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23/03/2016

Sindrome di Alzheimer, arriva capsula per contrastare la malattia

sindrome di alzheimer arriva capsula per contrastare la malattia
Rosaura Bonfardino
Scritto da:
Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere

Una scoperta che farà parlare a lungo di sé, che giunge a pochi giorni dalla Settimana mondiale del Cervello. Una novità destinata a cambiare la vita di chi è affetto da Sindrome di Alzheimer.
Arriva infatti dalla Svizzera una capsula che si impianta sottocute e che è in grado di rilasciare in modo graduale delle molecole che hanno la capacità di distruggere gli accumuli tossici che causano la demenza.

Lo Studio

A scoprirla e metterla a punto (come riportato da TgCom) un gruppo di ricercatori del Politecnico federale di Losanna, sotto la guida di Patrick Aebischer. Si tratta di un piccolo involucro che rilascia in modo una sostanza che va a svolgere la sua funzione all'interno del cervello, distruggendo i beta-amiloidi, responsabili - come anticipato - della demenza di Alzheimer. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Brain.

La capsula

Costruita in materiale totalmente biocompatibile e grande solo pochi millimetri, contiene cellule modificate geneticamente e deputate proprio al rilascio di un flusso costante e lento di anticorpi.

Il test sui topi

La ricerca è stata condotta su dei topolini suscettibili alla malattia, cui sono stati impiantati sottocute le capsule. La loro azione è stata monitorata per 39 settimane. Alla fine del periodo di studio è stato notato che nel cervello dei roditori si era enormemente ridotta la concentrazione di proteina beta-amiloide.Una innovazione che se avrà i risultati sperati anche sugli esseri umani, potrebbe essere un'importante risposta per contrastare e tenere a freno la malattia. L'Alzheimer ad oggi colpisce circa il 5% della popolazione al di sopra dei 65 anni e che costituisce la causa più comune della demenza senile.

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Una novità destinata a cambiare la vita di chi è affetto da Sindrome di Alzheimer che giunge a pochi giorni dalla settimana mondiale del cervello.

Altre ricerche passate

Se è vero che non esistono cure reali per contrastare la malattia, negli ultimi mesi sono state diverse le ricerche condotte per provare a dare una risposta alla malattia. Dallo spray a base di insulina che rilascia insulina, che viene veicolata direttamente al cervello, all'utilizzo di una bevanda nutrizionale su pazienti con AD molto precoce (pre-demenza). Un aiuto per conservare la memoria, incrementare la capacità di pensare e svolgere le normali attività quotidiane. Una risposta anche dalla frutta e in particolare dalla prugna Kakadu, ricchissima di vitamina C, antiossidante fondamentale per il nostro organismo, per la sua importante funzione a livello cerebrale e di rafforzamento del sistema immunitario.


Per approfondire guarda anche “Malattia di Alzheimer“

TAG: Ricerca | Farmacologia
Rosaura Bonfardino
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Rosaura Bonfardino
Giornalista esperta in salute e benessere