Roma, 12 dic. (Adnkronos Salute) - La tubercolosi nel sentire popolare è un problema sanitario antico, ritenuto superato, in realtà non è così: nell'area metropolitana di Roma Capitale l’incidenza di tubercolosi è circa due volte superiore alla media nazionale. E a questo rilevante problema di sanità pubblica è necessario dare risposte appropriate e tempestive. Sono i dati dell'Istituto nazionale per le malattie infettive 'Lazzaro Spallanzani' di Roma, che ha in carico la quasi totalità dei casi della Regione Lazio e il 20% circa dei casi a livello nazionale, emersi durante un incontro di formazione degli operatori sanitarie e di presentazione della revisione 2019 del Protocollo di gestione clinica della patologia. Si tratta di un appuntamento fisso che permette di fare il punto della situazione sull’evolversi della patologia.
L'aggiornamento periodico di linee guida e protocolli - informa una nota - costituisce una delle azioni prioritarie di una struttura di eccellenza nell’assistenza ai pazienti con infezione/malattia tubercolare. Il protocollo, giunto all’ottava revisione rispetto alla versione iniziale del 2000, descrive il percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) garantito ai pazienti con infezione/malattia tubercolare che accedono nell’Inmi.
Le indicazioni scaturiscono dalla revisione e implementazione dei protocolli e linee guida nazionali ed internazionali per la cura della Tb (ministero della Salute, Oms, Ecdc, Cdc, Ats, Ers, The Union) con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la presa in carico del paziente coninfezione/malattia tubercolare.
L’Inmi è in grado di soddisfare, per le attività di coordinamento della Rete regionale per le Malattie infettive, i requisiti richiesti dalla Regione per la centralizzazione della presa in carico e gestione dei casi di tubercolosi (circa 2/3 dei pazienti sono già assistiti dall'Inmi). L'Istituto ha dimostrato di possedere competenze ed esperienze cliniche adeguate, come certificato da Ecdc/Ers, e capacità diagnostiche avanzate con appropriati livelli di biosicurezza ed è in grado di garantire adeguati livelli d’isolamento respiratorio; inoltre, è l’unico centro regionale autorizzato alla dispensazione dei nuovi farmaci per la cura della tubercolosi multiresistente ai farmaci.