia, quando i fumatori diventano consapevoli dei pericoli del tabacco, molti vogliono smettere. Senza il sostegno alla cessazione, solo il 4% dei tentativi di smettere di fumare avrà successo. Il supporto professionale e i farmaci per la cessazione comprovata possono più che raddoppiare la possibilità per un utente di tabacco di smettere con successo.